mercoledì 20 maggio 2009

Backside to the Future /9 (reload): di batteristi metallari e lavande gastriche

(Disclaimer: un’altra versione di tutto questo era apparsa qualche mese fa e l’ho cancellata. Ora la recupero perché voglio continuare con i Backside. Ho eliminato la parte più livida di quella versione, eliminato i nomi, tranne quello di Enrico, che aveva apprezzato la parte relativa a lui, di Pierfrancesco e di Sandro Penna - che non vedo da sedici anni e comunque non sono neanche sicuro si chiamasse così. Già dall‘inizio volevo che il centro della storia fosse la mia conversazione con T., e non intendevo raccontare i cazzi privati di W. e delle persone a lui collegate: ma ammetto che nel post poi eliminato non si capiva granchè, questa mia intenzione.)

Solo tre anni dopo non aver litigato, io e T. ci ritrovammo a parlare di quello che era successo. Prima avevamo fatto in modo che non accadesse. A me interessava, perché allontanarmi da qualcuno senza sapere neanche perché mi ha sempre dato noia. Più che l’allontanarmi stesso. Ma non era successo. Fu una conversazione lunga e surreale. Avevamo accompagnato Enrico alla stazione di Taranto, e si rimase soli soltanto sulla via del ritorno. Evitammo l’argomento fino quasi al momento del parcheggio. Poi non mi ricordo come fu: forse gli chiesi direttamente, forse lui mi disse che gli aveva fatto piacere riparlare con me e a me venne un po’ il nervoso. Comunque, quello che gli chiesi grossomodo fu: “com‘è che avete litigato con W. Mentre io ero all‘università e avete finito per non rivolgere la parola a ME?”
(Ma nella stessa situazione c’era Paco, c’era Enrico… Ma credo che davvero a loro sia importato poco, alla fin fine. Sono io, che ci rodo, su queste cose)

Tendo a pensare che la comitiva del Gabbiano sia passata attraverso due grandi crisi, e che solo alla fine della seconda sia morta. In realta', di crisi ce ne fu solo una, non due. Quella che poi (alcuni di noi, almeno) si convinsero fosse una continuazione dell'amicizia che avevamo da adolescenti era un'altra cosa: piu' adulta, piu' normale, non necessariamente peggiore. Ma diversa. Finimmo di essere un corpo unico.
Riesco a pensare alla comitiva del gabbiano come ad un soggetto collettivo, come un noi che puo' raccontare storie solo fino a un certo punto: poi ci sono i singoli, le storiacce, e alcune anche notevoli; ci sono l'amicizia e le risate e alcune delle piu' divertenti cazzate io e quegli altri si sia mai fatti tutti assieme. Ma la Comitiva del Gabbiano era morta. Io mi sono convinto che ci fosse ancora, ci ho sperato fino a quando poi le crisi sono state due e forse anche fino a quando non mi sono ritrovato io stesso fuori da quel gruppo di amici che non era mai esistito senza di me. Ma credo mi illudessi.

Sarebbe facile dire che quella prima crisi fosse dovuta alle femmine, finalmente e in massa presenti nelle nostre vite e serate, ma non ne sono sicuro.

Provo a mettere un po' d'ordine.
Gia' l'arrivo di W. nella comitiva era stato un evento particolare.
Prima di allora, ma l'avrete capito, eravamo una manica di sfigati. Gli intrallazzi si contavano sulle dita di una mano, e non erano neanche particolarmente esaltanti. Con il passar del tempo le cose andarono meglio, e se non diventammo tutto d'un tratto piu' fighi o belli, almeno capimmo come sfruttare meglio quello che avevamo, o quali nicchie di mercato ci restavano a disposizione. Ma all'inizio, e fino alla fine del mio quarto anno di superiori, se eri considerato figo di sicuro non facevi parte della comitiva.
Durante il secondo anno delle superiori, io ed Enrico. trovammo finalmente un nuovo batterista: un metallaro, questa volta. Quello prima di lui (ma suonavo con Alessandro, all'epoca) se ricordo bene si chiamava Sandro Penna e ci stupi' durante le prime prove chiedendoci di integrare il repertorio con "Dieci ragazze per me". Aveva la riga di lato, Sandro Penna, e a me e' sembrato per anni lo sfigato definitivo. Cosa che fa a pugni con la mia idea che i batteristi siano sempre i musicisti piu' fighi di tutti, ma li' era un dato di fatto incontrovertibile. Comunque, date le premesse, la nostra collaborazione musicale non ando' molto avanti.
Oltretutto il tizio che doveva suonare le tastiere con noi e Sandro Penna si ubriaco' assieme ai suoi compagni di classe e decise di bere una bottiglia di detersivo per i piatti per ovviare al suo senso di colpa. Solo dopo essere uscito dall'ospedale in cui la lavanda gastrica lo aveva risciacquato, ci comunico' che i suoi gli avevano proibito di continuare a suonare con noi. Oltretutto, fino ad allora almeno, eravamo una manica di astemi, e quella era palesemente un'ingiustizia: ma il tizio come tastierista faceva piu' che pena, e l'unica cosa che ci sarebbe mancata sarebbe stata la tastierina Casio che ogni tanto di portava dietro e che aveva ben quattro rumori da inserire in ogni canzone: battito di mani, partenza del razzo spaziale, tamburo sfondato e clacson.
Comunque: Pierfrancesco era un ragazzo normale, con i capelli lunghi, bei lineamenti, le magliette da metallaro, una tama doppia cassa e un garage in cui suonarla. Non aveva difetti, le femmine non se lo cagavano e noi per un po' ci suonammo assieme. Ci facemmo anche amicizia. Ci sono amico ancora adesso, di quell'amicizia parallela che si ha con gente a cui vuoi bene anche se la incontri per caso tre serate all'anno. Viveva a San Giorgio Jonico, che e' un paese ad otto km da Grottaglie: io, Enrico e la mia chitarra salivamo sul mio gigarino e andavamo da lui a suonare, e ogni volta era un avventura, perche', come chiunque abbia avuto un Si' ricorda, il faro del Si' e' dinamico (fa tanta piu' luce quanto piu' accelleri) e comunque non illumina piu' di quattro metri. Fare una delle strade statali piu' infami della storia (un mazzo di fiori ogni due alberi a bordo strada) in quelle condizioni era un'esperienza elettrizzante, e io ed Enrico ridevamo tutto il tempo, sparando cazzate su cazzate, e sono ancora convinto che questo sia il motivo per cui su quella statale non ci siamo morti. Non ho mai avuto un incidente mentre ridevo. Ero sempre serissimo.
Poi arrivo' l'estate, e ci perdemmo di vista. All'inizio dell'anno scolastico successivo, improvvisamente Pierfrancesco era diventato bbbueno. Le ragazze lo volevano. Si mise con una tizia notoriamente decerebrata ma bellissima. E poi la lascio', per mettersi con un'altra. E cosi' via. Rimanendo, nel frattempo, un ottimo batterista, una persona fica, un ragazzo gentile e in un certo qual modo timido. Cosa che e' tutt'ora, tra l'altro. Pero', a parte una breve frequentazione iniziale, Pierfrancesco non entro' mai a far parte della comitiva. Appena divento' fico, ne fu subito fuori. Mica per noi: a noi ci faceva comodo, perche' ogni volta che si fermava a parlare con noi una ventata di fica sconvolgeva le nostre serate. E mica per lui, perche' ci trattava e considerava amici: era proprio una differenza esistenziale.
La differenza tra lui e noi era che le femmine facevano parte della vita di Pierfrancesco mentre noi, anche quando avevamo la fidanzatina o l'intrallazzo o ci innamoravamo di una, le tenevamo ai bordi delle nostre vite e, a parte l'occasionale vanto di improbabili gesta amatorie, non ne parlavamo neanche con gli altri. (Eccezione, come ho detto, Aigor, che parlava esclusivamente di una femmina che non aveva).

Intorno ad una delle storie di W., la prima importante, probabilmente, morì la comitiva del Gabbiano.

(continua...)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Mio preziosissimo amico, in un momento di totale estenuazione al lavoro, tra lotus che non funziona, excel che si blocca, le motivazioni che mancano, e la mia testa che frulla pensieri affilati come coltelli da numeri da circo, mi sono tanto voluta illudere che girando la testa alla mia sinistra ci avrei trovato la tua faccia sorridente.
Ti devo dire tutto quello che ho in mente, ma come si fa?
Poi... per fare prima, l'unica cosa che mi viene da pensare é che é importante farti sapere che ti penso sempre, per essere certa che ti arrivi il senso d'affetto e d'amicizia.
BAci FOrti.

Anonimo ha detto...

Quanto ti pagano per litigare con le vecchiette? E mi dici dove si firma per fare lo stesso lavoro?
A chi mi debbo rivolgere?
è full-time?

Anonimo ha detto...

Dai, dai che son curioso di sapere come va a finire. Io mica le ho vissute, certe cose ;)
Enrico

daniele esposito ha detto...

miss S&L, quanto ti voglio bene!!!!!


Anonimo: mi pagano sui 1100-1200 al mese più buoni pasto! qualsiasi agenzia di lavoro interinale di milano va bene!!!

Enrico: arriverà!