venerdì 31 dicembre 2010

L'Oroscopo del 2011 della Maga Cinzia

(Lascio direttamente la parola alla Maga Cnzia e al suo splendido - davvero - oroscopo. Cercherò di convincerla a fare di tutto questo un appuntamento mensile)

Una premessa noiosa, ma utile :-)

Ogni anno si sente dire che ci sono dei segni favoriti e altri che hanno meno chance. A me, però, non va di affermare che nel 2011 ci saranno segni che saranno fortunati e altri sfigati. Trovo più sensato sostenere che ci sono segni che avranno la responsabilità di fare ed insegnare e altri che invece dovranno fermarsi, demolire e imparare.

[Detto questo, noi Tori andremo alla grande!!]

Anche se a scuola si impara tutto il contrario, la competizione non paga quanto la collaborazione! L’universo non funziona se ogni sua parte non coopera con le altre e allo stesso modo la nostra vita non carburerà se non coltiveremo le giuste alleanze. Osservate i vostri amici, colleghi, parenti: quelli che hanno le caratteristiche di un segno o di un pianeta rappresentano l’influenza di questo nella vostra vita. Andate a naso, non importa in che giorno è nato il vostro amico: se è uno Scorpione ma si sta arrampicando come un Capricorno allora quello è il vostro Capricorno. Se ha vent’anni ma porta la cravatta, è il vostro Saturno.

Sono spesso le persone più fastidiose e le situazioni più spiacevoli che offrono le grandi lezioni: quello che saremo riusciti ad imparare in queste situazioni maturerà poi, appena i cieli torneranno distesi. Non subite i transiti planetari, ma usateli per comprendere quali errori siete soliti commettere. E provate a cambiare atteggiamento, la prossima volta che costruirete qualcosa, per dargli basi più solide che non potranno essere minate.

Dalla lettura dei Promessi sposi abbiamo appreso che il signore non sconvolge le vite dei suoi figli se non per procurare loro una felicità maggiore: proprio in questo modo agiscono i moti planetari, che disfano oggi i nostri fragili edifici per far posto al gran villone in cui abiteremo domani.

Arriviamo al dunque...


ARIETE

Come riconoscere un Ariete, e Marte

L’ariete è un bambino che ha rubato l’auto del padre solo per poter dire “mamma, guardami!” Quando poi va a sbattere contro un albero, la gioia di vedere che l’ha estirpato e che adesso giace a terra sconfitto prevale sul senso di perdita finanziaria dato dai danni alla carrozzeria. Che nessuno provi a torcere un capello ai suoi cari: accorrerà in loro aiuto a 200 all’ora e li falcerà per sbaglio, facendo manovra per parcheggiare. L’ariete si riconosce perché anche mentre dorme tiene i pugni serrati, mentre in stato di veglia passa il tempo a dire “secondo me”.

Ed ecco come l’Ariete impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

Saturno all’opposizione in Bilancia sta imponendo già da qualche tempo all’Ariete insegnamenti sgradevoli che forse non vuol sentire. Il treno di Giove – che passerà una volta sola e andrà afferrato al volo – gli offrirà un’occasione buona nella prima parte dell’anno; sarà allora che il peso di Saturno potrà tornare utile, frenando l’impetuosità arietina e rendendo più riflessivi anche i nati sotto questo segno. Saturno ha fatto dimagrire l’Ariete e gli ha fatto rinunciare alle cose frivole e superflue; con Giove nel segno avrà modo di rimettersi in po’ in sesto ma, se la sua nuova linea gli piace, nella prima parte dell’anno dovrà seguire un attento regime perché tenderà a ingrassare velocemente! Occhio ;-) Sarà un momento di respiro anche dal punto di vista finanziario e potrebbe allargarsi anche il suo cuore. Nel mese di aprile le giornate dell’Ariete si riempiranno di tante cose belle.

TORO

Come riconoscere un Toro, e Venere

Il Toro sa far fruttare ogni cosa. Trasforma le corone di spine in ghirlande natalizie e riuscirebbe ad ingrassare anche in un campo di concentramento. Si riconosce perché è l’unico che, se viene baciato a metà di un litigio, ci sta. Il suo sogno è diventare un medico psichiatra, perché si illude che, se riuscisse a guarire i suoi amici, questi poi giocherebbero con lui. Allo stesso modo, passa tutto il giorno ad arare i campi per potergli riempire la pancia. Il giorno in cui capirà che la sua fatica è vana si strapperà l’aratro di dosso e li scaccerà dal “suo” podere.

Ed ecco come il Toro impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

I nati nella prima decade si tengano pronti: quest’anno con il ritorno di Plutone e con Giove che va, viene e ritorna nella seconda parte dell’anno assisteranno all’affiorare di un insperato giacimento di ricchezze. Per sfruttarlo al meglio, riceveranno una mano da Plutone in Capricorno, che chissà cosa vuole in cambio... Si consiglia di sfruttalo senza scrupoli, tanto i suoi conti se li sarà già fatti! Il Toro dovrà approfittare di questi transiti favorevoli per lavorare con cura e costruire qualcosa che sarà difficile demolire in futuro, perché presto il transito di Saturno all’opposizione farà tremare il suo edificio. Questo è l’anno giusto per scoprire la verità su se stesso e per accogliere pienamente quello che la vita ha in serbo per lui. A maggio, poi, andrà in tachicardia :-)

GEMELLI

Come riconoscere un Gemelli, e Mercurio

Il Gemelli si riconosce dal fatto che non sta mai fermo. E’ una farfalla variopinta e leggiadra che non si posa mai sullo stesso fiore, se non per disattenzione: non l’aveva riconosciuto! Parla così tanto e così rapidamente ma le sue sono parole vane: quando la festa finisce il suo sguardo cupo tradisce il segreto che non ti ha detto. In una mano ha un calice di vino che costa più di te, nell’altra una raccolta di poesie d’amore siberiane, senza traduzione a fronte. Quando sorride, i suoi occhi brillano come stelle e dimostra 10 anni di meno.

Ed ecco come il Gemelli impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

Che fatica, volare sempre! Quest’anno ha voglia di fermarsi anche lui, e deve scegliere un posto adatto. Anche grazie all’aiuto di un Bilancia e di Saturno, imparerà a raccogliere le idee, ad esprimere un desiderio alla volta e a sopportare l’idea terribile della sua realizzazione. I suoi occhi diventeranno meno febbrili, l’espressione del suo volto si farà più ferma. Ha visto così tante cose che ora gli sembra strano volerne guardare soltanto una. La terza decade potrebbe avere una sorpresa all’inizio dell’anno. Gli sembrerà – e sarà – una buona cosa.

CANCRO

Come riconoscere un Cancro, e la Luna

Il Cancro si riconosce dalle frecciatine ingegnose che lancia e dal fatto che tira sempre l’acqua al suo mulino. Se qualcuno se ne avvede, narra i dolori del suo passato. Vive in luoghi oscuri e impervi, non sopporta le visite dei seccatori e, se suo malgrado riceve una carezza, dopo fa il bagno nel disinfettante. Nonostante ciò, si meraviglia che quando insegue qualcuno a chele protese, costui fugge. Si affatica per donare cose meravigliose a persone a cui è totalmente indifferente e si stupisce che costoro non lo ripaghino con reale e profondo affetto.

Ed ecco come il Cancro impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

Il Cancro teme sempre che qualcuno stia tramando contro di lui, ma stavolta ha proprio ragione! Tutti provano a mettergli i bastoni fra le ruote: Plutone dal Capricorno lo sta manovrando da lungo tempo come un burattino e lo fa in modo così sottile che non se ne accorge affatto. Saturno lo rende ipercritico e così blocca ogni sviluppo. Il Cancro è restio a lasciare la via vecchia per la nuova, ma se la prima fosse diventata impraticabile dovrà essere pronto a farlo, prima che il suo fastidio diventi un dolore troppo forte e prima che Urano in aspetto dinamico incrini il suo senso pratico. Deve comprendere che le difficoltà di adesso sono i risultato di errori passati, disfare tutto e rifare meglio. Ma se avrà ascoltato le sollecitazioni dell’anno passato e avrà cominciato a darsi da fare, i suoi severi insegnanti adesso lo aiuteranno. La prima decade quest’anno comincerà a ricevere le suggestioni di Nettuno, che indicheranno la via di un cambiamento positivo, o di un trasferimento. L’ultima decade, invece, potrebbe avere una buona occasione proprio all’inizio dell’anno. A maggio, sospiri e baci.

LEONE

Come riconoscere un Leone, e il Sole

Il leone è un cancro che ha accettato l’invito a una festa. E lì racconta tutte le barzellette che riesce a ricordarsi e si occupa di cambiare cd. Si riconosce perché ha i capelli grossi e secchi, e questo conferisce alla sua chioma un volume straordinario. Quando comincia una cosa, ci mette una tale passione che non la molla finché non l’ha finita – e quando poi finalmente l’ha finita, che sorpresa scoprire che era un regalo per te!

Ed ecco come il Leone impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

Il Leone quest’anno dovrà fare molta attenzione all’orgoglio che, come sa, può essere molto pericoloso, soprattutto quando diventa rabbia distruttiva. Dall’Ariete, Urano e Marte porteranno iperattivismo esplosivo, da manovrare con cura, anche se non ci sarà molto tempo per riflettere! Un Ariete potrebbe indicare una via nuova da seguire in fretta, pungolato lui per primo da qualcosa che lo rende insofferente e gli fa desiderare qualcosa di nuovo. Il Leone saprà far fruttare al massimo questa opportunità, ragionando con la sua testa: una testa regale e chiamata ad esprimersi sempre in funzione del bene comune. Questo è l’anno giusto per cambiar vita e sostituire velocemente il vecchio col nuovo.



VERGINE

Come riconoscere un Vergine

Il Vergine, come il suo nome suggerisce, è un tipo che non sa molto godersi la vita. Si riconosce perché ogni volta che si complimenta con qualcuno viene puntualmente colto da emiparesi facciale. Si pone limiti da solo, nelle file fa passare tutti avanti e poi una mattina, improvvisamente, dà in escandescenze gridando che non è giusto che lo si tratti come una pezza da piedi. Capisce cose che gli altri non si sognano nemmeno di capire e ha molto senso pratico, eppure non di rado gli capita di passare da fesso.

Ed ecco come il Vergine impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

Se sei nato nella prima decade, almeno per quest’anno, non essere modesto. Usa i lati più antipatici del tuo carattere per capire quali sono le tue frustrazioni e ammettile: hai l’occasione di trasformarle nei tuoi più grandi successi, grazie a Plutone e allo stellium di inizio anno in Capricorno. Nella seconda metà dell’anno, Giove dal segno del Toro porterà una bella fase di distensione. In passato Saturno ti ha costretto a rendere concreti i tuoi progetti, ma ha anche inaridito la tua vita, che adesso può nuovamente offrire uno spazio a momenti spensierati e a nuovi sogni, anche grazie a una buona situazione economica. Tanto desiderio di espansione in ogni ambito e, finalmente, un po’ di serenità! A maggio, noterete che il vostro nuovo amico non è niente male...

BILANCIA

Come riconoscere una Bilancia

Per riconoscere una bilancia occorre mettercisi di fronte. Se si comporta come se fosse il nostro riflesso in uno specchio (ti avvicini e si avvicina; ti allontani e si allontana) ci troviamo davanti a un esemplare di Bilancia. E’ sempre ben vestita e, se provocata, ha un tempo di reazione standard di 21 giorni. Ama tutte le cose belle e, siccome sono tante, tiene i piedi in ben più di due staffe. Se messa alle strette, si difende con larghi sorrisi e battutine del cazzo che hanno il raro potere incrementare il livello di nervosismo dei suoi interlocutori.

Ed ecco come la Bilancia impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

Anche quest’anno Saturno dà man forte alla Bilancia, ovvero la schiaccia al suolo impedendole di oscillare e di disperdere le sue energie. Deve ringraziarlo, perché la invita a esperire il suo lato più serio e a metterlo a disposizione dei suoi compagni. Ma se non accetta questo invito, la farà inciampare nei mille lacci che lei stessa ha teso. Un anno di stanchezza, di privazioni e di rinunce; ma alla fine ne risulteranno realizzazioni importanti. In quest’anno può anche consolidarsi un grande amore. La bilancia si stabilizza :-)


SCORPIONE

Come riconoscere uno Scorpione, e Plutone

Lo Scorpione si riconosce dallo sguardo da serpente e dal fatto che prende tutto per male. E’ convinto che nessuno gli voglia bene, per cui maltratta tutti finché non lo abbandonano, confermando l’ipotesi iniziale. Spia l’unica persona rimasta al suo fianco, nel timore che non sia realmente al suo fianco, ma c’è un segreto per trasformarlo in un uomo buono e saggio: amarlo, nonostante tutto. Così di notte, mentre dormi e di nascosto, ti darà un bacio.

Ed ecco come lo Scorpione impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

All’inizio dell’anno un improvviso colpo di fortuna potrebbe riguardare i nati nella terza decade. La congiunzione di Giove e Urano in Pesci farà sorgere un’opportunità o una soluzione improvvisa, a cui non avevano pensato. Non devono essere troppo sospettosi perché si tratterà di una svolta positiva. Gli insegnamenti di Giove in andirivieni nel segno del Toro nella seconda metà dell’anno agiteranno i nervi dello Scorpione, soprattutto in quanto saranno particolarmente insistenti e sfacciati. Un atteggiamento che lo Scorpione non tollera. Rischierà di spendere troppo e di ingrassare, anche. Questo non deve preoccupare troppo perché prossimamente ci penserà Saturno ad aggiustare il tiro. Questo è un anno in cui lo Scorpione deve seminare con cura quello che vuole far crescere, anche se il terreno non sembra particolarmente fertile: la sua tenacia sarà premiata, non direttamente quest’anno però. A maggio, un corteggiatore.

SAGITTARIO

Come riconoscere un Sagittario, e Giove

Il Sagittario è uno Scorpione che se n’è fatto una ragione. Si riconosce lontano un miglio dalla risata chiassosa. Questo vi permette di cambiare strada prima che si metta ad insegnarvi l’ultima cosa che non ha capito. Va alle feste senza invito e si tira dietro anche un paio di passanti. Alla fine della fiera, questo non conta: lo vedrete talmente spesso che alla fine vi confonderete e lo inserirete senz’altro nella lista dei vostri invitati.

Ed ecco come il Sagittario impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

Nella prima parte del 2011 il Sagittario avrà ottime occasioni e la sua natura ottimista gli consentirà di sfruttarle bene. La sua naturale fiducia risulterà ampliata dal passaggio di Giove nel segno dell’Ariete e la solidarietà di Urano gli prospetterà tante soluzioni pratiche. Anno di incontri e di realizzazioni: non ci sarà tempo per le chiacchiere perché ci sarà tanto da fare. A Luglio, però, occorrerà fare un po’ di attenzione: ci sarà troppa tensione nell’aria.

CAPRICORNO

Come riconoscere un Capricorno, e Saturno

Il Capricorno è la freccia scoccata da Sagittario. Per questo va sempre a diritto – alla velocità di crociera di un ghiacciaio - e, se intoppa un vicolo cieco, resta piantato lì in attesa che il muro, sgretolandosi, diventi un varco. Il Capricorno si riconosce perché è invecchiato anzitempo e parla soltanto per sottolineare che qualcuno non ha osservato le buone maniere. (Capitan Uncino era un Capricorno). Il Capricorno arrivato in cima alla vetta conquista l’opportunità di vegliare con saggezza sugli altri segni.

Ed ecco come il Capricorno impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

L’accumulo di pianeti in Capricorno con cui si apre l’anno conferirà ai nati nel segno un momento di lucidità e di forza e li aiuterà a rimuovere temporaneamente il blocco dato dalla quadratura di Saturno in Bilancia. Purtroppo il rimuginio ipercritico che ha rovinato il 2010 del Capricorno si rimetterà presto in moto. Come è noto, c’è un vecchio rompicoglioni in ciascuno di noi, ma dentro al Capricorno ce n’è uno che fa piangere tutte le badanti e sono certa che riuscirà a rovinargli anche il 2011, a meno che all’inizio dell’anno non giochi bene le sue carte, evitando di attrarre situazioni e persone poco adatte a lui. Nella seconda metà dell’anno arriverà il generoso soccorso di Giove dal segno del Toro, portando buone occasioni, un po’ più di fiducia e un generale senso di distensione. A maggio, il battito cardiaco potrebbe aumentare la sua frequenza. No, non sta arrivando un infarto...

ACQUARIO

Come riconoscere un Acquario, e Urano

L’Acquario si riconosce perché si muove a scatti improvvisi, si veste come se fosse carnevale e si rivitalizza appena sente un pettegolezzo. Bada alle parole più che ai fatti, e di conseguenza trova adorabile l’amico che gli ha già rubato tre fidanzate ma gli dice che di sera lo ricorda sempre nelle sue preghierine. In base al medesimo principio, è un marinaio che promette e non mantiene, perché non conosce domani. Il suo forte sono i progetti e spesso arriva di corsa a metà riunione per dare una soluzione geniale – o uno schiaffo.

Ed ecco come l’Acquario impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

All’Acquario della prima decade potrebbe presentarsi all’inizio dell’anno un’opportunità inaspettata. Quello della terza decade, invece, a febbraio imparerà a trasformare le idee in azioni, e non avrà bisogno di nessuno per fare questo, anche se sono certa che coinvolgerà nella sua impresa i suoi molti amici. Andrà tutto bene! Saturno in Bilancia provvederà a rendere solide le nuove realizzazioni. L’Acquario negli ultimi anni ha avuto modo di cambiare il suo modo di stare nel mondo, e la sua nuova versione lo sta ormai guardando con occhi nuovi. Si tratta adesso di confermare e consolidare le scelte fatte, anche con decisioni improvvise, come piace a lui. L’Acquario dovrà agire in modo costruttivo nella prima parte dell’anno. Dopo, il suo edificio verrebbe a costargli un po’ troppo...

PESCI

Come riconoscere un Pesci, e Nettuno

Il Pesci si riconosce perché ha capelli finissimi che si elettrizzano e non tengono la piega, si lamenta di continuo e si mette compulsivamente al servizio di qualcuno. Non gli è chiaro che se vede sempre il bicchiere mezzo vuoto è perché l’altra metà se l’è bevuta. Scappa dalle gabbie più velocemente di Houdini e offre il meglio di sé quando è sdraiato. Infatti, come fa l’amore lui non sa farlo nessuno e se dorme, poi, facciamo attenzione a non svegliarlo: sta sognando ogni possibile cosa che oggi non esiste ancora.

Ed ecco come il Pesci impiegherà queste brillanti qualità nel 2011:

Nettuno, entrando in punta di piedi nel suo elemento, porterà disciplina nei mille fermenti provocati nel recente passato da Urano. Toccherà ai nati nella prima decade tirare fuori delle idee nuove e importanti. Ma per realizzarle, è meglio che cerchino la collaborazione dei loro amici di terra: sarebbe un peccato rischiare di sprecare prospettive che sono affiorate nel corso di tempi tanto lunghi. Si tratta, nello specifico, di costruire un mondo nuovo e i cambiamenti, adesso, sono facili per voi – trasferimenti compresi. La collaborazione auspicata arriverà nella seconda metà dell’anno con il generoso passaggio di Giove nel segno del Toro, che darà solidità anche ai più vaghi aneliti. All’ultima decade si prospettano buone occasioni all’inizio dell’anno: a questi Pesci toccherà sopportare un po’ di buona sorte. A maggio, un po’ (di più) d’amore.

mercoledì 22 dicembre 2010

Saluti e Anticipazioni

Domani vado via da Milano (arrivando a Grottaglie con un certo ritardo, oltretutto), e per un po' di tempo il mio accesso a internet sarà un po' discontinuo.
Probabilmente riuscirò a postare qualcosa, di sicuro né disegni né foto.

A gennaio, però, grandi novità: questo blog sarà fiero di rinunciare al suo inveterato razionalismo per ospitare (non si sa quanto in via provvisoria o definitiva) le previsioni astrologiche della maga Cinzia e la posta del cuore di Carolina Invernizio.

Scrivete a frogproduction chiocciola gmail punto com per raccontare le vostre pene d'amore e sarà mia cura girarle alla reincarnazione della somma scrittrice, la quale si premurerà di rispondervi MALISSIMO.

(qui i primi bozzetti delle immagini a corredo delle rubriche in via di definizione)

A presto!

Alberto Arbasino "In questo stato"

Alberto Arbasino
"In questo stato"
Garzanti, 11 euro


(no, non è una recensione, non è poi una gran novità letteraria, questa qua)
Arbasino scrive, nei due mesi del rapimento Moro (dal 16 marzo al 9 maggio 1978), una specie di diario delle sue reazioni all'Italia, più che degli eventi in corso, ed è tutto (come e più che nei libri soliti di Arbasino) un aforisma, un elenco, un'invettiva e un "signora mia come si stava meglio un tempo" (cosa in cui Arbasino, pur prendendola in giro, ha preso dagli anni settanta in poi a cadere sempre più spesso - identificando l'età dell'oro con il gruppo '63, evidentemente). E' quindi - se si sopporta Arbasino - estremamente divertente, occasionalmente meraviglioso (le invettive contro i giovani e l'asservimento alle mode sono bellissime), solo raramente insopportabile (quando il "signora mia" di cui sopra diventa troppo forte).
La parte migliore del libro non è sicuramente nelle osservazioni che fa Arbasino (per quello bisogna leggere "Un paese senza", che è la versione "ragionata" di questo), quanto negli innumerevoli paragrafi in cui riporta il modo in cui si esprime la "ggente" intorno a lui, dai giovani ai poliziotti, dai brigatisti ai politici, a Moro stesso (che è ferocemente preso per il culo, va detto, soprattutto per il suo continuo riferirsi alla famiglia - e col culto della famiglia in Italia Arbasino è particolarmente feroce).

A me, che l'ho letto mentre leggevo Zizek (sì, sono terribilmente indietro con le recensioni), hanno colpito particolarmente due cose relative ai brigatisti e alla loro voglia/idea di rivoluzione. La prima è la mancanza di "curiosità" (vale a dire: di intelligenza) dimostrata dai brigatisti durante il sequestro

"Ma che brigate senza curiosità: politica, storica, civile. non solo in due mesi, non solo in due settimane, ma in due giorni, due ore: sentiamo la vera storia di Piazza Fontana, vogliamo la verità sugli attentati e sugli scandali, veniamo alla Lockheed senza farla tanto lunga. Ma finché da unna parte e , e dall'altra e , quale potrà poi essere il giudizio della Storia tra qualche anno o fra qualche mese? Ci sono delle sciagure di fabbrica o di autostrada o di alta montagna che risultano più memorabili" (p. 167)

La seconda (per me particolarmente gradita perché contemporanea ai discorsi "a buffo" di Zizek sull'evento rivoluzionario) è intorno alla mancanza di realismo dei proclami (più che dei programmi) rivoluzionari dell'epoca, che continua a credere in un avvento messianico della rivoluzione e nel mondo post-rivoluzione come un eden in cui le cose si producono e van bene per magia (più che cattolici, in pratica, dei testimoni di Geova) e sui crede ancora nel ruolo egemonico della fabbrica e dell'operaio (cito tutto il passaggio, che è fenomenale)

"Ma tant'è, privo di antropologia cattolica e controriformistica (niente Seicento, tutto Settecento) e tutto curiosità materialistiche per il futuro pratico della gente - spaghetti e risotti per i vivi, non tanto lapidi e cippi per i defunti (cioè Porta e Gadda contro Monti e Foscolo nonche San Carlo Borromeo) - continua a cercar risposte a domande nettemante realpolitiche, le solite, primarie, primordiali, tipo: una volta distrutto questo sistema di merda, chi poi coltiva il grano per fare il pane? (se lo chiederebbe anche Renzo Tramaglino). E come si importa la carne, se non siamo capaci di allevare le vacche, e in tutti questi anni di carestia non abbiamo neanche provato a riprendere gli allevamenti? Si costruiscono case pubbliche o private, ammucchiate o distanziate, verticali oppure orizzontali? Che cosa si insegna ai bambini oltre all'animazione? La superficie dell'Italia è sufficiente a contenere tutte le scrivanie di tutti gli aspiranti a un posto burocratico? Chi paga le Alfa Romeo al prezzo di costo reale? Chi compra e mangia i panettoni Motta e le colombe Alemagna e i baci Perugina? E la fabbrica, questa istituzione centrale ed egemonica, è un fatto positivo o un fatto infernale? E cambia forse di segno quando invece di produrre ricchezza per la collettività, la assorbe e la distrugge? Ecco riapparire allora, il tormentone: se la vera egemonia spetta a una classe operaia che vive di sovvenzioni perché le sue fabbriche producono soprattutto passivi, come si fa a esercitare una egemonia campando tutto sommato di elemosine statali come i pensionati e gli enti inutili?" (pagina 142)

(In "Un paese senza" Arbasino va oltre: si chiede perché tenere in piedi la fiat e alitalia - nel 1981 - quando con i soldi che servono a farlo si potrebbero tranquillamente stipendiare tutti i suoi operai ... e avercene di resto per fare mille altre cose ...)

martedì 21 dicembre 2010

(restando più o meno sul personale /6)


(Massimo Volume, vignetta 2)

(restando più o meno sul personale /5)

(primo - di due, credo - episodio sul concerto dei Massimo Volume al Leoncavallo di sabato 18 dicembre)
(questo fumettino, avendo scavallato i cinque episodi-pagina, si guadagna un tag - restando sul personale - cliccateci su se volete leggere i precedenti - e per ora si tiene il non-nome che ho usato per titolarlo fino ad adesso)
(se avete idee su un nome migliore, proponete)
(sì, lo so che la richiesta qui sopra è uno dei modi più sicuri per non avere commenti a questo post! :) )

lunedì 20 dicembre 2010

(restando più o meno sul personale /4)


(un intermezzo su come comunico coi gatti - e non solo)
(il prossimo - scavalliamo i cinque, e avrò bisogno di un nome e un tag per tutto questo - ritornerà più narrativo)

venerdì 17 dicembre 2010

Il Partito Lennonista Italiano - riaprono le iscrizioni

In un vecchio album da disegno ho ritrovato questa tessera del Partito Lennonista Italiano, da me fondato nel 2002 in seguito agli eventi narrati nel famoso Achab! dei Castori Ninja.
Riaprono le iscrizioni.
Finalmente un partito che non vi deluderà.

giovedì 16 dicembre 2010

Scott Pilgrim vs The World (il film)

Scott Pilgrim vs the world è un film che mi ha messo in serio imbarazzo. Non riuscivo a capire come mai non mi fosse piaciuto. Poi (alla fine) ci sono arrivato.

Ma prima, la storia: Scott è un ventitreenne disoccupato che suona il basso in una band scalcagnata (i Sex Bob-Omb) e che esce (tentando di dimenticare la sua ex che lo ha mollato malamente un anno prima ed è nel frattempo diventata una rockstar) con una liceale diciassettenne. Nella vita di Scott ad un certo punto arriva Ramona Flowers, che è bella, veste indie e soprattutto viene da New York (il film è ambientato a Toronto, che pare una città noiosissima).
Scott riesce a far breccia nel cuore di Ramona, ma per restare con lei dovrà sconfiggere i suoi sette malvagi ex, in combattimenti decisamente ispirati a fumetti e videogiochi. Fine della sinossi.

Il film gioca con i sentimenti di un circa trentenne (ma anche di un circa ventenne): i continui riferimenti ai videogiochi (le onomatopee animate in sovraimpressione, la "pee bar" quando Scott va al cesso, ecc.), i combattimenti alla mortal combat/street fighter con tanto di fatality, l'atmosfera da produzione indie, la musica, i discorsi dei protagonisti, l'impressione che si stiano sempre spaccando le palle: sono tutte cose che parlano al mio cuore.

Il film è ovviamente inferiore al fumetto da cui è tratto, ma non traggo il mio giudizio solo da questo: il fumetto è un mezzo espressivo superiore (soprattutto: 2000 pagine a fumetti sono un mezzo espressivo superiore a due ore di film, è una questione del tutto quantitativa, prima che qualitativa), è ovvio che nel film gli eventi siano schiacciati e i personaggi abbiano lo spessore psicologico di un deputato medio.
Aspetti positivi:
Il casting è fatto straordinariamente bene: a parte Scott tutti i protagonisti sono la perfetta trasposizione in carne e ossa del loro equivalente fumettistico (soprattutto il primo dei sette ex-fidanzati, ma anche Ramona, il coinquilino gay e i Sex Bob-Ombs sono pressoché perfetti).
La prima parte del film è estremamente fedele al fumetto: dialoghi, scene, effetti: tutto è replicato con grande attenzione.
I combattimenti, poi, sono anche fighi: girati benissimo, pieni di effetti divertenti e convincenti.

Quindi, cos'è che non va? Perché il fumetto è una cosettina deliziosa e il film mi ha fatto storcere il naso?
Dicevo: ci ho messo un po' a capirlo.
Poi ci sono arrivato:
Motivo secondario: Michael Cera nel ruolo di Scott è assolutamente inadeguato. Nel fumetto Scott è uno alla deriva, ma è uno alla deriva (è in un momento difficile, scazzato, depresso, senza prospettive né particolari ambizioni) figo. Quando sta bene fa cose interessanti, da ragazzino si picchia con gli altri per il gusto di picchiarsi, ci sa fare con le ragazze. Nel film è uno sfigato con le spalle strette, lo sterno carenato e assolutamente incapace di compiere la benché minima azione: il passaggio da questo personaggio al tombeur de femmes (su un totale di sette o otto personaggi femminili ben quattro hanno avuto storie con lui) e al combattente risulta del tutto gratuito.

Nel fumetto perché lo è di meno (e qui arrivo al punto, al perché il film in fase di sceneggiatura ha perso qualcosa di fondamentale)?
Perché il fumetto (motivo primario) per quanto ambientato a Toronto e con protagonisti dei giovinastri simil americani che suonano in una band indie-rock, è un MANGA. Di più: è un manga con una struttura e un protagonista estremamente classici (esempi? Gigi la trottola, Teppei, il primo Dragon Ball, Naruto per certi versi ...), ovvero: il ragazzino puro, buono al fondo, con un qualche difetto che su altri sarebbe esecrabile ma in lui è riscattato dalla sua purezza (es. in Gigi la trottola la fissazione con le mutande, in Scott Pilgrim il suo essere fimminaro) e, soprattutto, straordinariamente vitale e con una capacità fisica (o predisposizione per un qualche sport) del tutto fuori dal comune. Nel fumetto Scott ha il terrore del fumo e si ubriaca con pochi sorsi di una qualsiasi bevanda alcolica; allo stesso tempo è il più forte di tutto il distretto, da ragazzino si picchia anche con quelli più grandi e palesemente più forti di lui, il suo coinquilino lo allena, ecc ecc. E' un manga, fatto e finito, anche se ha tutti gli orpelli presi dai videogiochi anni 80. Le performance e i poteri dei protagonisti sono tutti giustificati in un'ottica da manga giapponese (appena appena condita da un po' di ironia post-moderna molto americana - i giappi si prendono molto più sul serio ...)
Nel film rimangono solo i giochini anni ottanta (e novanta), come riferimento estetico, ma gli sceneggiatori si dimenticano di rispettare il genere di appartenenza, o, se proprio non vogliono rispettarlo, di sostituirlo con qualcos'altro che riesca a reggere il tutto.
Cosa rimane? Una commediola insipida con gente che si picchia benissimo ma non si sa perché sia in grado di farlo.

(perché ho scritto così tanto su questo filmaccio? boh, in questi giorni c'avrò bisogno di chiacchierare)

I Want to Believe

Ieri sera, per una mezz'oretta prima di andare a dormire, mi sono dedicato ad abbozzare (su carta millimetrata e con un pennello sottilissimo - cit.) il mio pantheon personale

(manca solo il DIO CAFFETTIERA)

mercoledì 15 dicembre 2010

martedì 14 dicembre 2010

Slavoj Zizek - Benvenuti nel deserto del reale

Slavoj Zizek
"Benvenuti nel deserto del reale"
Meltemi editore, 13.00 euro

Slavoj Zizek si conferma essere quello che non ho mai avuto e che in realtà pensavo non potesse neanche esistere: l'amico beone e intelligente, di grande cultura ma aperto al pop, cazzaro e, incidentalmente, LENINISTA.
Dicevo: non pensavo potesse esistere, che messe assieme queste cose potessero darsi in un essere umano reale. E invece.

Questo libro di Zizek è dedicato principalmente agli effetti dell'undici settembre 2001 ed è, grosso modo, un instant book, quindi: niente grandi teorizzazioni (molto meno Badiou, Heidegger e Lacan del solito) e grande spazio ad un tentativo di analisi della politica degli stati uniti e del conflitto israelo-palestinese.

Come al solito, Zizek da il meglio di sé nel cazzeggio da bar: quando parla di fillm, libri e gruppi musicali (quando passa alla musica sinfonica, va detto, pare un po' a disagio) è sia divertente che intelligente e, sebbene i sintomi lacaniani siano secondo lui OVUNQUE, alcune delle letture che da sono rivelatrici o - per lo meno - interessanti. Dette di fronte a una bottiglia di vino mi convincerebbero subito.

Quando parla di politica e di "mondo" è invece leggermente meno convincente. Zizek legge l'11 settembre come un conflitto interno alla modernità occidentale, e difende la tesi che i fondamentalisti siano nient'altro che un'altra faccia dell'occidente e dell'ideologia capitalista. Il che porta ad alcune tesi interessanti ma non centrali (la teoria dell'HOMO SUCKER, dell'uomo imbecille, che è il primo a cadere vittima delle stupidaggini su cui ironizza, e che ha molti punti in comune con la critica al post-moderno di DWF Wallace) e ad alcune tesi centrali ma ridicolissime (ad esempio quella del "socialismo islamico" come possibile fronte di resistenza al capitalismo, come possibilità inespressa negli attuali stati musulmani e soprattutto in quello palestinese - e soprattutto come possibilità positiva).

Il problema di Zizek, e risulta stranamente più evidente da un libro meno teorico come questo, è che è, al fondo, un idealista hegeliano (per essere più precisi: uno strano ibrido tra un hegeliano e un platonico): crede al manifestarsi dello spirito del mondo in alcuni momenti/eventi, crede al fatto che non solo un film, ma anche "l'occidente" possa essere psicanalizzato (non solo come strumento ermeneutico, che saremmo tutti d'accordo: sarebbe solo un cacciavite in più nel bagaglio delle possibili interpretazioni) e che abbia dei sintomi e dei rimossi (già a fare questo discorso per un film, si sta andando di metafora, figuriamoci per l'OCCIDENTE).
(a ripensarci: già fare questo discorso per un essere umano significa star metaforizzando pesantemente)

Oltretutto, tutte le distinzioni fondamentali che Zizek fa tra ideologia e realtà, tra veri e falsi eventi, tra falsa e vera coscienza, ecc. ecc., possono essere rovesciate senza alcuno sforzo.
Perché un evento è fascista e l'altro è rivoluzionario?
Perché l'individuazione del nemico nel terrorismo islamico è un "punto di sutura" (point de capitonné), cioè una operazione con cui identifichiamo/costruiamo un unico soggetto che "tira le fila" come nemico unico (versus la realtà in cui invece ci sono diversi oppositori concreti)?
Perché l'identificazione zizekiana del nemico nel "CAPITALISMO" non dovrebbe essere la stessa identica cosa?

è resuscitato, accidenti a lui

continuo a pensare:
1) che ce lo meritiamo
2) che non ce ne libereremo mai
3) che palle.

3 voti e l'orrido Abberlusconi è di nuovo su. Già mi immagino Libero e il Giornale domani, cazzo.

(foto rubata da facebook, come fanno i giornali seri)

lunedì 13 dicembre 2010

Alfonso Luigi Marra, RELOADED





ALFONSO LUIGI MARRA RELOADED!
Leggerissimamente meno belli, ma veraci, i due spot con la figlia e se stesso.
Quello con (SPOILER) la figlia è impagabile: una storia di una bellezza STRUGGGENTE che cambierà il CONTESTO UMANO; il libro TABBU' dui un uomo TABBU'.

In quello con Alfonso Luigi Marra medesimo, si fa notare LA METODICA CON LA QUALE COMPRENDIAMO LE COSE, ma soprattutto la PISSICOSI.

Bello, bello, bello.
Chissà se ce ne sono altri, on line. Ora li cerco.

Alfonso Luigi Marra, la Arcuri e i geni del marketing



Un'opera fondamentale per liberare la coppia dallo STRATEGISMO SENTIMENTALE che ha ANORMEMENTE rallentato il suo progresso.
E' BELLISSIMO.

(lo spot di Manuela Arcuri per il nuovo libro di ALFONSO LUIGI MARRA è GENIALE in ogni sua parte, viralità allo stato brado. ORA LO COMPRO E LO RECENSISCO PER VOI. Se costa meno di dieci euro, intendiamoci, oltre non sono disposto)

(comunque, parlando seriamente: la bruttezza del tutto è evidentemente intenzionale e volta a suscitare una viralità senza precedenti. complimenti all'agenzia che ha messo su questa campagna)

(su youtube qualcuno fa giustamente notare che questo spot ha il ritmo e la vivacità di un editoriale di Minzolini)

(restando più o meno sul personale /2)


(nuova pagina, sui danni dell'adolescenza - sui maschi e sulle femmine)
(senti l'assolo di batteria!)

domenica 12 dicembre 2010

Poesie in forma di nota /34

*Riuscirà (forse) a non mancarmi affatto
il gelo improvviso delle tue sfuriate
ma alle tue caviglie grossolane (alle mie intrecciate)( e al tuo culo, poco più in alto)(quello, però, quasi perfetto),
a quelle avrei rinunciato forse più tardi
(ed era difficile essere onesti
quando onestamente ci avrei girato ancora attorno,
avrei ripreso tempo e fiato.
Magari avrei dormito. Tu probabilmente avresti un po’ russato)**

*(d’altra parte un poco mi conosci, sai come sono fatto)
*(ma era anche il mondo attorno, a non volersi addormentare -
il tram, anche se lontanissimo -
e il vicino che sembrava metterci anni, a ritrovare le sue chiavi)

venerdì 10 dicembre 2010

(restando più o meno sul personale)


(è un esperimento*. se ce la faccio vado avanti.
*Qualsiasi cosa con meno di 5 episodi/pagine è un esperimento)
(il nome dell'esperimento sarà deciso se e quando smetterà di esserlo)

giovedì 9 dicembre 2010

Julian Assange catturato dalla Polizia Mondiale degli Appuntamenti

(sulla faccenda Assange, Naomi Wolf ha pubblicato questo articolo definitivo che ho deciso di tradurre all'impronta per la vostra gioia. l'originale è qui)

Cara Interpol:
Da femminista di lungo corso, sono stata deliziata dallo scoprire il vostro nuovo impegno nell'intraprendere cacce all'uomo globali volte ad arrestare e processare uomini che si sono comportati come stronzi narcisisti con le donne con cui stavano uscendo.
Ho appreso che Julian Assange è accusato di aver fatto sesso con due donne consenzienti, in un caso usando un preservativo che si è rotto. Ho capito anche, dalle dichiarazioni della presunte vittime ai media, che Assange è anche accusato di aver inviato messaggi e aggiornato il suo account twitter nel taxi che, nel corso di un appuntamento, lo portava verso l'appartamento di una delle donne e che, cosa abbastanza disgustosa, nel frattempo " leggeva delle storie online su di sé" mentre era sul taxi.
Ambedue le presunte vittime sono anche sconvolte dal fatto che lui abbia cominciato a frequentare un'altra donna mentre ancora aveva una relazione con la prima. (Ovviamente, da femminista, sono anche compiaciuta  che le presunte vittime stiano usando leggi e retorica di ispirazione femminista per mitigare quelli che sembrano essere sentimenti personali feriti. Questo è proprio quello che avevano in mente quelle coraggiose suffragette delle nostre bisnonne !)
Grazie di nuovo, Interpol. Adesso so che darete priorità alla caccia all'uomo di 1 milione e 300 mila ragazzi su cui ho personalmente  sentito delle lamentele simili nei soli Stati Uniti -- c'è un'intera confraternita all'Università del Texas che dovreste arrestare immediatamente. Ho anche informazioni di prima mano che John Smith di Providence, Rhode Island, è andato a una festa con delle spogliarelliste a cui la sua fidanzata non voleva che lui andasse, e che Mark Levinson di Corvalis, Oregon, non ha notato  che la sua ragazza si è fatta un nuovo taglio di capelli, e questo nonostante i capelli fossero OTTO CENTIMETRI PIU' CORTI.
Terroristi. Acchiappateli, Interpol!
Con riconoscenza, 
Naomi Wolf

mercoledì 8 dicembre 2010

COMUNICAZIONE



(avrei un sacco di cose da scrivere ma ho anche pochissima voglia di farlo. appena ne recuperò un po', torno)

(ah, una cosa ganza è l'accusa ad Assange di aver fatto "sesso di sorpresa")

venerdì 3 dicembre 2010

i nostri eroi alla società genealogica italiana

prima o poi me ne stancherò, della Società Geneaologica Italiana, ma per ora è una fonte di continuo divertimento (semrpe sul sito di destra per milano, ove impera il nostrro eroe Jonghi Lavarini barone di Urnavas).
Mi piace molto la suddivisione tra membri onorari (quelli che ci mettono a mala pena il nome, e che in questo caso sono almeno veri e propri professori, con titoli normali) e membri effettivi, con il solito profluvio di titoli meravigliosi.

I miei preferiti sono questi due (ma il secondo soprattutto, per il profluvio di titoli puntati - tra l'altro, che caviolo significano gr. cr., a parte interpretazioni fantozziane?):

conte Francesco di Colloredo-Mels, signore di Colloredo , Mels e ville annesse (corrispondente)

conte cav.gr. cr. prof. Fernando Giulio Crociani Baglioni, cav. di Grazia e Devozione del S.M. Ordine di Malta, Presidente dell'Istituto di Studi Storici Beato Pio IX, Membro del Collegio Araldico (1982) (corrispondente)







giovedì 2 dicembre 2010

Varani Comunisti (nuovi personaggi in via di definizione)


I Varani Comunisti Italiani hanno fatto la loro comparsa in fondo alla pagina di un mio quaderno.
Credo si faranno rivedere ben presto.
(sono fierissimo del simbolo VARANO & MARTELLO, ma devo palesemente ridisegnarlo)

Recuperi: Tortoise and Bonnie Prince Billy "The Brave and the Bold"

Questo è un buffo disco uscito nel 2006: i Tortoise in fase calante e Will Oldham (aka Bonnie "Prince" Billy) in evidente stato di cazzeggio pubblicano un disco di sole cover.
La scelta va da Elton John a Donna Summer, passando per Springsteen. Nella maggior parte dei casi non è niente più che un divertissement, in alcuni casi l'unione della voce di Will Oldham con le trame dei Tortoise funziona benissimo ("Daniel", il pezzo di Elton John), in alcuni casi non funziona per niente.
Il caso in cui l'unione dei due stili funziona peggio è paradossalmente la canzone che preferisco di tutto il disco (e forse l'unica che meriti del tutto di essere ascoltata), ovvero "Thunder Road" di Springsteen.
I Tortoise aprono e chiudono il pezzo (male) e in mezzo Will Oldham fa la sua cover, lentissima, sofferente e bellissima.
I veri fan di Springsteen non hanno molto apprezzato: il senso della canzone cambia del tutto, in questa versione, e passa dal cazzaro bluecollar newyorkese che a ventiquattro anni si crede già troppo vecchio per i colpi di testa (ma poi alla fine ce la fa e manda affanculo tutti) alla sconfitta vera, alla rassegnazione.
A me è questa versione piace da morire.
(E sì, mi piace da morire anche l'originale, dipende da quanto mi sento cazzaro e bluecollar anch'io)


martedì 30 novembre 2010

affastelli, prego!


affastellare personaggi come attività compulsivo-compensatoria durante le riunioni troppo lunghe
(altro disegnino automatico di ieri)
(mi sono solo adesso accorto che quasi tutti hanno un'espressione basita - F4)
(tranne Voldemort, ovviamente)

lunedì 29 novembre 2010

Un po' d'amore, vi prego, per Ezechiele Lupo

anche Ezechiele Lupo ha bisogno di una pausa, di tanto in tanto

(contro effetto delle riunioni fiume: uno si mette a disegnare persino a colori)

domenica 28 novembre 2010

Gad Lerner - Operai

GAD LERNER
"Operai"
Feltrinelli, 8 €

Questo libro, a parte l'autore, aveva tutte le carte in regola per piacermi moltissimo.
E' un reportage giornalistico fatto tra gli operai nel 1988 (e appena ripubblicato da Feltrinelli), otto anni dopo la sconfitta definitiva dei sindacati all'interno della FIAT (che era come dire: all'interno dell'industria italiana). Un reportage che si muove tra storie di gente che si è reinventata, gente che è rimasta fedele al partito e al sindacato (andandoci di mezzo), gente che (non) arriva a fine mese e comunque difende l'azienda, gente che lavora quattordici ore al giorno tra fabbrica e campi per accumulare la "roba" e comprarsi la ricchezza che ormai vede ovunque, ma partendo dalle case, la sua manifestazione più essenziale per chi è sempre stato povero.

Dicevo: aveva tutto per piacermi moltissimo: è un libro fatto di storie personali che restituiscono un quadro su un periodo, un problema, un modo di lottare che è stato rimosso quasi completamente dal modo in cui noi (intendo: la gente più o meno della mia età) siamo cresciuti.

Mi è piaciuto molto meno di quanto sperassi, però: Lerner non entra mai davvero nelle storie di chi racconta, le sorvola a volo d'uccello, raramente lascia loro la parola per un numero di battute sufficienti a comprenderli a fondo, e raramente analizza davvero i cambiamenti di cui sta parlando: l'automazione, il cambiamento di atteggiamento della dirigenza FIAT, il cambiamento di paradigma degli stessi operai, sempre più disillusi e sempre più attenti alla propria sfera personale (ma anche: la sostanziale inefficacia del partito e del sindacato prima della sconfitta, la sua conclamata inabilità a fare le cose).

Manca, in questo reportage, una chiara scelta: non racconta abbastanza le vite dei suoi protagonisti e non analizza mai sul serio (e non prende mai posizione ... ma forse è ingiusto chiederlo ad un giornalista, e ad un giornalista abbastanza giovane come era Lerner all'epoca) la situazione in cui si muovono.

C'è un solo punto memorabile, ed è la descrizione della "sfilata" a cui sono costretti ogni giorno i "confinati" nel reparto speciale (quello dedicato ad operai con handicap, gravemente infortunati o gravissimamente e irrecuperabilmente comunisti): 70 metri di sofferenza dalla fermata dell'autobus alle porte del reparto, fatte su stampelle, bastoni o coglioni giratissimi.

Un'altra cosa redime - a mio parere - un libro che non riesce mai ad essere poco più che interessante: lo sprezzo con cui Lerner distrugge le teorie di un giovane ricercatore di allora, dicendo piuttosto chiaramente che non ha capito niente di niente e che fa solo il cagnolino dei padroni. E il nome del giovane ricercatore è RENATO BRUNETTA.

giovedì 25 novembre 2010

dire accettabili e voler dire innocue

Definire una protesta inaccettabile (come la simpatica Maria Stella fa, ma come qualsiasi politico fa) è solo chiedere la solita protesta INNOCUA.

Il concetto è: siete liberissimi di esprimere le vostre opinioni, ma con civiltà e grazia, perché tanto poi faremo quel cazzo che ci pare. Perché far casino?


Per quel pochissimo che vale, quindi, preciso sono dalla parte di tutte le proteste legate al mondo dell'Università in questi giorni.
Particolare plauso a quelli che ieri hanno occupato l'aeroporto a Pisa. 
Semmai mi farete perdere un aereo, un treno, un appuntamento di lavoro: PROMETTO SOLENNEMENTE DI NON MALEDIRVI.

mercoledì 24 novembre 2010

Se ne sentiva fortissimo il bisogno

Il blog di DestraperMilano continua a donarmi gioie.


Non mi ricordo bene in che libro Umberto Eco aveva inventato la Facoltà di Irrilevanza Comparata (ma qui ho trovato la lista degli insegnamenti). Roberto Jonghi Lavarini, da settimane ormai assunto a nostro eroe, secondo nel nostro cuore solo all'esimio presidente della Società Genealogica Italiana, il Marchese Dott. Prof. Don Marco Lupis Macedonio dei Principi di Santa Margherita, Duca di San Donato e Patrizio di Giovinazzo (nessuno che sappia in realtà cosa sia Giovinazzo a questo punto potrebbe trattenersi da grassissime risate), ha reso pubblica l'istituzione di questo indispensabile MASTER UNIVERSITARIO IN ARALDICA E GENEALOGIA:





Mi fanno particolarmente pensare:
1) la lista degli sponsor/patrocinatori (tra cui Presidenza del consiglio e il Ministero dei Beni Culturali)
2) Le lezioni di "Cerimoniale" (10 ore) e le "Moderne attività degli ordini cavallereschi: il caso di SMOM LEANDRO" (solo 5 ore, ahimè).

Tutti ad iscriversi, mi raccomando!!!!

martedì 23 novembre 2010

Nuovi Nemici: Berlusconi contro il principio di non contraddizione

Fonte: Il Giornale.it
(dopo i comunisti e i finiani, il prossimo obiettivo del presidente del consiglio sono le assurde teorie di  Parmenide)

Achab! Appetizer /2

Achab! seconda serie - presto sui vostri schermi


del valore inibitorio della critica di centrodestra

Del programma di Fazio e Saviano ne parla l'universo mondo e quindi non mi era mai parso il caso di discettarne in questa sede: non ho su di esso un'opinione particolarmente originale **.

Sono però fortunato a vivere in Italia: in altre parti del mondo corsivisti conservatori scriverebbero argute o almeno salaci stroncature di "Vieni via con me", artisti e scrittori ne metterebbero in luce le banalità a livello contenutistico e formale, politici radicali ne svelerebbero la miopia ideologica. Diventerebbe lecito porsi domande su una trasmissione del genere, e magari anche sulla parte politica che esplicitamente appoggia.

In Italia, invece, si chiede il parere di PINO DANIELE, si fanno campagne contro uno perseguitato dalla camorra (...) e si scrive quello che è probabilmente il più brutto editoriale mai prodotto da mente umana: una sequela di non sequitur, salti logici, trucchetti retorici da quattro soldi e cattiva scrittura (leggetelo, o almeno provateci, vi prego).

E allora, uno, invece di ragionarci, su quel programma, per quanta noia o indifferenza o addirittura fastidio possa provocare (a me solo le prime due, anche se il discorso con bandiera mi ha suscitato un'incursione nella terza sensazione) si ferma a pensare che comunque è meglio di tutta questa merda. 

Forse è l'unico risultato effettivamente conseguito (perseguito?) dalla stampa di centrodestra: impedire di ragionare per bene su cosa si dovrebbe fare, pensare e dire oltre e di diverso da quello che è passato in televisione.


** la mia opinione si può sintetizzare in "è molto bello che un simile programma vada in onda, è bello che dieci milioni di persone lo guardino preferendolo al grande fratello***, l'importante è che non sia io a doverlo guardare per intero (basta la gente che il giorno dopo mi manda i link dei "pezzi più belli")

*** Certo, se una parte di quei dieci milioni andasse (anche) a teatro, leggesse un libro (anche Gomorra), si informasse su internet attraverso mezzi che non siano il sito di repubblica o virgilio.it sarebbe anche meglio

lunedì 22 novembre 2010

non ho capito bene cos'è successo

Nei tre giorni in cui non ci sono stato se ho capito bene sono accadute tre sole cose degne di nota:

1) Un Bocchino ricorsivo (tm) sta per privare la Carfagna del posto da ministro che illo tempore le aveva garantito
1b) la suddetta Carfagna si è accapigliata con la Mussolini dandole della vaiassa per un qualche motivo che non ho compreso. La Mussolini ha risposto dicendo che lei non è una vaiassa e facendo la mossa
1c) Mi sono informato. Pare che la Carfagna stia facendo casino in Campania, chiedendo maggiore "democrazia" con la seguente argomentazione

"Io mi batto per un partito vero - aveva detto la Carfagna -, autenticamente liberale e democratico, e non usato come uno strumento di potere a vantaggio di pochi capi locali che fanno il bello e il cattivo tempo. Perché questo è l'andazzo. A livello regionale e provinciale, il partito è governato con sistemi dittatoriali. Ed è chiaro che su questo c'è stata una sottovalutazione, se non un avallo, a livello nazionale..."


Quindi: a livello regionale e provinciale il PDL è dittatoriale e poco democratico. Dovrebbe dunque avvicinarsi alla democratica gestione nazionale.
(Comunque: se la Carfagna va in FLI, standing ovation per faccia di tolla e coraggio.)

2) Il papa ha aperto sull'uso del preservativo, anzi no, anzi sì. ma solo nel caso di prostituti maschi (Ratzi! ma di che ti metti a parlare?)

3) Il governo non è ancora caduto: ma è mai possibile?

Mi sono perso qualcosa? Mi sento confuso.

(comunque: Bratislava e Budapest erano invase da orde di italiani che cercavano perifrasi più eleganti con cui riformulare la domanda "where is the red light district?")

sabato 20 novembre 2010

venerdì 19 novembre 2010

Buono a sapersi /3


Meraviglie della tecnologia

(per la serie: anime subtitles are the new zen)

(per la serie: post in absentia)

giovedì 18 novembre 2010

Philosoraptor of the day (ovvero: mai leggere il sito dello UAAR, uno ci ricava solo bile, atrissima bile)


Leggere il sito della UAAR è una fonte quasi insostituibile di idee strabilianti.


I ginecologi cattolici si sentono discriminati e chiedono le quote nei consultori. 
Vi stupirò: mi pare un'ottima idea, da imporre subito con un decreto legge, purché il decreto attuativo contenga la seguente precisazione: 
Quote garantite non solo per i ginecologi cattolici, ma anche per quelli induisti e buddisti. Poi per evangelisti e protestanti. Poi per rastafariani e seguaci del grande spaghetto volante. E per tutti gli altri culti, purché abbiano una presenza anche minima sul territorio italiano.
In tutti i consultori OGNI religione deve essere rappresentata. Se non si trovano abbastanza ministri del culto per tutte le religioni, si provveda ad assumere a tempo indeterminato tutti i ricercatori precari oggi presenti sul territorio nazionale. Essi sono infatti capaci di sostenere qualsiasi cosa, se economicamente incentivati, figuriamoci se non riescono a sostenere che tutte le volte che qualcuno abortisce, Kalì piange.

(da domani, in breve viaggio premio nella ridente Bratislava: nel frattempo ho programmato dei post automatici di rara cretinaggine. Enjoy)

Francesco Orlando "La doppia seduzione"

Francesco Orlando
"La doppia seduzione"
Einaudi, 12.00 euro

Francesco Orlando era l'unico professore dell'università di Pisa di cui avesse senso seguire le lezioni. Tutte.
Gli altri, quando erano bravi, potevano imbroccare una lezione o due. Magari un intero corso. Ma di Orlando era un peccato perdere anche soltanto una  lezione, anche andare via un minuto prima, o decidere di non restare all'ora e più di discussione aperta che seguiva le lezioni del mercoledì, nell'anno in cui ho avuto la fortuna di seguirlo.

Sul suo romanzo, tenuto nel cassetto dal '56 al 2010, giravano storie assurde: come quella di letture integrali riservate ai fedelissimi (o per i più maligni: ai più desiderati). Non so se queste voci sono vere. Se lo sono, non riesco a non essere invidioso di chi a quelle letture è stato invitato. Questo, nonostante il romanzo non mi abbia convinto fino in fondo.

Il libro si sviluppa intorno a due protagonisti, l'omosessuale e intellettuale Ferdinando e Mario, la sua controparte eterosessuale, abbronzata, sportiva. La doppia seduzione del titolo è quella che lega Ferdinando a Mario e Mario a Dolly, la sua fidanzata. Più numerose, invece, le seduzioni mancate, che danno alla vicenda quell'aria da tragedia impossibile da evitare che caratterizza gli ultimi capitoli.
La storia, narrata da una voce esterna onnisciente ma reticente, fredda quanto più complessi e dolorosi sono gli avvenimenti narrati, procede ineluttabile ma non spiegata (i moventi e le psicologie dei protagonisti sono forniti per punti separati: è il lettore che li ricostruisce) e la chiusura è un anticlimax vertiginoso (e, forse, il punto migliore del libro).

Non è un romanzo pienamente convincente (per fare il paragone con un altro studioso rivelatosi scrittore solo durante la pensione: "Fratelli" di Samonà è decisamente più compiuto e riuscito): soprattutto i primi capitoli sono troppo impressionistici (troppo francesi, troppo stendhaliani, anche se è difficile dire che questo sia un difetto): ho l'impressione di essere arrivato a quelli centrali e finali (questi sì, riusciti) solo perché era il romanzo di Orlando.
O forse non mi ha convinto solo perché, di Orlando, non sono stato capace di riconoscerci dentro la voce: mi avesse invitato alle letture del romanzo, magari ce l'avrei fatta.
Che invidia.

mercoledì 17 novembre 2010

per non dimenticare: dagli archivi della stampa nell'era Berlusconi: il miracolo delle infermiere

dal mio archivio di articoli in copertina assurdi/ idioti/ rivelatori di Libero, ecco a voi:

IL MIRACOLO DELLE INFERMIERE (09 giugno 2010, si noti bene: quando di Noemi e della Minetti e della passione per il puttanizio del B. si sapeva già abbastanza)




ovvero: con Prodi erano racchie, con Berlusconi trattasi di gran tope, oltretutto sosia della ex-moglie (cosa che apre ulteriori inquietanti squarci su ciò che accade in camera da letto del PresdelCons: è tutto un role play con le infermiere cattive, temo)

(E comunque: quale miglioramento apporta il miracolo berlusconiano al funzionamento della Croce Rossa? deve essere un miglioramento sostanziale, altrimenti perché parlarne in prima pagina in un giornale serio come Libero?

(faccio notare incidentalmente che le infermiere "racchie" sono una decina - e una oltretutto mi pare anche belloccia, quella sulla sinistra - mentre di infermiera topa quelli di Libero ne hanno trovato giusto una.
Sono prevenuto se penso che abbiano scelto la foto a più alta densità di anziane per illustrare la Croce Rossa ai tempi di Prodi e l'unica rispettosa dei canoni estetici del "Gran Pezzo dell'Ubalda" per illustrare il miracolo Berlusconiano?)

Buono a sapersi /2


Desideri inconfessabili delle donne, seconda puntata

(anime subtitles are the new zen)

martedì 16 novembre 2010

buono a sapersi


(come dice Catastrofe, anime subtitles are the new zen)
(comunque, ce ne sono di cose sulle donne che neanche mi immagino)
(scusate, è il momento delle cazzate)

Le Luci Della Centrale Elettrica "Per Ora Noi la Chiameremo Felicità"

PREMESSA, ovvero l'unica cosa che mi interessi scrivere.
Quando ero regazzino, le riviste musicali, di tanto in tanto, stroncavano, e forte.
Lo so, non si usa più.
Però era una gioia, una volta al mese, comprare riviste terribili come Metal Shock o Hard (rischiando sempre che Generoso, l'edicolante, ci rispondesse che no, il porno arriva il mercoledì) o, più avanti, riviste non meno terribili ma musicalmente più dignitose come Rumore o Blow Up, o il Mucchio Selvaggio (altro titolo a rischio porno) e scovarci, nelle loro scale a pallini o a stelle (da uno a cinque, solitamente) improbabili dischi da un pallino o due o addirittura senza voto, tanto erano indegni.
Di solito erano le recensioni più divertenti.
E si noti: non è che i recensori di queste riviste avessero chissà che gusti raffinati. Per ogni capolavoro di cui si accorgevano c'erano sempre due o tre innominabili cagate spacciate per dischi del secolo (mi ricordo tutto un numero dedicato a un dimenticabilissimo disco dei Morbid Angel, per dire). Quindi quelli brutti erano, con tutta probabilità, dischi brutti per davvero, oppure dischi di generi incomprensibili alle orecchie del recensore, e finiti sulla sua scrivania per errore, per un colpo del destino cinico et baro (verso il gruppo autore del disco, ovviamente)

Negli anni seguenti, il gusto della stroncatura è scomparso dalla stampa mainstream: una volta stroncava persino Musica! di Repubblica, ora se prendete una rivista qualsiasi, anche le più snob (un nome su tutti: Blow Up) faticherete a trovare dischi che non siano valutati meno che dignitosi. Il che insospettisce: perché in genere c'è un sacco di musica di merda. La cosa accade anche sui siti musicali un minimo più seri. Bisogna andare sui forum (o su Debaser) per sentire qualche commento meno paludato.

Il mio vecchio coinquilino B.A.N.N.I. sosteneva che è perché ormai nessuno registra davvero più dischi indegni: come minimo sono registrati bene, cosa che tra fine anni ottanta e primi novanta poteva ancora non succedere, e che non si può dare un voto indegno a un disco comunque registrato e suonato bene, solo perché in quell'ascolto frettoloso o due che gli abbiamo dato pur di scrivere una cartella di recensione (scrivevamo per una fanzine on line, all'epoca, io e BANNI) c'è sembrato brutto.

Io credo che BANNI avesse ragione, ma non è tutto: c'è anche che da quando scarichiamo i dischi c'è molto meno rischio, e ci si rimane meno male.
E' come per la tv: sembra (è?) gratis: pazienza se è di merda. Ho sempre il tempo per cercare roba meglio.
Questo ovviamente non è vero: la merda ruba tempo, e comunque da assuefazione e ci si abitua. Andrebbe combattuta ancora con più forza, soprattutto quando è gratis.

IL PUNTO
Comunque: OndaRock, che vorrebbe essere una specie di Blow Up on line e una specie di Pitchfork all'italiana (e nel primo caso più o meno ci riesce, dai), non stronca praticamente nessuno. MAI. Soprattutto i famosi. La maggior parte dei voti è fra il sette e l'otto, sempre. Disco brutto, poco convincente, poco originale: sei, sei e mezzo. Ma sono eccezioni.
Il disco nuovo de Le Luci della Centrale Elettrica si becca un quattro e mezzo.
E' un evento. Sono subito andato ad ascoltarlo.

A me delle Luci non aveva esaltato neanche il primo.
Tutte le canzoni si somigliavano troppo (dopo averle ascoltate più volte le confondo ancora); il modo in cui erano realizzate musicalmente mi piaceva (mi piace la chitarra di Vasco Brondi e mi piace anche molto il modo in cui [non] canta) ma non mi convincevano del tutto i testi, sempre sul filo del ricatto basato su un passato condiviso (con i CCCP al posto del Drive In ma non è una distanza così abissale) e sull'orlo dello slogan da urlare a squarciagola (che però, quando funziona, quando riesco a riconoscermi, devo ammetterlo, è anche liberatorio), e alla peggio da scrivere al compagno di banco, sulla smemoranda.

Però in alcuni momenti quel disco mi è piaciuto. Ecco: gli avrei dato un sei e mezzo, dicendo: questo scrive bene, anche se non mi convince fino in fondo.

In questo disco la poetica è esattamente la stessa (ma i testi, nessuno se ne è accorto, sono tutti a sfondo romantico? in "Canzoni da spiaggia deturpata" non mi pareva così evidente), le musiche sono un po' più complesse e ripulite e Brondi urla quasi come nel primo, anche se modula un po' di più, aiutato da arrangiamenti meno spartani e da toni meno duri.
Secondo me questo disco è meglio. Meno diretto, meno ingenuo. Ma meglio. Come in quell'altro mi piaceranno per davvero solo 2 o 3 canzoni e magari dieci frasi, o un testo su dieci per intero. "Quando tornerai dall'estero", per esempio, con il suo testo romantico e composto di un cut-up di discorsi presi in prestito, mi piace praticamente tutta, a parte (per il testo soprattutto) l'apertura finale.

Il dubbio su cosa abbia fatto Vasco Brondi a quelli di OndaRock, però, non me lo sono tolto.

return of the fat dark knight

(le riunioni servono soprattutto a disegnare, in questo periodo)

lunedì 15 novembre 2010

Fruttero & Lucentini "L'Italia sotto il tallone di F&L"

Nel 1973, mentre tutti in Italia e in Europa sembrano affascinati e in via di innamoramento di Gheddaffi (alias: la via islamica al socialismo, secondo qualche ben informato dell'epoca), Fruttero e Lucentini scrivono un elzeviro su La Stampa non contro Gheddaffi ma contro il modo in cui, sono sicuri, se ne parlerà nei mesi seguenti.
Il loro pezzo viene letto integralmente e integralmente NON compreso dall'ambasciatore libico in Italia, che chiede scuse e spiegazioni e contestualmente minaccia ancheo i proprietari del giornale (ovvero la FIAT) e il governo italiano tutto.

La reazione della direzione (e della proprietà) del giornale è meno ossequiosa di quanto sarebbe oggi e F&L se la cavano con un altro elzeviro in cui spiegano all'ambasciatore che non ha capito assolutamente nulla (ma lo fanno gentilmente, questo bisogna ammetterlo).

Pochi mesi dopo, sull'onda di questa inattesa attenzione della grande politica per i loro innocui editoriali, F&L iniziano a pubblicare (a puntate, su Epoca) il primo capitolo de "L'Italia sotto il tallone di F&L", ovvero questo meraviglioso volume che ho scovato alla libreria Atalante, una minuscola libreria dell'usato di Milano.

Non è un gran romanzo, ovviamente (soprattutto la prima parte, ovvero quella che era stata pubblicato su Epoca): F&L vengono prima trascinati in Libia e costretti da Gheddaffi e da sua nonna a scagliare i propri terribili elzeviri contro la propria patria, poi, di fronte all'assenza di reazioni da parte dell'allora ministro degli esteri Aldo Moro, concepiscono il piano di attaccare l'Italia e di prendere il potere.

Ecco quindi lo sbarco delle brigate premaman sulle coste italiane (a bordo di gommoni e mezzi di fortuna ...) e poi la marcia sopra e sotto Roma dei due condottieri e letterati.

La parte centrale del romanzo (dallo sbarco alla presa del potere) è la più divertente: F&L usano quasi sempre lo stesso trucco, ovvero prendono una metafora abusata del lessico politico/giornalistico/comune dell'epoca e lo usano come se fosse un'espressione letterale. Sembra un mezzo che alla fine può stancare, ma applicato alla politica dei primi anni '70 e ai contrasti tra varie correnti all'interno del vaticano offre invece divertimento continuo.
(Il momento migliore è comunque quello in cui si scopre che Aldo Moro non solo è un arabo pazzo dal vero nome di Al Domohr, ma è anche l'arabo pazzo dei romanzi di Lovecraft)

L'ultima parte (dalla presa del potere alla caduta) è troppo ricalcata sul ventennio fascista per essere molto più di una semplice parodia, anche se l'allenza con la Svizzera sotto il segno della Svanzica rimane un grande passaggio, così come anche tutta l'organizzazione del nuovo stato sotto l'insegna del PNF&L (con conseguente onnipresenza di riferimenti a "La donna della domenica").

Insomma: è abbastanza (non troppo: è ovviamente un libro invecchiato malissimo) divertente, è un bel documento storico e F&L erano (uno è ancora a dire il vero) due uomini meravigliosi: se vi capita leggetelo.

sabato 13 novembre 2010

Menomena "Mines"

I  Menomena sono un trio di Portland. Fanno indie-rock (definizione necessariamente vaga): il loro cantante ricorda a volte Damon Albarn, a volte i primi Kings of Leon, ma la voce del cantante è allo stesso tempo la prima cosa che si nota e la prima che si dimentica.
Le canzoni riescono ad essere sorprendenti, in questo loro terzo disco, anche se non superano quasi mai i cinque minuti: iniziano in un modo e quasi sempre finiscono in un altro, con un paio di assi nella manica per pezzo (da una accelerazione, a un cambio di melodia, ad un pianoforte che arriva quando meno te l'aspetti).
E' uno dei dischi più divertenti degli ultimi mesi, e vale un ascolto.