giovedì 6 novembre 2008

cari lettori, saltate questo post, grazie.

nell'eremo grottagliese, a parte leggere l'improbabile e godere della presenza di almeno una parte dei miei libri, non è che io stia facendo molto.
I miei ce la mettono tutta per aumentare la dose di storie assurde che avrei da raccontare, e insisitono a introdurre se stessi in casini variegati e improbabili. Io non riesco neanche a commentare, e quando mio padre mi da la sua versione dei fatti, neanche riesco a fargli notare le illogicità e vicoli ciechi di cui ha già disseminato gli ultimi mesi. Non ho la forza di fargli notare che le soluzioni che mi propone come colpi di genio sono peggiori dei problemi che dovrebbero risolvere. Mia madre non è neanche stupita, mio fratello sembra più scazzato che altro. A me il casino sembra di dimensioni così teratologiche che sbatterei la testa al muro, e non so se l'atteggiamento dei miei sia solo rassegnazione o che.
Trascrivo le cose che mi dicono, cerco di descrivere le facce delle persone che mi fanno incontrare. Almeno sono un campionario di personaggi notevoli. Mio zio Emanuele mi ha fornito ieri alcuni particolari dell'epica della mia famiglia indicibilmente tristi: ma almeno sono cose così lontane che potrò raccontarle senza far finta di essermele inventate.
Non so quanto serva neanche rimuginarci, che già domani sera me ne sarò andato, e la mia influenza su tutto questo sarà pari a nulla.
Che poi l'unico risultato è che scrivo questi post in cui comunque non posso raccontare niente e non si sa a che servono.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao giga.
perdona la sfacciataggine, ma quali sono i casini di cui parli?
è successo qualcosa di grave e/o preoccupante e/o tragico e/o....?
va tutto bene?

ciao

lastrega ha detto...

brutto sentirti così giù...

Anonimo ha detto...

susususu con il morale, veda che alla fine tutto si aggiusta!

coniglio sulla luna

puttana la gelmini ha detto...

abbelloooo!
quando passi da pisa??

daniele esposito ha detto...

cari. passo da pisa presto.
diciamo che di salute i miei stanno meglio. Quando c'è la salute c'è tutto, giusto? tanto va la gatta al largo, etc etc.
vabbè. baci

Anonimo ha detto...

ma la gatta non andava al "lardo"? prché al largo non ci avrebbe lasciato solo lo zampino...e perchè la gatta dovrebbe andare al largo, se odia l'acqua (non parliamo dell'acqua salata)? a meno che non si intenda il "largo" di uno spazi geometricamente non definibile, dove il gatto è funzione dell'uomo, e metafisicamente, della ricerca dell'infinito...ma perchè l'uomo dovrebbe andare all'infinito con una gatta? e dov'è il largo dell'infinito? e l'uomo è largo?
perplesso...ci vediamo a pisa

daniele esposito ha detto...

le mie gatte sono sempre andate al largo. mai viste tornare indietro.