giovedì 12 febbraio 2009

Incubo del giorno, 3

Casa di mia nonna non e' come quella di mio zio Emanuele, le cui fondamenta consistono in una vecchia chiesa abbandonata e semisommersa da un lago sotterraneo. Si vedono solo le colonne doriche che spuntano dall'acqua, quando si va in cantina. Casa di mia nonna e' una casa normale, ma e' piena di cunicoli e passaggi segreti. Io, che ho cinque anni, ne seguo uno rischiando piu' volte di rimanere incastrato. Finisco in un sotterraneo. Ci trovo libri vecchi, strumenti abbandonati (con la coda dell'occhio intravedo un liuto) e un arazzo con scene cangianti. Lo guardo incantato e non ho paura per niente.
Mi sveglio comunque convinto che si trattasse di un incubo.

13 commenti:

cassandra ha detto...

Complimenti per il complesso delle tue attività oniriche e per la complessità delle stesse.

daniele esposito ha detto...

ma, Cassandra, mi prendi in giro? :)

cassandra ha detto...

Non mi permetterei mai! :)

daniele esposito ha detto...

ohi, ora ti scrivo. (un'anticipazione: ti avevo chiesto un poeta inglese vivo e tu me ne hai indicato tre, giapponesi, e mi sa anche morti: il bello e' che fra la mia richiesta e la tua risposta avevo appunto sviluppato un desiderio di letteratura e poesia orientale. grazie)

pendolare ha detto...

a proposito di sogni o incubi:

siamo tutti sott'acqua! non in una vasca, non in mare. NO, proprio tutto, tutta la città è sott'acqua; acqua fin sopra i grattacieli!
Camminiamo normalmente però, non nuotiamo. Camminiamo sul marciapiede io e la mia mamma.
A un certo punto vediamo qualcosa di colorato in alto - dove normalmente c'è il cielo e dove invece c'è solo acqua.
Non so perché mi madre decide di nuotare verso l'alto per dirigersi verso quella cosa colorata, rosa. Una specie di palloncino.

Io la guardo allontanarsi verso l'alto, poi un rumore improvviso e viene come risucchiata dentro quella specie di palloncino rosa. Mi spavento, urlo (anche in acqua si parla e si urla, è un sogno...). Dall'alto una cosa strana, una specie di rana rosa si avvicina a me rapidamente. Non era un palloncino era una rana! Anzi no, un mostro.
Scappo, corro sotto a dei portici, la rana-mostro è dietro di me. Scivolo a terra, grido! Mi è quasi addosso, scalcio per colpirla al volto....

DIO CHE MALEEEEE...nel sonno ho scalciato davvero, e il mio piede sinistro si è schiantato contro la parete a fianco del letto d'albergo dove dormivo.

Ci metto qualche istante per capire che era un sogno e per riavermi dal dolore. Sono le 6 del mattino, non riesco più a dormire.
Odio andare a Roma.

daniele esposito ha detto...

e' meraviglioso! soprattutto per la parte ferina sostenuta dal mio animale totem! grazie, pendolare!

Anonimo ha detto...

Si molto bello.. ma io andrei un po' più a fondo sul mostro rosa che porta via le mamma,,,

daniele esposito ha detto...

eh, ma io a psiconalizzare sono una mezza sega. se qualche volenteroso se la sente....

sigmund ha detto...

il mostro rosa che le porta via la mamma è il cazzo del papà

sigmund ha detto...

ho detto le? ecco un lapsus interessante su cui dovrò interrogarmi... va beh, mi ri-inabisso nell'oltretomba... a presto

sigmund ha detto...

beh un attimo... ferenczi qui mi fa notare che non si può dire, dal testo di "pendolare" se si tratti di un uomo o una donna... dunque anche il mio secondo commento è un interessante lapsus... e ferenczi mi guarda con degli occhi strani...

daniele esposito ha detto...

che sia il pene del genitore è quasi ovvio, ma non ci sarei mai arrivato da solo. grazie sigmund, grazie ferenczi (come è andato a finire lo scambio di occhiataccie? avete copulato?)

sigmund ha detto...

purtroppo no, perché come al solito si è intromesso Jung che voleva a tutti i costi parlare della Madre Fallica... come quella volta che avevo sul lettino Marilyn Monroe (nel mio studio sul Flegetonte, hai presente?) ed è entrato Adler per chiedermi se avevo dei kleenex da prestargli...è una bella fatica essere polimorfi-perversi, anche dopo morti