mercoledì 24 settembre 2008

Backside to the Future 7 / Le regole di inclusione (parte prima)

(qui le puntate precedenti)

Le regole di inclusione nella comitiva del Gabbiano non sono mai state esplicitamente dichiarate, ma a posteriori non e’ troppo difficile individuarle.
Il nucleo originario della comitiva, almeno fino al mio secondo o terzo anno di universita’ (otto anni almeno, dunque, fino alla grande diaspora) era composto da me, Tiziano, Vincenzo, Alessandro Manigrasso (da indicare sempre con nome e cognome, benche’ non ci fossero omonimi), Capuano (da indicare sempre e solo tramite il cognome, a parte i periodi in cui si decideva di utilizzare alcuni sceltissimi pseudonimi: Moana -il piu’ duraturo-, Capuasca, Orgia e il mio preferito, ovvero Andrew Dements), Luciano (indefinito, ma era anche difficile da disegnare, e anche da descrivere. La cosa che lo distingueva di piu’ era il suo povero cane Tex, fatto restare vergine fino alla morte perche’ senno ‘ "si disaffeziona").
Il secondo anno di liceo si unirono in pianta stabile Enrico, Piero Mariella (anche lui, chissa’ perche’, quasi mai in possesso di un nome e cognome indipendente) e, piu’ defilato, il Cargiuli; fu durante una gita in cui quelli fighi limonavano o almeno ci provavano (quelli fighi, tra maschi e femmine erano in tutto 4 persone), e quelli sfigati diventavano amici fraterni prendendo per il culo la figlia adottiva della professoressa di inglese. Costei si chiamava Ernestina, dimostrava il triplo dei suoi anni (36 invece che dodici), un merletto ornava ogni orlo del suo vestiario ed era di poche parole. Essere la figlia adottiva di una integralista cattolica oltretutto non la aiutava ad avere un rapporto sereno col mondo.
A mia discolpa posso dire che era la terza occasione in cui la vedevo, e che nelle prime due avevo persino cercato di farci amicizia, l’avevo difesa dalle prese di culo degli altri, avevo cercato di farla integrare. Senza successo, che’ lei se ne era uscita comunque con delle frasi di rara stronzaggine. A posteriori so che non era colpa sua, che essere acidi a dodici anni e con una famiglia del genere e’ il minimo che una ragazzina possa fare per restare sana di mente, ma a mia discolpa va detto che io avevo quindici anni e che a quindici anni notoriamente non si capisce un cazzo, e quindi avevo gia’ fatto troppo.
Comunque, prendere per il culo Ernestina e commentare le canzoni dei Metallica fece nascere un’amicizia decennale, che’ io mi ero avvicinato a quei tizi la’ solo perche’ ascoltavano Fade to Black, da Ride the Lighting
(Che poi, i Metallica, mio dio, si possono passare ore a parlare dei Metallica? Qualche estate fa dei miei amici passarono una notte a parlare dei Tool, e una notte di capodanno a parlare dei Radiohead. Nel primo caso mi sono addormentato, nel secondo mi sono aggregato al gruppo di quelli che si alcolizzavano. Ma i Metallica! L’ultimo che ho visto parlare dei Metallica cosi’a lungo e’ stato Giampiero, una notte di ferragosto, mentre guardava le stelle provandoci con una. O almeno: noi pensavamo ci provasse, solo che ogni tanto carpivamo brandelli di conversazione "No, perche’ l’assolo di Kirk Hammett dentro ... And Justice for All ....").
Poi, nel nucleo centrale c’era Coco’ Curlacci, che ora ha preso I voti ed e’ don Coco’, e Attilio.
E poi un sacco di gente non sembrava c’entrarci niente con noi e che veniva ammessa, e gente che voleva entrarci e che ostracizzavamo senza pieta’. Di questi parlo la prossima volta.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

quanto mi piace questa serie... vera o finta che sia è un vero spasso...

Bravo.

ricchione ha detto...

finta, fintissima

daniele ha detto...

anonimo: grazie :)
ricchione: diciamo che ho i ricordi un po' confusi. :)

ricchione ha detto...

secondo me tu hai bisogno di una buona e sana razzione di CAZZO

daniele ha detto...

oh, ma oltre ad amicizia e occasionali incazzature sto stimolando anche le vostre fantasie sessuali?
cioe', grazie, ma non me lo aspettavo.

sch ha detto...

Veramente dovresti sapere che alcuni di noi sono sempre stati attratti dal tuo fascino magnetico. Quante volte io o il monnino o pasquale abbiamo testimoniato di godere del contatto con il tuo irsuto corpo?

dai, non fare il modesto e racconta delle tue avventure skozzesi.
tipooooo.... com'è scopare con gli uomini che portano la gonna?

daniele ha detto...

scopare con gli uomini col Kilt e' molto meglio, perche' mentre li prendi da tergo puoi rinvoltolare il suddetto capo d'abbigliamento sulla parte superiore del loro corpo, occultando tutto cio' che e' non e' suscettibile di provocare eccitamento.
cio', oltretutto, stimola la fantasia.
Volete dei Kilt in regalo, per quando torno in Italia?

Anonimo ha detto...

ovvio che sì. potremmo usarli come utensili suscettibili di rinverdire le nostre ingrigite vite sessuali. oppure come divisa per i concorsi, coi tempi che corrono... (il mondino)