venerdì 30 aprile 2010

Archie Bronson Outfit "Dead Funny"



Avevo dimenticato di adorare questo gruppo di idioti.
Il disco nuovo non l'ho ancora ascoltato per bene ma DERDANG DERDANG (titolo meravigliosissimo) è bellissimo.

giovedì 29 aprile 2010

il Canemucco

Ieri sera ero alla libreria Rizzoli, a Milano, e ho comprato con relativa gioia (relativa perché cercavo altro: il New Yorker di questa settimana, ad essere precisi. Si, sono uno snob) il primo numero del Canemucco.
E' un prodotto che sono contentissimo sia in edicola e in libreria, ma siccome sono uno snob non mi è piaciuto fino in fondo.
Però ripeto, sono contentissimo che esista e quindi dirò prima le cose che mi piacciono.

1) Il lungo "racconto" di Makkox che occupa due terzi dell'albo è carino ed è, effettivamente, un racconto e non una divagazione ombelicale. BENE. Si prende la responsabilità di creare una storia, dei personaggi (che non siano se stessi e le proprie paranoie, i propri amici immaginari e non), di dargli una specie di passato, un modo di parlare e delle psicologie. Dieci pieno, anche solo per averci provato. (Per dire: un altro prodotto pregevole in edicola è Animals: ma alla quinta tavola di Trondheim - che pure amo con tutto me stesso - che parla dei cazzi suoi mi viene di frullare la rivista dalla finestra) (OVVIAMENTE fa eccezione GIPI: Gipi può fare quel che vuole, quando vuole e per tutte le tavole che vuole)
2) Sul primo numero del Canemucco ci scrivono due delle voci più luminose che il web abbia mai prodotto, vale a dire eNZO e Guido Catalano: i contributi di entrambi sono decisamente sottotono rispetto a quello di loro che ho letto sul web, ma va bene: spero nelle prossime uscite, e comunque vedere eNZO su carta stampata mi riempie di gioia A PRESCINDERE.
3) Gli altri "webospiti" alcuni li conosco e altri no: se riesco a conoscerne anche uno solo che poi mi accompagni nelle peregrinazioni internettiane, allora il Canemucco sarà servito a qualcosa.

Note dolenti (ma ripeto: sono uno snob E un rompicoglioni):
1) il fumetto di Makkox è carino, e i passaggi lirici e quelli più prosaici sono molto riusciti. Le pagine restanti, però: non capisco se i personaggi suonano falsi perché sono venuti male o perché le persone vere SONO e PARLANO così è Makkox è bravissimo a ritrarle. Si tratta, insomma, di un problema di Zia Occulta (Fruttero e Lucentini docent). Di sicuro però un personaggio campano che dice a un altro "FOTTIPRETI" non è credibile: DAI, questo no.
Inoltre: lo stile di MAkkox nelle storie "lunghe" non mi convince ancora, ma forse è un residuo di pazienzismo.
2) Alcuni degli altri interventi si re-umbelichizzano (certo, io dovrei star zitto a tal proposito).
Spero in più narrativa, nei prossimi numeri.
Che comprerò, comunque.
E fatelo anche voi, su.
Dai che i ragazzi se lo meritano.

lunedì 26 aprile 2010

ZIUSS!


Mi sembra di aver capito che gli eroi greci sono i prossimi vampiri.

Prima ci sono stati i maghetti: Harry Potter ha aperto le danze e poi maghetti a volontà, in tutte le salse, uno più tormentato dell'altro, tutti orfani o mezzi orfani, tutti impegnati a salvare il mondo e a frequentare una scuola per soli maghi ma con i programmi scolastici e gli esami e la mensa e i dormitori e tutto il resto esattamente come i loro simili umani, non sia mai che il giovine lettore non riesca ad immedesimarsi (tra l'altro, mi sono chiesto: in che senso Harry Potter festeggia il Natale? Come festa pagana? Oppure è cristiano? Non mi ricordo: si festeggia la pasqua nei libri della Rowling?).

Dopodiché sono arrivati i vampiri: dopo la Meyer (che no, non ho avuto il cuore di leggere: mi basta aver scoperto che il protagonista ha i capezzoli luminosi per decidere che per questo esempio di letteratura pop posso anche saltare un giro), ci sono vampiri ovunque: alla Feltrinelli hanno aperto una sezione "Vampiri", c'è thriller, horror, vampiri, poesia, comici di zelig: e la sezione Vampiri è quella più ampia di tutte (i comici di Zelig sembrano essere in calo, vivaddio).

Ora invece è tutto un fiorire di riletture dei miti greci e la cosa mi diverte molto: nelle scorse due settimane mi sono letto i cinque volumi di Percy Jackson (sono stato parecchio tempo in treno, e qualcosa dovevo pur fare) e ho perso un'ora e mezza della mia vita a guardare Clash of the Titans (in inglese, perché volevo gustarmi le pronunce dei nomi greci --- ZIUSS! EIDES! P'R-SIUS! bellissimo).

Partiamo dal film: è uno splendido esempio della possibilità di realizzare un'ora e mezzo di pellicola senza disporre di una sceneggiatura e inanellando momenti di altissimo sconcerto (vi rimando ai miei critici cinematografici di riferimento per quanto riguarda i film d'azione, i recensori de i 400Calci, per una disanima dei momenti WTF del film in questione): a me è bastato sentire il re di Argo definire sua figlia Andromeda la "missionaria della famiglia" per capire che un fim scritto così male non mi sarebbe capitato di vederlo per un lungo tempo.
Inizia con Pr-sius che è figlio di Ziuss ma è stato adottato da una famiglia di pescatori col babbo vecchissimo ma con la moglie fichissima (magia dei miti greci).
Non si sa perché ma la famigliola decide di trasferirsi da un'altra parte e lungo il cammino viene uccisa da Eides. Si salva solo Pr-sius, ovviamente (c'è anche la scena in cui urla al cielo "NOOOOOOOOOOOOOO" perché gli hanno ammazzato tutti i parenti).
Poiché gli dei sono parecchio stronzi (e si vestono come i cavalieri d'oro nei Cavalieri dello Zodiaco), gli esseri umani si stanno ribellando. Per rimetterli in riga (ma in realtà per avere più potere) Eides decide di rilasciare il Kraken, che è una roba brutta brutta che eoni prima ha sconfitto i Titani.
(NB: questa è l'unica occasione in cui i Titani c'entrano qualcosa in tutto il film. Misteri della titolazione)
Quindi: Pr-sius parte per una quest che si concluderà con la morte di tutti tutti gli amici e con la sconfitta del kraken (però: la Medusa è fatta bene).
Voto al film: molto poco, meno di tre-quattro, nonostante il kraken ispiri simpatia (dura troppo poco, in effetti, e l'unica cosa che fa nel film è ruttare in faccia ad Andromeda).

Percy Jackson and the Olympians (cinque volumi, un film uscito da poco basato sul primo "Percy Jackson e il ladro di fulmini", che non ho avuto cuore di guardare): Percy (anche lui in realtà si chiama Perseus) è il figliolo di Poseidone e come tutti i semidei è dislessico (il suo cervello è fatto per leggere solo il greco antico) e soffre di disturbi dell'attenzione (perché è progettato per la battaglia, non per la vita dei babbani... ops, quello è l'universo Potteriano: vabbè cambia poco).
Nei cinque volumi della serie, Percy combatte contro il ritorno di Vold.... Kronos, che vuole ri-spodestare gli dei.
Amici: la femmina intelligentissima (mi ricorda qualcosa) e l'amico-satiro (in un punto si capisce che forse persino ha dei rapporti sessuali con un albero) peloso, divertente e un po' puzzone (Ron Weasley, in pratica).
C'è persino una roba tipo Hogwarts (Camp Half Blood, una specie di campo estivo per semidei) è il cattivo sembra Draco Malfoy, ma più fico. Unica differenza: dei greci invece di maghi.
Insomma, una roba indegna, sembrerebbe. E invece è un po' meno male del previsto: si prende poco sul serio (bene) e la narrazione in prima persona stempera molta dell'insopportabilità del protagonista. Inoltre, il buon Percy, a differenza di Harry, ha qualche capacità, in fondo, e non tutto è dovuto all'amore e al sacrificio di Mammà (che infatti è viva e dopo essersi spupazzata Poseidone si mette con l'insegnante di lettere del figlio). Insomma, spinge un po' più sull'entertainement e un po' meno sul patetico della Rowling: un po' meno pornografia dei sentimenti e un po' più cazzate fuori controllo. E' una buona soluzione, ci metterei la firma, solitamente.
Interessante anche il finale, in cui invece di copiare dalla saga potteriana, si copia pari pari il Signore degli anelli, con l'archetipo del cattivo-che-una-volta-era-buono-ma-alla-fine-si-redime-e-ritorna-un-eroe usato un po' alla cazzo.
Voto alla serie: cinque, ma sempre meglio de L'inattesa piega degli eventi di Brizzi, che ho abbandonato a pagina 80 circa.

E qui comunque (dico: intorno al finale di Percy Jackson) si imporrebbe una riflessione: come mai i protagonisti dei romanzi per ragazzi attuali non sono mai fighi per davvero? e come mai non lo sono mai fino alla fine e in chiusura delle proprie avventure scelgono sempre un tono dimesso e si accontentano di una vita normale e quasi si vergognano delle loro gesta? E' una roba anche questa tolkeniana, ma com'è che è così universalmente usata dagli scrittori per bambini-giovani adulti?
Mi ci sto interrogando, ma con gli schemini alla Marcuse (è tutta colpa del Capitale! capitalisti cattivi!) ancora non sono arrivato ad una risposta soddisfacente.

Comunque sto rileggendo le Nozze di Cadmo e Armonia in cerca di risposte. Vedremo

sabato 24 aprile 2010

not so clever /2


Negozio di frutta, anche questo a Pigalle, anche questo con una dimostrazione di ironia palesemente non apprezzata

venerdì 23 aprile 2010

not so clever /1


Dirty Dick: uno dei modi in cui NON chiamare il tuo bar se è situato a Pigalle, il quartiere a luci rosse di Parigi
(i potenziali clienti hanno apprezzato così tanto la postmoderna autoironia del nome che il locale - alle 2 di pomeriggio, almeno - pareva miseramente fallito)

mercoledì 21 aprile 2010

robocop love, o robocop minore di 3

dalle parti di Montmartre, a Parigi (la frase scritta sotto non continuava, diceva solo "My name is Sophie and I know where")

frustando il cavallo come un ciuco, tra i glicini e il sambuco, il re si dileguò

Allora: sono tornato da Parigi con una triangolazione Parigi - Lione - Lione- Ginevra - Ginevra - Milano.

Prima o poi mi deciderò a riprendere questo coso, questo blog, insomma: questo.
Non ho vinto il concorso per il metodo più scemo per andar via da Parigi: i colleghi spagnoli sono andati via in taxi (stamani mi dicevano che il conto è stato di totali 2300 euro ...).

Parigi era bella, assolata e amichevole, ma ho scoperto il prezzo delle case al metro quadro e questo ha spento il mio amore.
In compagnia di una ventina di marchettari (ok, non è proprio il lavoro che faccio, ma come suono ci siamo) mi sono trovato meglio che nell'ultima occasione social-lavorativa di queste dimensioni in cui mi ero ritrovato (Seminario di informatica a Cercedilla, io in mezzo a 58 informatici per 8 giorni, leggermente confuso).
Ho fatto amicizia e fatto ubriacare tutti quelli che non dovevano, me compreso (ma io DOVEVO)

Ora risono al lavoro. Piacevole riscrivere qui.

A presto.

domenica 11 aprile 2010

it started like Hogwarts now is Lord of the Flies



in questo periodo non riesco a stare dietro al blog, e domani vado pure a Parigi per una settimana. Inoltre ho deciso di non portarmi dietro il pc: così leggo, e se scrivo scrivo su carta.
Questo però è una cosa che mi fa ridere tantissimo da almeno un anno, soprattutto il punto citato nel titolo di questo post e la clonazione di Fonzie.
Enjoy

sabato 10 aprile 2010

la matta del 3



Meno male che per lavoro mi mandano in giro abbastanza, ché a stare a Milano, dopo un pò, si fa questa fine.

(grazie a freddynietztche - alias Matteo Bordone - per tutto questo)

mercoledì 7 aprile 2010

le autodonnine gnude


è un paio di settimane che ho preso a disegnare autodonnine gnude (anche omini, quando capita, anche se provo maggiore imbarazzo a disegnare i peni): è un tema nuovo e non so come mai non mi ci sono praticamente mai provato (o forse lo so: è che sono un ragazzo pudico).

forse sono i manifesti per la mostra di Schiele in giro per Milano.

o forse è la primavera (io pensavo che mi si risvegliasse solo l'allergia, ma forse anche gli ormoni vogliono la loro parte)

comunque: se disegno qualcosa di decente e non eccessivamente porno, ve lo faccio sapere (il tasso di porno nei primi disegni è stato elevatissimo, mi sentivo come un adolescente che disegna cazzi sui muri dei bagni di scuola).