martedì 8 marzo 2011

I FILM CHE RIVEDO PIÙ SPESSO - Il Grande Lebowski - Fargo

(Sempre l'ottimo STEFANO, questa volta in versione amarcord. Enjoy)

I FILM CHE RIVEDO PIÙ SPESSO

( uno strappo alla regola; sono film che ho visto in passato e che recupero perché quelli nuovi che ho visto non sono uniti da alcuna traccia, e non vale come traccia, anche se meritevoli di menzione tipo Scott Pilgrim vs. the world, e non ho avuto tempo e voglia di vederne altri. Delle recensioni scongelate ecco. )

IL GRANDE LEBOWSKI – USA 1998, 117’. Regia di Joel & Ethan Coen. Non so neanche quante volte l’avrò rivisto, più di dieci sicuro, tanto per essere chiari sulla salute mentale di chi scrive. Per peggiorare la situazione dirò che rido praticamente con la stessa intensità delle stesse battute. Lebowski, anzi, il drugo (in inglese è dude, bellimbusto, elegantone dalle mie fonti; quindi non saprei dire se la traduzione è stata fatta bene o male, io ho acquistato un soprannome e un personaggio del cuore. Per dire i drughi di Burgess vengono da droog o drug, termini usati per dire “amico”. Insomma o chissenefrega oppure al momento altro non so) è il protagonista di una vicenda che non sto a raccontare perché è pieno il web di siti, comunità di fan, gente che si raduna in festival in suo onore, ricette del “white russian” ecc. Per me non è più soltanto un film, è parte attiva dei miei ricordi, ogni scena o battuta stanno lì per spuntare fuori e farmi ridere in diversi momenti quotidiani (non so se sia salutare o meno, o indice di qualcosa che non va) come uno scemo assieme agli amici. Lebowski è un equivoco andato in collisione con una palla da bowling in mezzo a una pista di personaggi sciroccati, nichilisti, tutti o quasi al verde, in cerca di una valigetta piena di soldi.

FARGO – USA 1996, 98’. Regia di Joel & Ethan Coen. Eh sì, sempre loro, fare due film così, uno dietro l’altro, e poi quelli che verranno! Cambio di scenario, di atmosfere, di parole date e dette. Altro che Los Angeles, qui siamo in Minnesota e fa un freddo cane, sempre. Un uomo in difficoltà economiche e soprattutto schiacciato dalla presenza del suocero (uno stronzo fatto e finito a dire il vero) pensa bene di farsi rapire la moglie da due tipacci (uno è Steve Buscemi, e qui secondo me ci sta bene una parentesi: penso che l’accoppiata volto di Buscemi\voce del doppiatore nostrano siano la perfezione, quindi stavolta e devo dire anche per “Il Grande Lebowski” viva il doppiaggio) così da dividere il riscatto estorto al suocero. Ovviamente sarà un gran macello. Pare che la storia sia anche successa veramente ma poi non è tanto questo il punto. Quelle che mettono in scena i Coen in questi film (“A Serious Man” metterà ancora più a fuoco il tutto)  sono vicende di uomini che compiono cazzate su cazzate, poi ci sono scenari surreali e inverosimili come ne “Il Grande Lebowski” oppure una decina di morti come in “Fargo”, o ancora una vicenda tutto sommato piatta come in “A Serious Man” di cui magari parlerò (l’ho visto una volta sola e non sono così bravo).

In definitiva ho scritto meno di quel che vorrei ma più o meno si capisce, quando sarà la volta di “A Serious Man e “Non è un paese per vecchi” magari cercherò di guadagnarmi la pagnotta come uno vero.

Voto:  volete più bene a mamma o a papà?

3 commenti:

Enrico ha detto...

Io mi interrogherei piuttosto sulla sanità mentale di chi ha visto Il Grande Lebowski meno di dieci volte.

frogproduction inc. ha detto...

beh, per conto mio penso di essere fermo a tre massimo quattro!

insorgere ha detto...

io credo di esser arrivato a 6, sia in italiano che in inglese.

cmq ieri ho visto il grinta, notevole