venerdì 3 aprile 2009

The Decemberists "The Hazards of Love"


Colin Meloy (cantante, chitarrista e compositore dei Decemberists) è un nerd. Non un nerd di quelli fissati con Star Wars, però, ma uno strano tipo di nerd fissato con Stevenson, isole del tesoro, sciabole, pirati, fanciulle rapite e vendette che occupano una vita intera. A Colin Meloy, oltretutto, piace raccontare; "The Hazards of Love", l'ultimo disco dei Decemberists, è nato per dare sfogo a questo bisogno di raccontare usando la forma più tamarra possibile: il MUSICAL. Per fortuna (o più probabilmente: per mancanza di soldi) il progetto di farne un musical vero e proprio è naufragato (o almeno: Colin Meloy userebbe questa metafora), e ci si è dovuti accontentare di un disco che, benchè abbia molti dei pregi dei dischi dei Decemberists (un ottimo indie folk, verbosissimo e colto, ma anche autoironico e mai depresso, assoluta rarità nel campo), ha anche parecchi dei difetti dei musical: i duetti, innanzitutto, ma anche alcune parti che -se non ci fosse stata una storia dietro- in un qualsiasi altro disco sarebbero state tagliate senza pietà, i temi ricorrenti.... nonchè una certa pomposità di fondo, meno fastidiosa quando vira sull'hard rock, molto di più in tutti gli altri momenti.
Insomma: si fa ascoltare, e con piacere, ma ogni tanto fornisce quell'inconfondibile brivido che viene dall'ascoltare o vedere qualcosa e vergognarsi un pò per chi l'ha scritta o realizzata, perchè non capisci come gli sia potuto venire in mente (e come mai nessuno gliel'abbia impedito).

(in video, il singolo, che invece è un classico dei decemberists, senza duetti e cavolate: le immagini a corredo sono però, come al solito, apocrife)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

MMMMMMMMMMMMMMMUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

Anonimo ha detto...

BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

gazzettieri...bleah ha detto...

TERREMOTO:

CUCUZZA INTERVISTA UNO SFOLLATO: "MI SCUSI, LA DEVO INTERROMPERE SUL PIù BELLO"

cassandra ha detto...

Mi è piaciuto. Se invece di chiamarlo 'musical' lo chiami 'opera rock' assume subito una sua dignità :)

cassandra ha detto...

...e ti dirò, mi piacciono anche i duetti: ...and the Wanting Comes in Waves (uuuuu)

daniele esposito ha detto...

quella piace anche me! comunque debbo dissentire, anche chiamandola "opera rock" rimane una cosa concettualmente grezzissima!