lunedì 28 luglio 2008

giorni non troppo quieti, in breve.

Negli ultimi giorni la voglia di scrivere ha latitato. Un mezzo Achab! giace sulle pagine del mio quaderno degli schizzi, e non avere internet a casa (ancora) non aiuta.
Ecco quindi un veloce e brachilogico consomme' di quello che ho fatto e visto negli ultimi giorni.

Film visti: 4. Di cui per compagnia: 2 (Il diavolo veste Prada e Alta Fedelta') Di cui avevo letto il libro: 1 (Alta fedelta'. Il libro e', ovviamente, meglio, ma non troppo). Di cui ho pensato: "Vabbe', commediuole, ma c'e' di peggio al mondo. Cioe', noi in italia a fare di peggio siamo bravissimi": 2. (Ma se fosse passata la mozione per guardare "Come farsi lasciare in dieci giorni" non credo che il risultato finale sarebbe stato lo stesso). Film soddisfacenti: Lady Vegeance (Meno divertente di Old Boy, ma anche con -un po'- meno buchi nella sceneggiatura e con un finale molto piu' forte, e con della gentaccia nella parte delle vittime). Film non troppo soddisfacenti ma con Kirsten Dunst nuda (endorfine!): 1 (Marie Antoinette, notevole piu' che altro per l'uso della colonna sonora anni ottanta sui balli settecenteschi). Oltretutto la Kirsten Durst ricordava, nei primi dieci minuti di film, un fantasma del passato recente.

Libri Letti: Middlemarch: un po' tediosello. Avevo iniziato a leggerlo dopo che un articolo di Zadie Smith sul Guardian mi aveva informato del suo status di romanzo inglese per eccellenza, e per vedere chi fra lei e Henry James avesse ragione nel dire che Lydgate e' una palla al piede (Henry James per il si', Zadie Smith per il no: per lei Lydgate e' il personaggio medio e adulto in cui tutti ci riconosciamo, per James e' solo un tipo non tanto sveglio e parecchio noioso che riempie gli intermezzi in cui non si parla di Dorothea). Aveva ragione Henry James. Un bel romanzo di trecento pagine su Dorothea sarebbe stato piu' piacevole.
The Boys from Brazil di Ira Levin: niente di che, anzi. Oltretutto e' finito miseramente durante il viaggio di ritorno in Italia, lasciandomi per un'ora e mezzo senza nulla da fare se non leggere Diario (che dopo un inizio quindicinale promettente, sta decisamente scadendo: il numero su Berlusconi e il Viagra era veramente pessimo) o la rivista della Ryan Air, con i fantastici gadget da acquistare in volo. Mi e' sembrato piuttosto di maniera, ma forse negli anni settanta, prima dell'esplosione del mercato della Shoa, la costruzione e i personaggi sembravano piu' originali Comunque, come la maggior parte dei thriller, invecchiato malissimo.
Ghost Story, di Peter Straub (in lettura): consigliatissimo da Stephen King in Dance macabre, per le prime duecentocinquanta pagine regge, anche in virtu' di un prologo spiazzante e inquietante come poche cose lette di recente. Speriamo non si ammosci nel seguito. DI buono e' che ha protagonisti vecchi e cattivi giovanissimi (o addirittura: bambini). I personaggi adulti (in questo caso, anzi, decisamente anziani), con una vita alle spalle di cui non sia necessario sempre raccontare la formazione, sono piu' difficili da creare, e da piu' soddisfazione farli morire male (il vecchio, nella maggior parte dei film/libri si sacrifica o si rassegna, non siamo ancora abituati all'idea che voglia campare anche lui, e piu' degli altri, magari). Persepolis, di Marjane Satrapi: l'avevo letto a pezzi e bocconi un paio di anni fa, ma tutto in una sorsata e' devastante. Lo leggevo nella sala d'attesa dell'aereoporto di Glasgow prestwick, e ogni cinque minuti dovevo alzarmi per fare un giro e fingere di interessarmi al duty free per non mettermi a piangere davanti a tutti. L'occhio lucido comunque mi e' rimasto per tutto il volo. Disegnato benissimo (e chi parla di disegno semplice in Persepolis vuol dire che non ha mai provato a fare un disegno semplice, altrimenti vedrebbe quanto e' difficile con cosi' poche linee creare un mondo perfettamente credibile e un gruppo di personaggi perfettamente riconoscibile - vedi, tanto per dire, la capacita' di Spiegelman di disegnare tutti gli ebrei con la stessa faccia da topo e dare allo stesso tempo un'identita' precisa ad ognuno di loro), scritto e pensato addirittura meglio, anche nelle parti in cui la suddivione per vignette e' piu' classica.
Sul comodino in attesa di essere letto: Mister Blue, Memories of a Renegade, di Edward Bunker. Cane mangia cane e' uno dei romanzi piu' strazianti che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni, e l'autobiografia di Bunker aspetta placida il suo turno. Ho letto solo le prime due pagine, perche' non potevo farcela ad non gustarmi l'incipit. Terremoto=Concepimento dell'eroe: non so se e' piu' cardaniano o sterniano. Sto dilazionando il piacere.

Musica: qui la lista e' piu' lunga. I nuovi dischi di Sigur Ros e Bonnie Prince Billy mi sono piaciuti molto, ma sono incredibilmente allegri. Per i Sigur Ros posso farcela, ma il signor Will Oldham allegro non ce la faccio ancora ad ascoltarlo con continuita': dopo due o tre canzoni mi chiedo sempre cosa gli e' successo (facile immaginare, direbbero il 99% dei miei amici, nonche' della restante popolazione maschile del pianeta terra). Intanto pero' mi sono ri-fissato con gli Slint (Spiderland) e con un vecchio disco di Frank Zappa, Hot Rats, che non ascoltavo da un bel po'. Soprattutto il primo siete invitati a procurarvelo, fa bene alla vostra salute (anche Zappa, ma parto dall'idea che se uno ama Zappa non ha bisogno di sentirselo dire). Consiglio per l'estate: se date feste in terrazzo, magari avete una piscina e servite martini coll'oliva, allora i Last Shadow Puppets (gruppo parallelo del cantante degli arctic monkeys) sono molto adatti: una roba che fa venire voglia di presentarsi come James Bond e ballare con le ragazze ye-ye. Attenzione: l'ascolto sconsiderato puo' farvi venire voglia di iscrivervi al pentapartito, indossare occhiali neri con la montatura spessa e darvi alla lotta armata - oppure di escogitare piani folli e malvagi perlaconquistadimondo (effetto paradosso, of course). Ce ne sono altri, ma rimando, che il tempo stringe.
Ai prossimi giorni per descrizioni meno sommarie.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

lo sapevate che
carlo levi adorava tristam shandy?

Anonimo ha detto...

e un bel chisse?

daniele ha detto...

beh, l'informazione a me serve, la metto nella sezione "trivia" per le sere in cui sono ubriaco con gli amici piu' accultuturati (uno dei quali sostiene da sempre di avere come scopo nella vita quello di diventare un intellettuale da bar).

Elisabeth ha detto...

L' unico film un minimo decente tratto dai libri di Hornby e' Febbre a 90, gli altri fanno veramente pena (e Alta Fedelta' non e' neppure il suo libro migliore per quanto inflazionato).
Marie Antoniette e' fantastico, come fai a sminuirlo cosi'?? Certo non e' all' altezza del Giardino delle Vergini Suicide, ma e' pur sempre un bel film!
Ho quasi paura che a te potrebbe piacere Funny Games (se lo vedi procurati un cuscino comodo).
Visto con lo spirito passa tempo non e' male neppure "Come farsi lasciare in dieci giorni",almeno ti fai 2 risate e sprechi non piu' di mezzo neurone per capire la trama, ma se hai di meglio guarda il meglio.
Se non lo hai ancora visto,guardati Once,ultimo film veramente bello che ho visto, possibilmente in lingua originale perche' c'e' un abisso con la versione Italiana.

daniele ha detto...

Eli: in effetti il film di about a boy (e gia' il libro era non-dignitoso) e' una delle robe piu' tristi (ma non triste teatrale, come diceva Moretti, Triste-triste) mai fatte da hugh grant (era lui, no? e comunque non ho visto molti film con hugh grant, magari ne ha fatte di peggio, io lo collego solo a quattro matrimoni e un funerale). Da quel che ho letto di Funny GAmes mi sembra una cagata tripla, e' molto carino da parte tua pensare che mi piacerebbe. Per quanto riguarda la signorina Coppola: mi e' molto piaciuto Lost in TRaslation (ma la prensenza di Bill Murray offusca il mio giudizio, forse), mentre per le Vergini Suicide ho avuto il problema di aver letto prima il libro di Eugenides (il cui primo capitolo , preso a se', e' perfetto: leggilo, se ti capita), e il film ne ha sofferto. Marie Antoinette insomma... un po' vuotino e in alcuni momenti un po' piu' videoclip di quanto la coppola faccia di solito (ma e' voluto, sicuramente, solo che a me come scelta non e' piaciuta molto). LA Dunst pero' magnifica. Ieri mi sono guardato Spiderman 3 solo per rivederla (ma nei film di spiderman lei e' sempre meno bella che negli altri, chissa' come mai... forse le donano le parrucche settecentesche).

Elisabeth ha detto...

Hugh Grant non ha fatto film decenti, anzi forse in About a Boy si salva.
Per Marie Antoniette credo che ti manchi la visione femminile della faccenda, quella del tipo cht ti fa sciogliere quando vedi becoming Jane, non so se rendo l idea..
Il libro delle Vergini Suicide lo lessi per traviarmi forse prima dei miei 18 anni, quando a vedere quel film non mi ci avrebbero mai mandato. Ti ricordi il videio degli Air con la gomma da masticare cantante, una delle cose piu trash che io ricordi.
In Crazy-Beautiful era decisamente bruttina e il film noia allo stato puro. Dai che in spiderman 2 la facevano apparire come una figona.
Funny Games te lo ho buttato li perche a me non e piaciuto e in genere le cose che mi annoiano mortalmente, a meno che non propriamente orribili, ti piacciono, hihihihi

cassandra ha detto...

Per favore, diciamolo a bassa voce che Diario non è brillantissimo ultimamente, non facciamo cattiva pubblicità. Mi affeziono a quello che leggo e non voglio restare di nuovo orfana dell'unico giornale di carta che ancora compro. Magari è colpa dell'estate! D'estate i giornali sono sempre un po' sottotono...è sicuramente colpa dell'estate...

Quanto mi piace la Satrapi! Anni di ottima gestione dell'emotività sono andati beatamente in vacca leggendo Pollo alle prugne: l'ultima volta che ho pianto così tanto ero ancora minorenne.
Il prossimo Achab! lo vedrò tra qualche settimana, vado in un posto dove un internet point stonerebbe ("moltiplica per due ciò che non c'è e ti farai finalmente un'idea di questo posto" Brodskij :) ).
Parto con Alice Munro, Lea Vergine, le poesie di Pavese e di Saba e poco altro; il libro di Carlo Levi che aspettavo (consigliato da Diario qualche numero fa) non è arrivato(chisse) e le mie scorte sono scarse, confido nella locale libreria che di solito riserva buone sorprese.

Ma ne avessi visto uno dei film che hai citato! È inutile, sono vecchia dentro :)

daniele ha detto...

ah, cassandra! mi abbandoni. vabbe', spero che fino a sera tu ci sia, che' ho dachiederti una cosa via mail. incrocio i ditini.
(no, io direi che i film di quello coreano meritano: un po' violentini, forse, ma belli.). Anche tu hai pianto sulla Satrapi? meno male, pensavo che la mia emotivita' fosse fuori controllo, e si' che di solito sono sensibile come una pianta grassa.

daniele ha detto...

eli: la faccenda di becoming jane non ha dissipato la mia ignoranza,semmai l'ha resa piu' evidente (lo guardero' solo per capire cosa non capisco dello spcifico femminile). Del video degli air ho un ricordo vago, ma da domani you tube mi ridara' la possibilita' di rivederlo (insieme alla scena della separazione tra mirko e licia in "Teneramente Licia" con Cristina D'Avena...). Grazie per il consiglio (ONce), lo vedo appena possibile!

Elisabeth ha detto...

Mettiamola cosí dovresti avere una certa idea Vittoriana del sentimento amoroso.
Per favore cambia droga, Cristina D'Avena non la tolleravo neppure al liceo, e Licia & Co. era uno dei pochi programmi televisivi che ispirava violenza immotivata nella gente, con uno dei bambini piú brutti e idioti che la tv abbia potuto mandare in onda.
Se proprio devi, buttati, che ne só,su La Leggenda di Hokuto, che un pó di sano Kenshiro non guasta!