mercoledì 28 gennaio 2009

How Wings Are Attached to the Back of Angels



Undici minuti della vostra vita spesi bene (per quanto io personalmente consideri la seconda parte del cortometraggio inferiore alla prima).

martedì 27 gennaio 2009

Achab! - capitolo dodici

Di cosa parliamo quando parliamo di B.A.N.N.I.?

(Hey tu, lettore casuale e sprovveduto! Clicca sull'etichetta Achab! per leggere le puntate precedenti!)

Il diniego delle Radici


Mi e' gia' capitato cinque o sei volte, e mi sono fatto l'idea che si tratti di una verita' assoluta.

Esiste un unico evento condiviso da tutti gli italiani maschi precisamente della mia eta'. No, non e' la caduta del muro di Berlino. E no, sono convinto che non si tratti neanche degli occhi sporgenti di Schillaci a Italia '90 (per quanto la mascotte CIAO*** possa invece essere un incubo comune a tutti noi). Se fosse per me, inserirei nella lista il mio primo ricordo "pubblico" (Alfredino, il bambino nel pozzo) e la mia prima fobia, ovvero la contaminazione di latte e frutta dopo Chernobyl.

Il ricordo comune a noi tutti, l'evento pubblico seguito dal novanta per cento dei (maschi) nati nel '78 fu l'orribile finale di Wrestlemania VI. Che si tratti di uno sport finto trasmesso da Italia Uno dopo il Drive In e' indicativo, oltretutto. L'evento principale, quello che tutti ricordano, fu lo scontro tra Hulk Hogan (un dislessico biondo che si strappava le magliette prima degli incontri) e Ultimate Warrior, un metallaro con i nastrini verdi attaccati ai bicipiti. Nessuno, e dico nessuno, di quelli che conosco teneva per Hulk Hogan. Era brutto, pelato (ma con i capelli di lato e lunghi dietro: diciamo un Mullet estremo), si strappava le magliette di dosso (la cosa non ci gasava come sembrava fare con gli americani) e faceva delle facce troppo sceme durante gli incontri. Ultimate Warrior era invece serio, forse anche un po' triste, e come colonna sonora per i suoi ingressi sul ring aveva scelto una roba metallara che all'epoca ci pareva figa (e che non voglio riascoltare, perche' gia' so che la troverei insopportabilmente grezza).
Fu Ultimate Warrior a vincere quell'incontro. La trasmissione si chiudeva con Hulk Hogan che riconosceva la sconfitta e abbracciava Ultimate Warrior sul palco.
Due Uomini. Adulti. Sudati. Vestiti con microscopici slippini. Uno verde. L'altro giallo. (Gli slippini, intendo). Preventivamente cosparsi di olio (prima di iniziare a sudare). Una cosa frocissima, a ripensarci. Che e', parliamoci chiaro, l'unico lato positivo di tutta la faccenda.

Tutte le volte che questo evento viene ricordato in una comitiva di maschi ubriachi, mi sento partecipe di una cultura condivisa. Parlo di cose di cui anche gli altri parlano. Deve essere quello che tutti loro provano normalmente quando parlano di calcio.
Io pensavo che il calcio servisse semplicemente a non dover parlare continuamente di figa con gli altri maschi con cui sei costretto a condividere casa, lavoro e scuola. E invece no: e' un posto caldo in cui si e' tutti amici, in cui si condivide qualcosa di infantilmente importante, in cui ci si sente parte di una comunita'. Una comunita' fondata su ricordi che possono anche essere riconosciuti come scemi, ma che diventano importanti per sentirsi amici, nonostante tutte le differenze. A dieci anni si era tutti molto piu' simili di quanto siamo adesso.

La prossima volta che qualcuno mi parla di Wrestlemania VI, io faccio finta di non averlo visto.

***(Una delle cose che ricordo con piu' piacere e' il finto modulo allegato a cuore per votare il nome della mascotte: si poteva scegliere tra i canonici CIAO, AMICO, etc. e altre varianti piu' gustose - ma di cui ho perso memoria)

venerdì 23 gennaio 2009

Affaire Cardano /3: comparsate di parenti futuri e passati

"Abitavo in precedenza a Sacco, felice e sereno, quasi privo di preoccupazioni, in una condizione simile a quella di un uomo che goda di una beatitudine immortale. Ma ecco che una notte - mi vedo costretto a riferire un sogno che calza troppo al proposito perche' possa tacerne - mi ritrovo in un giardino ridente, bellissimo, ornato di fiori e ricco di frutti di ogni specie, in cui spirava un'aria soave. Nessun pittore, ne il poeta Pulci, ne' fantasia alcuna avrebbe potuto immaginare qualcosa di cosi' bello. All'ingresso, la porta era aperta e un'altra dava sul lato opposto; entro e mi si presenta una fanciulla vestita di bianco: l'abbraccio, la bacio ma ecco che al primo bacio un giardiniere corre a chiudere la porta. Lo supplico di lasciarla aperta ma senza risultato: mesto, allacciato alla fanciulla, mi vedo chiuso dentro" (Della mia vita). Il rapporto di Cardano con la moglie non deve essere stato granche', ma questo gia' si capiva dall'ipotesi che Socrate si fosse suicidato con la cicuta pur di sfuggire a Santippe (De Sapientia). E' comunque notevole che il giorno successivo a questo sogno, Cardano incontri la stessa fanciulla nella realta' e immediatamente si incaponisca a farci robe. E, dato che non puo' portarsela a letto senza rischiare la morte (il padre e i fratelli della ragazza sono militari di professione), perche' non sposarla? In fondo il sogno sembrava di buon augurio, no?
------------------------------------------------------------------------------------
Una delle peggiori pagine scritte da Cardano e' quella che apre il breve Dialogus Hieronymi Cardani et Facii Cardani Ipsius Patris: una situazione potente e amletica sviluppata senza la benche' minima grazia, senza il benche' minimo talento. Cardano si lamenta dei suoi, a questo punto innumerevoli, guai: la morte del figlio, la poverta', la persecuzione subita dall'inquisizione, la salute debole, la mancanza di riconoscimenti per i suoi prodigiosi volumi. La lamentazione di Cardano e' statica, retorica, cosi' come stanchi e inefficaci sono i riferimenti che fa ad Edipo (che almeno, dice, si e' fatto male da solo, e almeno ha figliato come un coniglio). A interrompere una pagina irrimediabilmente brutta, un lampo di genialita' che passa quasi inosservato, schiacciato com'e' tra il paragone con Edipo e l'innaturale reazione che il figlio ha di fronte allo spettro del padre, scambiato prima per un demone e poi subito e supinamente accettato come dato naturale e normale. L'unico lampo di bellezza letteraria, l'unico lampo di verita', dicevamo, e' nel modo in cui Fazio Cardano, uomo di rara spiacevolezza se bisogna credere all'autobiografia del figlio, si rivolge a Gerolamo per cercare di consolarlo:
"Che cazzo ti lamenti, cretino?"
(Tra l'altro la conversazione prosegue -modernizzandola un po' - in questo modo:
"Ummammamia! Sei un diavolo?"
"Macche' diavolo! Sono un amico! E il migliore degli amici, tuo padre, finalmente libero dalla sozzura del corpo, Fazio Cardano!"****
"Ciao papa'! Capiti giusto a proposito.")

****(Da notare che il signor Fazio ha bisogno di presentarsi al figlio con nome e cognome, senno' lui non lo riconosce)

martedì 20 gennaio 2009

la scarsa fantasia delle brave persone (varie ed eventuali)


Allora, in riscaldamento per i post a venire (sono un po' pigro con il blog, in questi giorni, si e' notato?):
Ieri notte alle 02.00 (ora italiana), in sconcertante sincronicita', una persona che mai mi aveva scritto e che mi portava sulle palle fino a un'ora prima, nonche' un ignoto redattore di Carmilla a questo indirizzo (fondo pagina) mi hanno dato contemporaneamente della "brava persona". Rimane il vago dubbio che sia come quando le mie amiche definiscono qualcuno "tanto buono" (i.e.: non me lo farei neanche sotto tortura), ma mi ha fatto piacere.

Dato che sono gggiovane, ho aperto un tumblr in cui ammasso soprattutto immagini sceme in cui mi imbatto mentre navigo. E' piu' uno (s)crapbook ad uso personale che altro, ma se vi interessa fatevi un giro. Si chiama, con pochissima fantasia, Frogproduction.
Questa settimana aspetto di sapere se i previsti sconvolgimenti della mia esistenza futura vengono sconvolti da sconvolgimenti ulteriori: bello avere casini come scatole cinesi. Vi faro' sapere.
Ho comprato il dvd di Balle Spaziali in inglese (1,99 sterline) e ho scoperto che il solo mediamente divertente "Che lo sforzo sia con te" della versione italiana e' invece uno splendente "May the SCHWARZ be with you" in inglese. Ogni volta che lo vedo stampato sulla copertina non posso fare a meno di ridere (caro Josif, ora ti scrivo, prometto) (Mondini, hai visto che il complotto cripro-pluto-giudeo-massonico-gay ha contagiato persino Mel Brooks? Non hai speranze) (Per i restanti - ma tanto siete pochi - lettori di questo blog, scusate se una volta tanto il suo utilizzo privato e' piu' evidente del solito).

giovedì 15 gennaio 2009

Mount Eerie "Lost Wisdom"


Phil Elvrum (ex The Microphones), Julie Doiron e il chitarrista Fred Squire sono riusciti a fare un disco che riesce ad annullare l'odio profondo che ho sempre nutrito per le canzoni cantate in coppia da un uomo e una donna. Il disco che da qualche anno a questa parte Bonnie Prince Billy cerca, senza successo, di registrare. Dieci canzoni, neanche 25 minuti di musica, fatte di due voci, una chitarra acustica e un'elettrica meravigliosa quando c'e'. Solo una trentina di secondi francamente brutti (i primi di Flaming House, che pero' poi si risolleva, ma su una canzone di 2 minuti pesano), e il resto tutto magnifico, con testi piu' umani di quelli di solito scritti da Elvrum. Canzoni di semplicita' essenziale, religiosa. Oltretutto, da quando esco di casa a quando arrivo a lavoro riesco ad ascoltarlo per intero. Perfetto.




Discover Mount Eerie!

martedì 13 gennaio 2009

Achab! 11: Serpenti e Scale



L'undicesimo capitolo di Achab!. Come al solito perdonate la qualità delle immagini, ma i feticisti di ciò che avviene fuori dalle vignette almeno dovrebbero essere contenti.
L'assioma relativo alla tecnica del pitone è un'acquisizione recente, desunta da un caso clinico osservato da me e dalla dottoressa S.L. nella piovosa Greenock.

venerdì 9 gennaio 2009


Alle ore 11 del mattino l'impiegato Esposito fu colto da allucinazioni a sfondo mistico.....

Backside to the Future 8/1: Dick Angstrom

Ad un certo punto, nella Comitiva del Gabbiano entro' anche Dick Angstrom.
Dick Angstrom era il nome inventato da Marc per indicare in lui la mia nemesi.
[No, non forniro' ulteriori spiegazioni].
In realta' si chiamava Aigor, come l'aiutante del dottor Frankenstin.
Suonava la chitarra ma delle sue imprese musicali veniva ricordato solo il gesto della croce, eseguito nel bel mezzo di un concerto prima di azzardare l'assolo di Smoke on the Water.
Aigor introdusse nella comitiva del gabbiano diverse novita': la scriminatura di lato coi capelli corti, le camicie a mezze maniche con il colletto totalmente abbottonato anche il quindici di agosto e, suo tratto distintivo, i problemi di cuore.
Noi altri, di appena un anno piu' piccoli di lui, problemi di cuore non ne avevamo. La nostra mancanza di figa era ontologica, e il nostro desiderio, rivolto a tutte le donne, esistenti o immaginarie che fossero, era cosi' diluito che la masturbazione ossessiva ci lasciava tutto sommato soddisfatti.
Aigor era diverso. Lui si innamorava. Apparteneva a quel sottogenere di esseri umani capaci di dichiararsi innamorati di una persona con cui non hanno mai parlato.
Aigor miglioro' le noster serate con l'inesauribile argomento di un amore insoddisfatto. L'oscuro oggetto del suo desiderio, una tipa di cui VP disse "Da reto pare Bbarbi, po' si vota e face vummicá!!"*** non lo considerava. Va detto che Aigor era costante, e che nel corso degli anni l'oggetto del desiderio sarebbe rimasto lo stesso. Noi altri, quando ci interessammo a delle femmine particolari invece che all'intero genere, cambiavamo obiettivo con spensieratezza.
Mi ricordo che una volta a me e a Piero piaceva la stessa ragazza. Era una ragazza che aveva una sorella bellissima. Lei insomma. Io e Piero eravamo molto amici e una sera che dormivo da lui (era estate, i suoi genitori e suo fratello dormivano nella casa in campagna) ci confidammo che volevamo provarci entrambi. Fu un momento di profonda complicita': ci ripromettemmo di rimanere amici, chiunque di noi l'avesse alla fine spuntata. Lei fece in tempo a rifiutare le profferte amorose di Piero ("Tu mi piaci, pero' in questo periodo non voglio fidanzarmi, sono troppo giovane, non me la sento, e' una cosa piu' grande di me"), e prima ancora che potessi pensare di propormi senza far capire l'accordo tra me e lo spasimante precedente (tempo calcolato per non destare sospetti: 3 giorni) lei stava con un altro, lo baciava in pubblico, girava mano nella mano con lui. Lui si apprestava a comprarle l'anello, ce lo disse subito, senza un'ombra di ritegno. Dopo tre giorni. A quindici anni. Rabbrividimmo. E passammo ad altro, immediatamente. Piero alla Tenerona. Ma questa e' un'altra storia.
Comunque, la presenza di Aigor e del suo amore infelice non era sufficiente se non a riempire qualche serata piu' noiosa delle altre. L'epica vera arrivo' quando nella sua vita entro' la Gabbiana.
(continua)

*** " Da dietro sembra una Barbie, ma quando si gira' da il voltastomaco"

giovedì 8 gennaio 2009