mercoledì 17 ottobre 2007

Ciò che mi fa scrivere

Questa sera, dopo un pomeriggio passato advanti al computere senza essere capace di produrre nemmeno una riga di testo dignitosa, ho deciso di non uscire e di lavorare alla mia tesi di dottorato. I Radiohead e i Mice Parade (cioè i due dischi che in questi giorni sto ascoltando di più) non hanno aiutato. I Motorpsycho, passione dei primi anni dell'università, hanno sortito un effetto poco migliore.
Allora, l'illuminazione: Glenn Danzig, ovvero il primo cantante dei Misfits, un figuro troppo grezzo per essere vero, culturista, misogino, fissato con l'horror di serie zeta e con un pessimo gusto in fatto di acconciature. Tuttavia, una delle cose che ho ascoltato di più tra i quindici e i diciassette anni, sentendomi anche un figo perché insomma, un personaggio più di nicchia di lui a Grottaglie era difficile scovarlo. Anche nella nostra comitiva di metallari lo ascoltavamo soltanto io ed Enrico Petrelli (che per un certo periodo della sua adolescenza aveva anche finito per assomigliargli).
Come tutte le volte che riascolto Danzig, mi stupisco di come continui a piacermi, e di come rilassi tanto il mio cervello da farmi scrivere con una facilità incredibile.
Oh, per me sto tipo è un ganzo*.

*(Mi dicono che i suoi dischi successivi a "4", ovvero l'ultimo che io ho comprato, facciano pena, ma non me la sento di verificare. Allego però il ridicolissimo video della sua canzone più famosa, direttamente dal primo suo disco. Enjoy!)

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4 commenti:

cassandra ha detto...

Il Lou Ferrigno del metallo!
È l'apoteosi del tamarro...che meraviglia :-)

Riflessione estemporanea: Ma quella dannata coccinella non si potrebbe schiacciarla?

daniele esposito ha detto...

no, la coccinella mi porta fortuna, per ora! semmai smetterà, la punirò implacabilmente.

cassandra ha detto...

Pazienza! Continuerò a leggere i tuoi post passando dalla finestra dei commenti...MOSTRA POST ORIGINALE :-)

daniele esposito ha detto...

ma no! così ti perdi le grezzate iconografiche a corredo delle parole! uffa, sei già la seconda persona a cui la coccinella da noia, appena elaboro il lutto la ammazzo (mi piace portarmi avanti, con le crisi emotive)