lunedì 11 maggio 2009

Fotogenia Elettorale

Certi candidati al parlamento ornano il volantino elettorale di una loro immagine. Ciò significa attribuire alla fotografia un potere di conversione che va analizzato. Prima di tutto, l'effige del candidato stabilisce un legame personale fra questo e gli elettori: il candidato non dà a giudicare solo un programma, propone un clima fisico, un insieme di scelte quotidiane espresse in una morfologia, un modo di vestire, una posa. La fotografia tende in tal modo a ristabilire il fondo paternalistico delle elezioni, la loro natura "rappresentativa", sconvolta dalla proporzionale e dal predominio dei partiti (la destra sembra farne più uso della sinistra). Nella misura in cui la fotografia è ellissi del linguaggio e condensazione di tutta una "ineffabilità" sociale, essa costituisce un'arma anti-intellettuale, tende a schivare la "politica" (cioè un corpo di problemi e soluzioni) a vantaggio di un "modo di essere", di uno statuto socio-morale. [...]
La fotografia elettorale è quindi prima di tutto un riconoscimento di una profondità, di un irrazionale estensivo alla politica. Nella fotografia del candidato non troviamo trasfusi i suoi progetti, ma i suoi motivi di presa, tutte le circostanze familiari, mentali, anche erotiche, tutto quello stile di essere di cui egli costituisce insieme il prodotto, l'esempio e l'allettamento. E' manifesto che la maggior parte dei nostri candidati nella loro effige danno a leggere esclusivamente una posizione sociale, il comfort spettacolare delle norme familiari, giuridiche, religiose, la proprietà infusa dei beni borghesi, quali per esempio la messa della domenica, la xenofobia, la bistecca con le patate fritte e la comicità del cornuto, insomma quelle che si chiama un'ideologia.
[...]
(Volevo sottolineare alcune parti notevoli, ma poi mi è sembrata un'offesa alla vostra intelligenza. Tra l'altro, le foto di Berlusconi alla festa di Noemi, le originali, almeno, sono difficili da trovar  in rete: questo, a parte il fatto che in una di esse Berlusconi posa con un rettiliano esadattilo, mi fa propendere per la teoria del complotto)
(ah, qui sopra trattasi di Roland Barthes, "Miti d'oggi")

2 commenti:

Anonimo ha detto...

il neurone solitario ringrazia

daniele esposito ha detto...

prego!!