domenica 26 aprile 2009

volontariato comunista


Insomma, in questi giorni sto lavorando anche (in pause, ritagli di tempo, viaggi in metro) alla mia prima opera da pubblicare sotto lo pseudonimo di Cecco Palagnocco. Si tratta di un romanzo epico e politico, realistico e utopico, che vuole inscriversi con lettere infuocate nella corrente della New Italian Epic. Il protagonista, la principale tra le voci narranti, all'inizio della stesura pensavo dovesse avere un tono a metà tra Gramsci e i presentatori di Italia Uno; mi sono reso conto solo in seguito che i Quaderni non mi davano la prosa che mi serviva.
Ho iniziato così a portare con me, e a rileggerlo in metro, e con grandissima noia, il Saggio sulla Liberazione di Marcuse: che va già meglio, o almeno mi ha dato delle categorie fondamentali per riempire di contenuti alcune svolte narrative altrimenti poco credibili.
Mi mancava però qualcosa, e lo sapevo.
Il modello altissimo a cui aspirare era - ne ero conscio fin dall'inizio - il mix di teorie ottocentesche e cultura pop che caratterizza il militante tipo (quello inconsapevole, tramortito dalla vita universitaria e dalle sue enormi possibilità di perdere tempo) di Lotta Comunista.
Il problema è che esistono blog di entusiasti ammiratori di Lotta Comunista (pochini, in realtà), esistono forum che li dileggiano e persino un sito appartenente ai loro più acerrimi nemici, gli Internazionalisti del Bureau Internazionale del Partito Proletario, di cui vedete a corredo di questo post la maglietta (che forse voglio) e uno degli adesivi, popolato chissà perchè da truzzi con le sbarre.
Ma, e questo è strano, e si spiega solo con il rifiuto cosciente di uno dei mezzi dell'asservimento preferito dal capitale, ovvero il worl wide web, non c'è neanche un giovane militante di lotta comunista che tenga un blog in cui discutere le teorie immortali di Arrigo Cervetto e i problemi con la tipa, l'ultima canzone dei radiohead e la necessaria sconfitta del capitalismo a causa delle sue contraddizioni interne. Non mi restava che conoscere un militante vivo, ma dove trovarli? E come farlo senza lasciar loro neanche un mio contatto, in modo da non cadere nell'ossessiva reiterazione dell'invito alle loro magnifiche conferenze?
La fortuna mi è venuta incontro: l'altra mattina prendo, svogliato e assonnato, un volantino all'ingresso del lavoro. Non faccio caso al gruppo che firma la proposta di mobilitazione per il primo maggio. Solo quando sono già alla mia scrivania mi accorgo che è firmato dai giovani di Lotta Comunista: che occasione persa, mi dico, anche se so benissimo che il livello di condivisione a cui aspiro non è ottenibile in una conversazione con un militante impegnato a distribuire volantini. Però poteva essere un primo passo, un modo per conoscerli!
Ma, ripeto, la fortuna era dalla mia: una delle mie colleghe mi fa:
"Ah, hai preso il volantino?"
"Sì ma lo stavo guardando soltanto ora..."
"Eh, quelli sono i colleghi del mio ciccino...."
"Colleghi? Dove lavora, il tuo ragazzo?"
"No no, colleghi perchè anche il mio ragazzo fa volontariato comunista."
"Cosa fa???"
"Volontariato comunista, con Lotta Comunista"

Finora da questa agnizione, a parte il fatto che la mia collega giustamente inscrive l'attività del suo fidanzato nella categoria del volontariato piuttosto che in quella della militanza, ho guadagnato:
1) una copia del giornale lotta comunista di aprile, il cui servizio di prima pagina inizia con la frase "Ancora nel 1985, in un suo articolo sulle contraddizioni..." ("ANCORA"? in che senso? nel senso di "Di nuovo"? nel senso di "Già"? Nel senso di "Persino"? Misteri della prosa leninista, che sto cercando di sciogliere ed assimilare) e che ha però il suo centro ideale in un articolo sul terremoto in Abruzzo e sulle sue conseguenze di breve raggio sulla politica italiana (pagina 4), articolo che però può partire solo dopo una colonna in cui si discute dell'immortale contributo di Engels allo studio della geologia e dell'evoluzione naturale (giuro);
2) un invito da "interno" alla manifestazione alternativa indetta da Lotta Comunista il primo di maggio.
Non so ancora se avrò il coraggio di andarci, ma se ci vado, vi assicuro che ve lo farò sapere.
E comunque, la mia prosa non potrà che migliorare.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

ma la storia del romanzo NIE è una burla, mi auguro...

daniele esposito ha detto...

chi lo sa? tieni d'occhio le uscite a nome Cecco Palagnocco....

Anonimo ha detto...

finalmente un pezzo serio iniziavo a preoccuparmi!

Anonimo ha detto...

cazzo no, i giovani dementi leninisti no.
è gente scema, uno ha provato a farmi una pippa sulle scale del dipartimento spiegandomi che nella critica agli empiriocritcisti di lenin è contenuto il vero antidoto alla moda degli studi culturali....

volevo strangolarlo

daniele esposito ha detto...

primo anonimo: preoccuparti di cosa? :)
secondo: in cosa sbagliava il giovane volontario? nella lettura dei marxisti leninisti a lenin è contenuto l'antidoto a tutto (in primis: alle cose sensate....)

Anonimo ha detto...

perdonami, ma i tuoi pezzi di recensione dei dischi mi strappano i maroni a morsi per usare una metafora particolarmente usurata ma che ha nella sua vividezza un 'efficacia straordinariamente appropriata.

i pezzi del puddico e le tue foto al quotidiano vissuto o subito mi divertono .
ho trovato il mio nick! : Incompreso.

daniele esposito ha detto...

sorry caro anonimo ma le recensioni continuano!
grazie per il resto.