giovedì 21 agosto 2008

il terzino nella grappa

Diciamocelo francamente: Il Piccolo Principe fa cagare.

No, perche' e' una informazione che non trovo da nessuna parte, su internet.

La voce su wikipedia sembra scritta da un ragazzino delle medie, ed e' piena di "secondo me" e di "a me le cose che piu' mi hanno colpito": insostenibile. Il resto della blogosfera non migliora l'impressione generale: sto piccolo principe sembra la versione disegnata male del fanciullino di Pascoli, senza neanche il vantaggio di poter spettegolare sulla relazione incestuosa con le sorelle.

Il problema e', e Ornella non me lo disse, otto anni fa, quando mi costrinse a leggerlo, che il Piccolo Principe e' un esempio perfetto di uno scrittore che dei bambini non ha palesemente capito un cazzo.

No, Ornella mi disse che era bellissimo, che lo aveva prestato a tutte le sue amiche e che ogni tanto rifacevano delle letture collettive dell'opera, piangendo come fontane, quando il piccolo principe s'accorgeva di quanto fosse importante la sua Rosa (e vabbe', mai nessuno ci ha visto niente di sessuale, in tutto questo? a tutt'oggi e' l'unica cosa che mi sembri decente di tutto il racconto).

Perche', diciamocelo, dei bambini veri, il piccolo principe non ha niente: se ad un bambino vero gli disegni una pecora dentro una scatola coi buchi, il bambino vero urla fino a quando non gliela disegni sul serio, quella cazzo di pecora. Un bambino vero taglia le code alle lucertole, si picchia nel fango, gioca a tana delle tigri (o almeno: ci giocava negli anni ottanta, ora giochera' all'allenamento di Naruto); se vede uno ubriaco gli fa lo sgambetto, lo prende per il culo o al limite corre via se e' spaventato, non si intristisce molto per lui (sempre che quello ubriaco non sia suo padre... insinuo il dubbio: il Piccolo Principe come romanzo consolatorio per figli di alcolizzati, politici e cappellai?). Dicevo: il Piccolo Principe e' come i giornalisti di Repubblica e le mamme del Moige si immaginano i bambini, mica come i bambini sono davvero. E poi i personaggi che lo popolano, dal primo all'ultimo, riescono ad essere profondamente antipatici per quanto l'autore si sforzi di renderceli amabili: non se ne salva nessuno, sono talmente falsi che l'unico motivo per cui ti sembrano veri e' che risulta difficile credere di poter portare sul cazzo cosi' tanto dei personaggi inventati.


Comunque, il piccolo principe non e' mica l'argomento di questo post. L'argomento di questo post e' il secondo libro che in quell'infausta estate Ornella mi convinse a leggere (comunque, non vorrei che questo post sembrasse scritto contro Ornella: consigliarmi la lettura del Piccolo Principe e' stata l'unica cosa brutta che mi ha fatto in tutta la sua vita). Neanche quel libro mi piacque granche': forse perche' dopo aver letto il Piccolo Principe uno perde fiducia nella letteratura, o forse perche' sapevo che era uno dei libri preferiti da Baricco (avevo letto gia' Seta, credo, anche se non sapevo del mitico incipit della recensione che gli dedico' Citati: "Il mattino in cui Baricco scrisse Seta...."). Non so nemmeno se la Holden esistesse gia' all'epoca. Comunque, del Giovane Holden non conservavo un buon ricordo, a parte le ultime due righe, che mi sembrarono e mi sembrano tutt'ora meravigliose: "Don't ever tell anybody anything. If you do, you start missing everybody". In inglese certo tutto sembra meglio, e la copia di "The Catcher in the Rye"** del mio padrone di casa mi sta facendo compagnia ogni mattina mentre vado a lavoro, e lo sto rivalutando. 
Ma forse tutto sta nel fatto che voglio tornare a quell'ultima pagina, a quelle due righe. Al fatto che è la prima estate che casa mia e i miei amici ed ex amici di grottaglie non li vedo neanche per un giorno, e che ho iniziato a scrivere questo blog in un periodo in cui mi mancavano, soprattutto quelli con cui mi sono perso del tutto, per motivi che non ho mai capito. 
Che ho ho provato a raccontare qualcosa anche di loro, e che hanno finito per mancarmi di meno, dopo averlo fatto. Che non sono d'accordo con una frase che trovo bellissima, che mi fa venire voglia di raccontare ancora di loro, per metterli da parte, perché molti di loro**** sono non soltanto bei ricordi: sono anche persone abbastanza di merda.

** (il terzino nella grappa, come insegna wikipedia in questo caso, sarebbe l'unica traduzione possibile e decente per questo romanzo. Almeno, a me piacerebbe).
****(lo dico con tutto il rimpianto possibile, ovviamente, e dal gruppo ne sono esclusi alcuni, e lo sanno, e in primis l'adorata Linodda)****

24 commenti:

Anonimo ha detto...

per la serie...lo sapevate?

secondo uno studio commissionato a una serie di università americane negli anni settanta dal Governo Federale la lettura di A Catcher in the Rye è una delle spie di disagio psichico e di pericolosità sociale.

Lettori accaniti del romanzo furono, secondo la documentazione ufficiale: 1. Lee Harvey Oswald, che ne possiedeva copie in più lingue. 2. l'assassino di Robert Kennedy 3. l'assassino di John Lennon, che dichiarò di possederne oltre 20 copie.

secondo me devi cominciare a preoccuparti

Anonimo ha detto...

inizi il post come hater e lo finisci nostalgico... quanti sentimenti in poche righe!!! non appartengo al gruppo degli amici lontani (e forse nemmeno di quelli troppo vicini), però la tua assenza c'è ed è stato bello vederti a firenze il giorno del dottorato, tutto fiero del fatto che ti eri scapicollato lì in poche ore e che non ti avevano ruzzolato giù dalle scale di palazzo strozzi perché le note non erano giustificate (non giustificabili, proprio non allineate a modo). tutto questo per dirti un'altra cosa (proprio come nel tuo post): hai visto la suoneria promossa dalla BBC, fondazione microsoft ed altri, per contrastare la diffusione dell'aids? un coretto canta 'condom, condom' e siccome si tratta proprio di un coretto, gli autori hanno pensato bene di intitolarla 'condom a cappella'. le parole a volte pesano come macigni fatti di zucchero filato.

marco

daniele ha detto...

marco, mi dai sempre notizie sconvolgenti. la cerchero', ma mi serve un cellulare figo, per una cosa del genere. Ma mi sembra che ne valga la pena. COmunque, appena passo da quelle parti mi paleso.COme va l'estate masso/carrarina?

PEr il primo anonimo: grazie della conferma. CHe la lettura compulsiva del Giovane Holden porti alla delinquenza e' un fatto acclarato, guarda cosa ha fatto Baricco alla letteratura.

daniele ha detto...

ora che ci penso... le mie note (ma tendo a pensare che sia una caratteristica comune a tutte le tesi di dottorato e specialmente quelle umanistiche) erano probabilmente piu' giustificate dal punto di vista tipografico che contenutistico.....

Anonimo ha detto...

c'è qualcosa che non torna nella traduzione di quel mirabolante titolo americano.

terzino se non erro è ruolo difensivo mentre il catcher, nel football americano, è ruolo offensivo per eccellenza. dunque la traduzione non torna.

daniele esposito ha detto...

mmm terzo anonimo: pole essere, in effetti. Ma "Il centravanti nella grappa" fa veramente onco. si accettano consigli.

Anonimo ha detto...

continuo a leggere con maggiore interesse e divertimento i post più cattivi e sinceri, tipo questo trasudante odio spropositato per il povero piccolo e solo principino..
Ma che ti ha fatto mai il povero principe porcospino? a parte girare per l'universo, sentirsi solo e fare domande improbabili a personaggi ancora più improbabili non ha mai rotto le palle a nessuno e non le rompe fino alla fine perchè se ne torna dalla sua rosa nel suo pianeta ecocompatibile a godersi le sue lune.
ma non sarà che sei urtato dal suo ricordo perchè nel tuo esilio forzato ( da chi?) fatto di lavoro e ricordi ti punge il rivederti in lui... un principino minore senza neanche la maledetta ingenuità del primo che gli serve a salvarsi, comunque, dal tedium vitae ipertecnologico.
Cordialmente,
una annoiata dal piccolo principe che cmq lo difende perchè sostenitrice di tutte le minoranze etniche.

daniele ha detto...

cara anonima (ma perche' non vi firmate? almeno con un nome di piuma?),
questo tuo commento merita un po' di attenzione.
Il piccolo principe mi e' venuto in mente, credo, solo perche' sto rileggendo il giovane holden, e nella mia testa i due testi sono accomunati dalla stessa estate, dalla stessa persona che me li ha consigliati, da un'impressione di generale adorazione nei loro confronti che all'epoca trovai o leggermente esagerata (Holden) o totalmente fuori luogo (il Piccolo Principe). Tuttavia e' vero che verso il piccolo principe nutrii all'epoca un odio del tutto sproporzionato e particolare, ma all'epoca ero un felice studente fuori sede, quindi il tuo dubbio andrebbe ricalibrato in quella direzione (e non c'avevo manco la rosa, a grottaglie).
Comunque, hai ragione che nel mio odio attuale e rinnovato verso di lui c'e' di piu'. Non e' l' "esilio in Scozia", che a me sembra piu' una vacanza, per adesso. Quello che hai definito "esilio fatto di lavori e di ricordi" e' per fortuna un tran tran lavorativo-umano non spiacevole, e i ricordi della vita recente, gli ultimi tre o quattro anni, sono troppo freschi e piacevoli per essere frustranti.
Ma che qualcosa mi roda e' sicuro, non posso che essere d'accordo con te: in realta' mi rode sempre di aver perso alcuni tra quelli che pensavo fossero gli amici di una vita, e in fondo buona parte della retorica del Piccolo principe e' proprio su questo, no? Il problema per me e' che c'e' stato un mucchietto di persone che io ho sempre pensato sarebbero state miei amici piu' o meno per sempre (magari di quegli amici che vedi una volta l'anno, ma non importa) e che invece ho perso davvero del tutto, che hanno finito per essere non solo completamente diverse da me per interessi, stile di vita o aspirazioni (piu' o meno era cosi' anche quando eravamo davvero amici, a parte forse un po' per la musica), ma ad un livello molto piu' profondo. E' una cosa di cui non mi va tanto di chiacchierare perche' non e' ben chiara neanche a me, ma che mi roda e' innegabile.
Grazie per la seduta di psicoanalisi, a presto.

cassandra ha detto...

Ti offro una lettura diversa del piccolo principe: il suo rapporto con la volpe è considerato un classico e tenero esempio di rapporto Dom\sub, infatti è spesso citato da chi pratica il bdsm (pratiche di dominazione e sottomissione, bondage e altro)
Dubito che la cosa ti farà cambiare idea sul libro ma almeno, la prossima volta che ti capiterà tra le mani, leggerai il pezzo sulla volpe con altri occhi ;)

daniele ha detto...

cassandrina!
come stai? bentornata su questi lidi. Ecco, il piccolo principe vestito di latex nero e la rosa con le mollette alle spine e' un'immagine a cui mai sarei arrivato da solo ma che ora sento il prepotente bisogno di disegnare.
Grazie!

lastrega ha detto...

ho sempre frquentato gente in adorazione del piccolo principe, quando, qualche anno fa ho dichiarato fantozzianamente che il piccolo principe è una cagata pazzesca ho rischiato il linciaggio...vi adoro!!!!!!

daniele ha detto...

anna! ben tornata anche tu su questi lidi. vedo che il partito anti-principe e' legato da affinita' elettive portentosamente efficaci.
baci.

Anonimo ha detto...

Grazie per l'esauriente commento al post.
la prossima seduta di psicoanalisi è ben lontana a venire visto che per sua stessa ammissione il paziente palesa la volontà di analizzare da solo un vissuto che lui stesso male accetta e poco comprende. Alla prossima puntata... .Per i nomi di piuma ho un gusto a dir poco osceno preferisco il comune e liberatorio anonima che non tradisce nulla e realmente permette di rimanere tale.
(Le ultime due righe in realtà mi sembrano una stronzata colossale visto che oggi l'anonimato è un concetto ancor più ridicolo delle foglie di fico posticce sugli affreschi rinascimentali.)
Cordialmente.

Elisabeth ha detto...

The Catcher in the Rye dovrebbe venire da una poesia o canzone per bambini, ora non ricordo, ma ha tutto il suo senso. Il problema non é in libro, quanto il fatto che il traduttore italiano andrebbe letteralmente impalato: chi é l'idiota che, per quanto quindicenne e sgrammaticato, ogni 2 parole dice VATTELAPESCA? Lo iniziai, mollai a pagina 30 e poi andai a comprarmi la mia bella edizione pinguin in lingua originale, allora iniziai a leggere un bel libro.
Povero Piccolo Principe, non lo ricordo cosi brutto, forse perché letto a un'etá in cui seghe mentali non me ne facevo.
In che mondo vivi i bambini di oggi sono sedati e hanno mamme furbe che anziché Ken shiro o i Power Rangers gli fanno vedere le Winx ed evitano di avere figli che saltano per casa rompendogli tutti i soprammobili.

Anonimo ha detto...

viva ken shiro! quello si ci parla dell'essenza della vita (dolore, sangue e figone pazzesche) altro che lo sfigatissimo piccolo verginello principe

daniele esposito ha detto...

anonima psicoanalista: ma come io reticente! anzi, mi sembrava di essere molto collaborativo.... le tue analisi e illazioni (per quanto io poi possa essere d'accordo) sono le benvenute, comunque. Foglie di fico rinascimentali ? oddio, potrebbe essere un indizio...

eli: la frase catcher in the rye è una roba che holden sente canticchiare ad un bambino, ma è in realtà una storpiatura di una famosa poesia di Robert Burns, che a sua volta è (tout se tient) il poeta nazionale scozzese (qui dove ti giri giri c'è un suo bvsto/qvadro/monvmento). I figli dei miei cugini si picchiano fortissimo giocando a dragon ball e ha naruto, e questo mi da potere su di loro, perché io so più cose di loro sulle suddette serie (sulle winx, invece, proprio non ce l'ho fatta a informarmi, semmai farò una bimba gliele vieterò aspramente). Comunque sì, il fatto che io abbia letto il piccolo principe a circa vent'abnni ha probabilmente influito sulla mia percezione dell'opera.

ultimo anonimo: concordo, anche se l'epos di ken shiro (a differenza di quanto accade all'intera blogosfera italiana) non mi esalta particolarmente: un pò troppo messianico (anche perché kenshiro è un cristo che fa a cazzotti, in realtà, basta vedere anche come vengono trattate la sua sofferenza e le sue rinunce).

Elisabeth ha detto...

Grazie per continuare a riempire le grandi voragini presenti nelle mie conoscenze letterarie ferme all'era del liceo.
Hai dei cugini poco subdoli... Le mie due subdole amiche con figli maschi non appena i pargoli hanno iniziato a saltare quá e la per casa imitando i personaggi dei cartoni animati hanno imposto alla propria progenie le Winx e Le Principesse Sirene. Un giorno, dopo che uno di essi mi snobbó le le lego, per curiositá chiesi al figlio di una di queste come mai giocasse con le Winx invece che con qualche robottone e lui candidamente rispose: "sono un maschio é normale che mi piacciano le femmine!" Allora capii perché il creatore delle Winx é diventato miliardario.

Capisco il piccolo principe, ma farti pure le seghe mentali su Ken é preoccupante... La Leggenda di Hokuto tra le altre cose meritava solo solo perché non ho mai visto tanti tipi cosí strani tutti assieme dentro un cinema!

daniele ha detto...

cara eli, alle tue amiche dovrebbe essere tolta la custodia dei figli. LE WINX SONO TORTURA. Lo so. Ne ho visto mezza puntata. PEr quanto riguarda Kenshiro: va molto di moda farsi le seghe mentali su di esso, vedi per esempio il blog di giuseppe genna (e discussione da li' scaturita).

elisabeth ha detto...

se iniziavano a piacerti le winx mi preoccupavo davvero... Beh io Ken lo andai a vedere per le animazioni che sono fatte davvero bene, ma Giuseppe Genna secondo me ha traumi infantili tutt'ora irrisolti e sopratutto non conosce nessun ingegnere (spaziale) perché saprebbe che buona parte di noi amavano Goldrake pur sapendo quanto fosse idiota e irrazionale.

daniele ha detto...

bah, anche ufo robot mi lasciava piuttosto freddo. mi piaceva il daitarn tre per le aiutanti e quelli piu' umoristici. Mai stato troppo tipo da robottoni, da bambino (anche jeeg, a parte l'eccellenza estetica, non era granche'). sara' l'influenza di gigi la trottola, che mi ha spinto alla "carriera" (ah aha ha ) da umanista.

cassandra ha detto...

Pietà per le povere mamme! Anche noi siamo vittime del fenomeno Winx.
Non avendo la televisione speravo che la mia bambina restasse immune dal virus ma non avevo fatto i conti con l'asilo. Tutte le sue amichette parlano delle winx e giocano alle winx e ovviamente lei è stata contagiata: ora dice a tutti di chiamarsi Flora (la winx dei fiori). Abbiamo visto insieme degli episodi in rete e ogni tanto ho lanciato qualche commento negativo con tono bonario e fintamente noncurante(tecniche di guerriglia psicologica applicata). Per fortuna il cartone ha riscosso poco successo, incrocio le dita e spero che il suo cervello e il suo senso estetico ( sono mostruose anche fisicamente) non ne vengano influenzati e intanto creo anticorpi facendole vedere i cartoni di Miyazaki :)

daniele ha detto...

Cassandra, non riesco a immaginare il "tono bonario e fintamente noncurante". mi vengono in mente scenette in livornese, non so perche': "deh, ohccome ti fa' a garba' sto troiaio? ammemmi pare che facciano di molto onco".... Mio padre (previa traduzione in grottagliese standard) avrebbe fatto cosi'.

cassandra ha detto...

A quanto pare io e tuo padre abbiamo avuto lo stesso libretto di istruzioni. Con te ha funzionato?

daniele esposito ha detto...

anche troppo. UNo dei motivi per cui non fumo (a parte il braccino corto e le tasche profonde) e' la sigaretta accesa che mi infilo' in bocca quando a quattro anni gli ruppi le palle (una volta di troppo ed evidentemente nel momento sbagliato) perche' anch'io, come lui, volevo fumare.