venerdì 10 aprile 2009

snotatura notturna

Insomma. A Milano ho in ballo un lavoro figo e uno che potrebbe essere divertente (e occuparmi solo le serate), ed entrambi pretendono d'esser lavori capaci di lasciarmi il tempo di averne, parallelamente, un altro a tempo pieno. Intanto quello a tempo pieno che ho trovato è sorprendentemente simile a quello che facevo prima, ma almeno so di saperlo fare. L'editore mi ha ribadito che mi pubblica, e il mio lavoro su Cardano procede - terribilmente a rilento, ma va, almeno nella mia testa. Ho due o tre cose grosse da scrivere e almeno cinque o sei stupide che mi ronzano per la testa e che metto giù disordinatamente, quando capita e dove capita. Il quaderno che uso in questo periodo è persino più strano della media dei quaderni che uso di solito: riempio pagine di elenchi che non vanno da nessuna parte, e mi ostino a considerarli materiali. Stasera mentre prendevo un caffè alla macchinetta in una fermata della linea verde della metropolitana, un tizio ha attaccato discorso: sosteneva di avere quarantacinque anni (portati male, nel caso), di essere un magazziniere IBM (prima che gli dicessi di averci lavorato, dunque è probabilmente vero), di essere stato campione di pattinaggio da giovane. Aveva i capelli tirati all'indietro, lunghi più del necessario (una specie di caschetto corto, ma comunque più lunghi di quanto l'avrebbe tenuto nei limiti della non-ridicolaggine), e sosteneva di avere una fidanzata a Romolo (MM2), una a Monza, una a Bergamo, una Ucraina e una in Moldavia. Sosteneva anche di aver toccato le palle a due trans, ma sempre per sbaglio. Mi ha detto che sembravo un tipo sveglio: non so se esserne fiero. Comunque, siamo diventati grandi amici: nelle sei fermate di metro fatte assieme mi ha chiarito le sue categorie estetiche indicandomi le femmine che lui considerava brutte apostrofandole con la frase "guarda queste! se erano pecore erano morte di fame!". Devo dire che non l'ho capita, ma mi ha fatto ridere lo stesso.
Domani vado a Grottaglie: non credo che scriverò nei tre-quattro giorni che starò via da milano (di cui due in viaggio, comunque.... ma chi me la fa fare? la genitrice malata, accidenti). Ma spero di fare molte foto e magari finire Achab 13, che è ammezzato da troppo tempo.
Per il resto, in questi giorni credo nel valore della stonatura, e vi lascio con la canzone in cui Will Oldham, aka Bonnie "Prince" Billy, aka Palace Brother (o Palace Music, in questo caso), stona di più. Va da sè, questa canzone è bellissima. (e la potete pure scaricare, toh.)

Palace Music - Cat's Blues.mp3

(Da Palace Music "Viva Last Blues", 1995)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

ti ha fatto saggiare la consistenza della sua verga?

daniele esposito ha detto...

ehm. no? chi, il tizio dell'IBM? comunque: no.

Anonimo ha detto...

peccato...