mercoledì 6 febbraio 2008

poesie in forma di Bondi

La giornata appena trascorsa sarà ricordata per la scoperta dell'immortale poesia dell'onorevole Sandro Bondi, che finora avevo colpevolmente ignorato. Gambero Rotto ne riporta una silloge pregevole, e giustamente mette in coda il dittico dedicato alla sacra famiglia (cosa per cui, a regola, Bondi dovrebbe rischiare la scomunica), e che qui non citeremo per rispetto (oh, un lutto e un lutto e io c'ho la mamma malata, sono ipersensibile). Vale la pena però riportare le tre poesie dedicate a importanti donne politiche:
  1. A Michela Vittoria Brambilla

    Ignara bellezza
    Rubata sensualità
    Fiore reclinato
    Peccato d’amore
  2. A Stefania Prestigiacomo

    Luna indifferente
    Materna sensualità
    Velo trasparente
    Severo abbandono
  3. Ad Anna Finocchiaro

    Nero sublime
    Lento abbandono
    Violento rosso
    Fugace ironia
    Bianco madreperla
    Intrepido mistero

La serata, tempestata da tre bottiglie di vino in quattro, ha inoltre dato vita a un ode in stile Bondi (assenza della parte verbale, maggioranza dei versi composti da due parole, di solito un sostantivo e un aggettivo, uno neutro e uno di linguaggio ritenuto "alto") composta da me e M.M. e dedicata a G.
Insomma, chi sa, lo riconoscerà.
  1. a G.

    Barba Disordinata
    Occhiale Unto
    Patta Sbottonata
    Cazzo Buffo

2 commenti:

Betty ha detto...

Se cerchi meglio in rete dovresti trovare qualcosa di piú articolato fra cui la poesia scritta per il Cavaliere... non sapendo a chi fosse rivolta la avevo trovata carina, poi un divertente, anche se la parte piú bella, a suo tempo, fú lo scalpore suscitato presso i media...
Curiositá, i gossip dicono che fu Bondi a curare la forma della lettera di risposta di Silvio alla conserte quando quest'ultima si definí "la metá di niente" sulle pagine di repubblica.

:-)

daniele esposito ha detto...

poliedrico bondi.... :)