martedì 16 dicembre 2008

L'affaire Cardano, Prolegomeni ad ogni futura riscrittura, 2/ Elenchi

"Il tutto può essere ricondotto a sette elementi: aria, sonno, esercizio, cibo, bevande, medicine, strumenti. Le specie sono quindici e derivano da: aria, sono, esercizio, pane, carni, latte, uova, pesci, olio, sale, acqua, fichi, ruta, uva o cipolla acre. Quindici sono i mezzi per preparare: fuoco, cenere, bagno, acqua, piatto, padella, spiedo, coppa, pestello, filo e lama del coltello, grattugia, prezzemolo, rosmarino e lauro. Gli esercizi sono: la ruota del mulino, il passeggiare, il cavalcare, la palla piccola, la carrozza, la fabbricazione di spade propria dei fabbri, l'equitazione, la sella, la navigazione, la pulitura delle carte, la frizione o lozione, in tutto quindici. Come si fa con le cose sacre, ho ridotto tutto a pochi elementi con una riflessione profonda e un ragionamento luminoso: senza lo splendore anche le cose più chiare ti sembreranno meno semplici."
(Della mia vita, cap. VIII "Abitudini di vita")
Gran parte del fascino di Cardano lo si deve alla confusione dei suoi elenchi, alla sua incapacità di creare categorie e suddivisioni consistenti. Come in una finzione borgesiana, alle categorie di Cardano si può sempre aggiungerne una immaginaria, inesistente, illogica o incoerente. Gli elenchi si imbattono nella verità con la forza del numero, ma è una verità preterintenzionale. Quello che si può ricavare dagli scritti di Cardano è sempre molto di più di quello che sapeva il suo autore: l'ipotesi di una dottrina esoterica, soltanto improbabile in Bruno, è in Cardano ridicola: tutte le cose del mondo colpiscono l'attenzione di Cardano e il concetto di esperienza (nella forma controllata e asettica proprio della scienza) gli rimarrà per sempre estraneo: non c'è accidente e sostanza negli avvenimenti del mondo, ma solo cose che possiamo chiamare e incasellare, e ogni cosa si può incasellare più volte. La smania di nominare le cose, di creare per loro un posto è talmente forte che Cardano crea di frequente categorie che rimarranno esplicitamente vuote: per completezza (la completezza che da solo ciò che non esiste, che esiste come combinazione di parole e nient'altro), perché altrimenti le classificazioni non risultano simmetriche, perché devono stabilire, con lo spazio che creano, una distanza altrimenti equivocabile. E così, in Cardano, si scrive tutto e più volte, anche il contrario di quello che si affermerà poche righe più avanti (delizia, immagino, per il povero traduttore italiano del Prosseneta), si ritorna più volte e in luoghi diversi sugli stessi argomenti, si creano classificazioni (come nel De Sapientia) che si è incapaci di condurre a termine senza cadere nel ridicolo.
La serie degli elenchi di Cardano è la serie delle cose che si possono conoscere, persino di quelle che si possono conoscere ma non esistono. L'esempio più importante è il De Secretis, interrotto al livello di un semplice elenco di capitoli, l'esempio più evidente di come Cardano rimanga fino alla fine meravigliosamente incapace di spiegare alcunché, e di come si limiti ad indicare le cose. E indicarle di nuovo, con un nome diverso, non appena si dimentica di averlo già fatto.

8 commenti:

bla bla bla ha detto...

bla bla bla

daniele esposito ha detto...

troll?

Anonimo ha detto...

mi piace questa idea del catalogare per non catalogare, di nominare e indicare e ancora rinominare con il preciso intento di fare l'esploratore dell' infinito regno di microcosmos..... mi ricorda quei documentari sulla vita degli insetti dove ti ingrandiscono i particolari milioni di volte e guardandoli ti fai un viaggio ai confini della realtà dentro l'occhio di una mosca...

tilk ha detto...

jafà kriih!

tilk ha detto...

jafà kriih!

daniele esposito ha detto...

caro anonimo, ti ringrazio per l'unico commento non inutile al psot. tra l'altro la suggestione del documentario sugli insetti non è affatto male: devo pensarci meglio.

oronzo ha detto...

ho un brufolo sul perineo....una goduria!

daniele esposito ha detto...

avete francamente rotto er cazzo.