lunedì 29 settembre 2008

sport, tits and funny shit

(e' la stampa, bellezza)

Scriverne su un blog non e' il modo migliore per avere un vizio segreto, ma questo e' un vizio segreto che va condiviso.
Da quando sono nel regno unito mi sono nutrito spesso e volentieri della stampa locale. Da bravo radical chic quale sono mi sono pero' limitato fino a ieri ai giornali seri, al Guardian, all'Indipendent o al Times. Toh, mi sono spinto giusto fino al Sunday Telegraph e al suo meraviglioso inserto culturale (prima pagina dell'inserto, recensione della biografia di una tizia della prima meta' del novecento, titolo dell'articolo: "La zoccola del secolo").
Ieri invece ho messo da parte la puzza sotto il naso e dopo un'infruttuosa ricerca dell'Observer in tutti i newsagent aperti, ho finalmente scoperto il McSweeney inglese, l'Oulipo britannico: il SUNDAY SPORT, un quotidiano che ha per motto "Sport, tits and funny shit!".
Ora, voi tutti penserete che si tratto di un orrido tabloid, con articoli inseriti giusto per far respirare le tette delle signorine ritratte. Ebbene, non e' cosi'. Gli articoli sono sublimi esercizi di stile, e mi riesce difficile credere che ogni giorno possano esserci articoli di tale qualita', e sempre diversi. Ma tanto ho deciso che lo comprero' il piu' spesso possibile, e vi terro' informati (mi manca un po' Cronaca qui edizione milano).
Il numero di ieri aveva tra le notizie fondamentali (1) un'inchiesta sulla correlazione tra la suoneria della rana e l'insano gesto del tizio finlandese della strage a scuola, (2) la storia del rabbino feticista dei piedi beccato mentre cercava di rubare sei paia di calzini (nuovi) nascondendoli sotto al cappello, (3) il cane che chiamava i telefoni porno mentre il padrone era al lavoro (e il padrone se ne e' accorto solo quando e' tornato a casa e l'ha scoperto che ansimava sulla cornetta del telefono. Non si sa quali siano state le reazioni della signorina all'altro capo del telefono), (4) la triste storia di un uomo che riesce a farselo venire duro solo ascoltando il musical della Guerra dei Mondi.
Questa storia merita un approfondimento, perche' e' una storia, alla fine, piena di speranza: "Benche' abbia gia' perso la fidanzata, Chris sta guardando al lato positivo delle cose. Ci ha detto: "E' un disco veramente lungo, quindi posso andare avanti anche per delle ore. Non so perche' mi succeda con la Guerra dei Mondi e soltanto con la versione musical. Ho visto il recente film con Tom Cruise e non mi e' successo niente, neanche barzotto""(originale: I saw the recent film with Tom Cruise and I got nothing - not a sausage).
Il pezzo migliore, soprattutto per la chiusura dedicata al comunicato delle forze dell'ordine, e' pero' quello sull'Harry Potter pervertito (Potter Perv Flashes Wand at Students). Traduco malamente:
"Sara' anche il mago piu' famoso del mondo, ma Harry Potter e' diventato anche fonte di ispirazione per uno sporco esibizionista. [...] Il pervertito dicono assomigli a una versione grassa e adulta del maghetto e ha sventolato la sua bacchetta di porco a 17 donne nel corso dell'ultimo mese.
La polizia ha avvisato che, sebbene il personaggio fittizio sia un giovane dall'animo gentile, il suo sosia sovrappeso con pisello sventolante e' del tutto diverso" [his overweight, dick-waving lookalike is anything but].
La polizia di Hiddersfield sta aumentando il numero degli agenti nell'area, nel tentativo di arrestare il grasso, sbavante e occhialuto uomo-bambino. Stanno anche pensando di far pattugliare un sosia di Voldermort, il nemico di Harry Potter nei best sellers, sperando che si arrivi alla resa dei conti.
[...]
Una fonte della polizia ha dichiarato: "Stiamo prendendo questi incidenti molto seriamente. Per adesso si e' accontentato giusto di sventolare la sua bacchetta in giro. Ma presto potrebbe decidere di farci anche degli incantesimi, ed e' in quel momento che cominciano i problemi".

Ho deciso qual'e' il mio prossimo lavoro.

giovedì 25 settembre 2008

nessuno mi dice niente (a proposito dell'avanguardistica ricerca del brutto nella canzone "Gioca con me")

Ma come, il SOMMO VASCO scrive quello che a ragione mi sembra di poter ritenere uno dei pezzi piu' brutti degli ultimi VENTI ANNI e nessuno mi dice niente?
Questo e' persino peggio de "La storia di Piera" dei Prozac Plus.
E il video col culo e lui che sbava tra un'inqudratura e l'altra e' geniale (come il fatto che Slash abbia preso i soldi per suonarci su ma non per mettere la sua faccia anche nel video).
Meno male che c'e' IUTUBB, per noi espatriati.

mercoledì 24 settembre 2008

Backside to the Future 7 / Le regole di inclusione (parte prima)

(qui le puntate precedenti)

Le regole di inclusione nella comitiva del Gabbiano non sono mai state esplicitamente dichiarate, ma a posteriori non e’ troppo difficile individuarle.
Il nucleo originario della comitiva, almeno fino al mio secondo o terzo anno di universita’ (otto anni almeno, dunque, fino alla grande diaspora) era composto da me, Tiziano, Vincenzo, Alessandro Manigrasso (da indicare sempre con nome e cognome, benche’ non ci fossero omonimi), Capuano (da indicare sempre e solo tramite il cognome, a parte i periodi in cui si decideva di utilizzare alcuni sceltissimi pseudonimi: Moana -il piu’ duraturo-, Capuasca, Orgia e il mio preferito, ovvero Andrew Dements), Luciano (indefinito, ma era anche difficile da disegnare, e anche da descrivere. La cosa che lo distingueva di piu’ era il suo povero cane Tex, fatto restare vergine fino alla morte perche’ senno ‘ "si disaffeziona").
Il secondo anno di liceo si unirono in pianta stabile Enrico, Piero Mariella (anche lui, chissa’ perche’, quasi mai in possesso di un nome e cognome indipendente) e, piu’ defilato, il Cargiuli; fu durante una gita in cui quelli fighi limonavano o almeno ci provavano (quelli fighi, tra maschi e femmine erano in tutto 4 persone), e quelli sfigati diventavano amici fraterni prendendo per il culo la figlia adottiva della professoressa di inglese. Costei si chiamava Ernestina, dimostrava il triplo dei suoi anni (36 invece che dodici), un merletto ornava ogni orlo del suo vestiario ed era di poche parole. Essere la figlia adottiva di una integralista cattolica oltretutto non la aiutava ad avere un rapporto sereno col mondo.
A mia discolpa posso dire che era la terza occasione in cui la vedevo, e che nelle prime due avevo persino cercato di farci amicizia, l’avevo difesa dalle prese di culo degli altri, avevo cercato di farla integrare. Senza successo, che’ lei se ne era uscita comunque con delle frasi di rara stronzaggine. A posteriori so che non era colpa sua, che essere acidi a dodici anni e con una famiglia del genere e’ il minimo che una ragazzina possa fare per restare sana di mente, ma a mia discolpa va detto che io avevo quindici anni e che a quindici anni notoriamente non si capisce un cazzo, e quindi avevo gia’ fatto troppo.
Comunque, prendere per il culo Ernestina e commentare le canzoni dei Metallica fece nascere un’amicizia decennale, che’ io mi ero avvicinato a quei tizi la’ solo perche’ ascoltavano Fade to Black, da Ride the Lighting
(Che poi, i Metallica, mio dio, si possono passare ore a parlare dei Metallica? Qualche estate fa dei miei amici passarono una notte a parlare dei Tool, e una notte di capodanno a parlare dei Radiohead. Nel primo caso mi sono addormentato, nel secondo mi sono aggregato al gruppo di quelli che si alcolizzavano. Ma i Metallica! L’ultimo che ho visto parlare dei Metallica cosi’a lungo e’ stato Giampiero, una notte di ferragosto, mentre guardava le stelle provandoci con una. O almeno: noi pensavamo ci provasse, solo che ogni tanto carpivamo brandelli di conversazione "No, perche’ l’assolo di Kirk Hammett dentro ... And Justice for All ....").
Poi, nel nucleo centrale c’era Coco’ Curlacci, che ora ha preso I voti ed e’ don Coco’, e Attilio.
E poi un sacco di gente non sembrava c’entrarci niente con noi e che veniva ammessa, e gente che voleva entrarci e che ostracizzavamo senza pieta’. Di questi parlo la prossima volta.

lunedì 22 settembre 2008

GET ANGRIER! (La cosa migliore letta oggi, e Veltroni dovrebbe mandarla a memoria, come minimo. Ma forse non servirebbe neanche)


Aaron Sorkin (di cui mai ho visto una serie, ma DEVO farlo, a questo punto) ha scritto una cosa bellissima sulle presidenziali americane e su quello che Obama dovrebbe fare, per non lasciare il potere ad un vecchio rintronato e ad una che "crede che i flinstones siano basati su una storia vera". Matteo Bordone si e' preso la briga di tradurre la parte piu' importante del dialogo immaginario, per quelli di voi che sono piu' pigri.

giovedì 18 settembre 2008

le grandi conversazioni mattutine andando all'IBM

Scena: fermata dell'autobus.
Personaggi: l'Esposito e una Innominata Collega.
Antefatto: da due giorni ci sono i Megadirettori Galattici in giro per l'azienda. Essi fanno domande, chiedono pareri e a volte invitano a cena gli sventurati. Inoltre rendono il cazzeggio (ma anche il lavoro) molto meno rilassato.

Esposito: Che palle, ci sono ancora Quelli in giro, oggi.
Innominata Collega: Magari ci invitano a cena.
Esposito:Bah, io non e' che ci tengo parecchio ad andare a cena con un gruppo di sessantenni.
IC: Gia', come minimo sono rettiliani.
Esposito: [Tra se', mentre esplode in una sonora risata] Beh, dai, forse questa qui l'ho considerata male, io pensavo che credesse a tutte le stronzate piu' galattiche, dai fiori di Chopin alla origine sarda dei Simpson*, invece fa anche dell'IRONIA.
Esposito: [ad alta voce, ora] Gia' oppure sono seguaci di Xenu.
IC: Chi?
Esposito: dai, Xenu, il cattivo secondo Scientology. [Di fronte alla faccia di lei perplessa, la rincorsa al cazzeggio presa dall'Esposito perde di slancio] No, niente, dai, era solo per dire una cazzata di livello maggiore o uguale a quella dei rettiliani.
IC: [serissima] Ma io ai rettiliani ci credo.

SIPARIO.

*[ I Simpson sardi: l'IC e' sarda, e durante una pausa pranzo ha raccontato la seguente verita' a noi nascosta dalle multinazionali: i Simpson sono una creazione di un pizzaiolo sardo. C'era questo pizzaiolo sardo a Los Angeles che faceva le pizze con le facce di Homer, Marge, Bart, etc. Ad un certo punto l'avvocato di Matt Groening ha ordinato le pizze da lui, ha fiutato l'affare e ha chiamato Matt, consigliandogli di rubare i personaggi all'inventivo pizzaiolo, e di registrarli a suo nome. Nonostante le cause intentante dall'intrepido pizzaiolo sardo, il perverso sistema legale americano non ha voluto riconoscere la Verita'. Rimane dubbio, nel racconto di IC, se Groening abbia rubato alle pizze anche il carattere dato ai personaggi e le sceneggiature dei fumetti e delle storie]

lunedì 15 settembre 2008


e' semi ufficiale, ho un editore e qualcosa che assomiglia ad una deadline.

dovrei iniziare a scrivere, per essere a cavallo.

giovedì 11 settembre 2008

due giri post estivi intorno al mio ombelico

Non abito piu' nel flat piu' sporco dell'universo: mi sono finalmente spostato in 201, Finnart Street, nella enorme e meravigliosa casa di un tizio che prima lavorava all'ibm ma ora fa il postino. Costui e' alto, ominosessuale, fidanzato con un medico londinese e londinese anch'egli: pulisce moltissimo (tutto quello lasciato in giro viene afferrato e rimesso a posto da costui, scatenando sensi di colpa finora provocati solo dalle pulizie conpulsive della mia mamma) e ama i cani e i gatti (presenti nella casa 2 cani, Charlie e Buster, e una gatta, Niko). Gli altri due coinquilini sono un tedesco (Bjorn), che in casa sfoggia sempre boxer dalle tinte psichedeliche, e una francese (Aline) che invece indossa continuamente foulards. Sembra che lo facciano apposta per essere disegnati e messi in un fumetto.I due sono fidanzati ma dormono in stanze diverse. La casa ha un bel giardino sul retro ma soprattutto un meraviglioso salone vista mare. Me la sto godendo (e oltretutto mi sembra di abitarci da solo con Jamie, il padrone di casa, dato che Bjorn e Aline passano le ore chiusi nelle loro camere. Nelle loro rispettive camere).
Al lavoro va bene: dopo essere stato omaggiato con del pessimo whisky in quanto impiegato del mese, la vita non riserva eclatanti sorprese. Non mi annoio neanche troppo, pero', e quindi per adesso si puo' andare avanti cosi'.
Durante l'estate sono stato a Oban, patria del whisky e del fish and chips, ma mi sono rifornito solo del primo dei due prodotti tipici: vantaggio di fare un viaggio con tre -quasi- astemi: su otto whisky gratuiti totali nella visita alla distilleria, sono stato "costretto" a berne sette. Sul momento non mi e' sembrato neanche di ubriacarmi, ma il mattino dopo avevo un inspiegabile mal di testa.Il nord della Scozia rimane ancora da visitare, dato che Oban e Edinburgo sono ancora i posti piu' lontani in cui sono andato. Uno dei greenockiani, pero', Mister F. Altomare, ovvero colui che forse mi riparera' il computer, ha appena comprato una enorme Volvo meravigliosamente anni 80, e si spera in viaggi autunnali. Per il resto, sto bene: leggo (anzi, rileggo Underworld di Delillo ma in lingua originale, in questo periodo. Non ci capisco quasi niente, tra l'altro, non ho capito se perche' le prime 50 pagine parlano di baseball - di cui non so niente - o perche' il vocabolario di Delillo non e' paragonabile a quello di J.K. Rowling); ho ripreso a correre (all'interno della palestra dell'IBM, che e' in realta' e' un corridoio riadattato con due o tre macchinari che rubano tutto lo spazio vitale [ha il vantaggio pero' di essere gratis], che' a farlo fuori ho paura dei diluvi improvvisi); mi godo le festivita' locali (l'altra sera sono andato alla festa vikinga a Largs, una delle robe piu' noiose cui abbia mai assistito, nobilitata solo dalle facce e dalle barbe dei tizi del luogo che facevano da figuranti); penso sempre a disegnare ma lo faccio pochissimo (tranne le caricature dei miei colleghi, come a scuola); quando posso faccio enormi passeggiate (domenica mi sono fatto la vecchia strada per Largs, una stradina di montagna larga quanto una pista ciclabile, circondata dal verde, dai ruscelli, ma soprattutto da moltissime pecore e vacche, per tredici miglia in lunghezza e a perdita d'occhio in larghezza).

Non riesco ancora a capacitarmi di quanto qui il cielo sembri basso.