sabato 19 aprile 2008

in nove capitoli

ho appena ritrovato, sul quaderno che mi ero portato al festival di Sziget (2005) il sommario in nove capitoli del romanzo-cazzata che avrei dovuto scrivere sull'isola e di cui, ovviamente, non si fece nulla, dato che al posto della creatività subentrò l'alcol. Il sommario stesso però è una delle cose più belle che io abbia mai scritto (manca il titolo del romanzo, ci devo pensare):

  1. Non a caso, Superman c'ha le mutande rosse.
  2. Bulli, pupe e Josif Stalin.
  3. Materie, melodie, memorie: ovvero come gli alberi hanno imparato ad amarmi.
  4. Capitolo circa gli strabilianti effetti della pietra Dokrostone.
  5. Uno sporco doppiogiochista.
  6. Camionisti e autostoppisti.
  7. Passione e intrigo nella casa reale.
  8. Poesie con la menta intorno.
  9. Io c'ho le ovaie tigre.
Il genere del romanzo doveva essere Ermetico d'azione, con qualche influsso della tragedia familiare a sfondo sessuale sovietica.
Forse dovrei mettermi a scriverlo, nei prossimi giorni.

2 commenti:

cassandra ha detto...

Posso scrivere il capitolo 3a? "La mia pianta sa aprire il rubinetto:ovvero come la necessità stimola i processi evolutivi."

daniele esposito ha detto...

vai: ho sempre sognato di scrivere un romanzo collettaneo, che ora va anche di moda. secondo me dovremmo decidere i nomi dei personaggi, i titoi dei csapitoli e poi dividerceli uno ciascuno: e alla fine mettere tutto assieme senza mai rileggere. Potrebbe venir bello.