lunedì 19 maggio 2008

la mia vita in newton street

La mia vita in Newton street e' un chiaro esempio dell'influenza dei condizionamenti culturali sulla percezione della realta'. Laddove io infatti vedo intollerabile mancanza di igene, i miei nuovi coinquilini intravedono un leggero disagio, una difformita' dalla condizione cui nella casa materna erano stati abituati, un velo misterioso, ma odoroso e appiccicoso, a volte marcescente, tra loro e gli oggetti.
Se la mia stanza non finisce di riempirmi di gioia, le condizioni della cucina al mio arrivo mi hanno spinto a comperare l'unico detergente sulla cui confezione viene assicurata la capacita' di debellare la salmonellosi. Nei due giorni successivi alla mia opera di pulizia, la situazione si e' pero' pericolosamente riavvicinata alle condizioni iniziali, e la mia chiacchierata con il coinquilino fashion (muscoloso, francese, amante della dance; l'altro e', credo, un nordico un po' panzuto e occhialuto che finora ha prodotto - da me udibili, per lo meno - solo rutti e sporadiche risate e, subito dopo il rutto con cui mi ha accolto in casa, anche il suo nome. Io pero' ero tramortito dalla novita' e non sono riuscito a capire come si chiami) mi ha confermato che essi si' avvertono il disagio principale della cucina (il lavello semi-intasato in cui loro continuano a buttare cibo, formando un poco simpatico strato di melma), ma lo attribuiscono al fatto che il lavello non abbia uno scarico di quarantacinque centimetri di diametro. Sto cercando di far passare l'idea che effettivamente loro hanno ragione, ma magari, per adesso, fintanto che questa cosa non si risolve, possiamo adattarci e buttare i resti di cibo nel secchio della spazzatura. Spero che la strategia abbia successo. Anche perche' il resto della casa - persino il bagno - va piuttosto bene.
Ho solo bisogno di un consiglio da voi, cari lettori: vivaddio ne' nella mia camera, ne' in bagno, ne' in cucina c'e' la moquette, ma in corridoio si'. Quindi: come diavolo si pulisce la moquette?

15 commenti:

Anonimo ha detto...

la moquette non si pulisce.
è progettata e costruita per accumulare indefinitamente lo sporco, la polvere, ed in alcuni casi, i più fortunati, può dare asilo a Ebola, Peste bubbonica e Morbo di Creutzharmendertilgenfar

Anonimo ha detto...

Una latta di napalm (puoi usare il detergente di cui sopra se c'è del palmitato di sodio dentro) e un cerino.P.

Anonimo ha detto...

Una latta di napalm (puoi usare il detergente di cui sopra se c'è del palmitato di sodio dentro) e un cerino.P.

Betty ha detto...

Si usa l'aspirapolvere, poi, una o due volte l'anno usi un apposito detergente in polvere, che esegue il lavaggio a secco: lo spargi bene bene, lasci riposare e poi aspiri, sempre con il vacuum cleaner.
Per la cucina é bene tu ti doti di un bel flacone di bleach (meglio se in gel, che poi se schizza ti rovina i vestiti), mentre per lo scarico le possibilitá sono molteplici in quanto, pur dotandovi di uno scarico di 45 cm, alla fine si si intaserebbe anch'esso, dato che 45 cm non é un grandezza infinita, cosí hai 2 opzioni: indici una colletta e acquistate un tritarifiuti, o comprate un semplice filtrino di plastica da porre sopra lo scarico del lavello (30 cent dal ferramenta un poco di piú al supermercato) e quando il filtro é pieno lo pulisci sgrullandolo nel cestino della spazzatura, ma gli scarichi non si otturano.
Ti avevo avvisato che piú vai a nord piú si perdono alcune basilari nozioni inerenti la pulizia, ma in fondo sei fortunato: incasa siete solo in 3! :-)

Anonimo ha detto...

metodo apocalisse imminente.

di solito si fa così: si individua un tipo particolarmente adatto all'uopo (in questo caso mi sembra ottima la scelta del coinquilino nordico-panzuto, che - tra l'altro - ruttando è utile anche per rimuovere foglie secche e cose del genere dai parchi pubblici) e si inizia con il soggetto un lento e subdolo assedio psicologico volto a fargli venire il sospetto che la fine del mondo è imminente. voci bisbigliate nella notte, santini lasciati casualmente qui è là, bamboline vodoo con spilloni conficcati e altre amenità che possano incrementare progressivamente l'ossessione che l'apocalisse è a un tiro di schioppo. il tipo, preso dal rimorso e dalla vergogna per la sua vita indecorosa - che lo consegnerà ad almeno cinque o sei gironi infernali - e pressato dallo stress di attendere il fatidico ultimo giorno del giudizio finale, preso da convulsioni, strappandosi gli abiti, si getterà per terra, rotolandosi come un ossesso. a quel punto è giusto ed appropriato indirizzare la laida massa d'uomo verso il corridoio, dove il grasso epidermico e l'irsuto pelame, agitato e rivoltato, daranno l'esito sperato, asportando e apprendendo tutto lo sporco della moquette e, con meraviglia, ridonandole l'originale colore verde-muschio-marron-beige-cielo-al-tramonto-infuocato che aveva un tempo. tu provaci e poi vedrai - come dice il somme esperto vernacolare - se non mi rammenti.

marco

daniele ha detto...

la soluzione napalm, nella sua variante morettiana dell'alcol etilico, mi sembra la migliore. Comunque, sembra che la moral suasion stia ottenendo i primi risultati sui gioiosi coinquilini.

lastrega ha detto...

Mi associo a Betty per la grandissima preparazione in economia domestica (da buona casalinga disperata quale sono non avrei saputo consigliarti di meglio)ma io propenderei per una soluzione più azzardata...la fuga!

Anonimo ha detto...

Mi associo anch'io all'ipotesi napalm. Un anno fa ho convinto i miei genitori, dopo lunghe maratone di suasione morale a base di fosche previsioni sulla decadenza igienica e sanitaria del mondo occidentale, a sradicare la moquette verde che ammorbava il soggiorno e i corridoi del piano camere della casa in montagna. Tra l'altro, visto che quella casa va a caminetti, gli avevo fatto notare la pericolosità delle braci che periodicamente saltellavano allegramente scoppiettando oltre il parafiamma, bruciacchiando qua e là la moquette degli anni settanta, dotata di un tasso di infiammabilità pari a 70 (dove 0 è l'acqua e 100 il nostro amico Guri di fronte alla pagina dei concorsi da ricercatore del sito miur). Ora la casa in montagna è dotata di un meraviglioso pavimento in legno morbido, talmente delicato e costoso che mio padre ha minacciato di morte e distruzione chiunque osi graffiarlo prima della fine dell'era Berlusconi...

daniele ha detto...

ahimè, la fuga per sei mesi non è possibile! la moral suasion dovrà vincere.

Anonimo ha detto...

considerato il contesto socio-psicologico, consiglio di bardarti con gonnellino e spadone a due mani. meglio se indossi degli orecchini a pendaglio e un elmo cornuto, servirà a farti sentire a casa. e beviti una pinta di glennfiddich. e se ancora non hai capito chi ti commenta, che il verme solitario di loch ness ti colga...

daniele esposito ha detto...

se avevo qualche dubbio è solo perché non hai ancora usato la parola "campo"

Anonimo ha detto...

sono risentito per i commenti sulla mia infiammabilità.....

comunque io proporrei una terza ipotesi: fottitene, anzi datti da fare per peggiorare la cosa. Tipo provare a buttare in giro cicche di sigarette (ottimo motivo per cominciare a fumare sul serio), lasciare in giro barattoli di birra semivuota che immancabilmente si rovesceranno, riporre scatole di cereali aperte sull'angolo del tavolo per far si che cadano e si rovescino.

Dopo un po', vedrai, ti faranno il culo per il casino. Saranno quindi costretti a darsi una mossa per essere credibili. Oppure, vivrete allegramente in un laboratorio per armi biologiche; il che comporta però il rischio di una guerra preventiva....

aloha

Betty ha detto...

Prova a spaventarli come segue: vai da un forniture per parrucchieri e compra un flacone di acqua ossigenata della più alta concentrazione che trovi (l' ideale sarebbe l' 83.5, ma lo produce solo un' industria farmaceutica svizzera e se lo fà pagare un sacco), poi lo fai reagire con il gas della cucina (metano) fà un botto grosso (ci si mandano in orbita i satelliti così), ma il prodotto di reazione, a parte un gran calore è acqua, certo poi devi asciugare tutto, ma vuoi vedere se poi non ti ascoltano.. :-)

Betty ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
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