domenica 29 marzo 2009

poesie in forma di nota /3

Uno o due secondi di silenzio
[quasi assoluto],
prima che i pensionati,
affezionati frequentatori della prima fila*,
facciano esplodere l'applauso.
Uno o due secondi - dal momento in cui
la “ballerina”**
si sbarazza delle mutandine azzurre, o verdi o viola o rosse***, ma già minuscole,
[ipocrite]
che fino ad ora l'hanno protetta.

Più che l'entusiasmo,
ti stupisce quella pausa:
non è sorpresa, ovviamente,
ma forse l'età tarda, i riflessi lenti,
il timore d'essere i primi
a battere le mani. Anche a te, però,
che rispetto a loro
credi di provare meno contentezza****,
per quell'ultimo secondo,
[o due]
la ballerine non sembrano completamente nude.


*ci sei entrato per caso,
così mi racconti,
ma dici che è evidente che siano del luogo.
Uno di loro ti ha persino scacciato da un posto
perché era il suo,
e tu ti sei perso uno degli spogliarelli
(fino all'emergere dei capezzoli, momento in cui
la tua attenzione è ritornata vigile)
a pensare da quali segni
avresti dovuto capire,
a quali conclusioni arrivare.

**gli eufemismi
-che continui ad usare- non rendono la storia più raffinata.
E comunque ballava, non è tecnicamente falso,
mi dici.

***dei colori, dici, non sei sicuro, non
nella luce falsa di quel posto:
l'unica cosa vera sembrava il bar,
mi dici,
ma non il barista, che pareva a disagio,
unico maschio non pagante, ma calvo,
o quasi:
come tutti.

**** senza contatto fisico,
ci tieni a precisare, a te l'entusiasmo resta negato,
ma ai vecchietti davanti è dato toccare,
e un po' ti rode,
d'aver ceduto il posto.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

POESIA IN FORMA DI ROTA

daniele esposito ha detto...

anche. appena finisco questa silloge.