domenica 25 agosto 2013
MIKROKOSMOS
Sylvain Chauveau - Un autre Décembre ( 2003 )
Molto del piacere che c’è nell’ascoltare questo disco credo stia nel suo tirarsi indietro, non solo nella sua breve durata, poco meno di mezz'ora ( le singole tracce sono brevi anch’esse ), che dà modo alla semplicità delle composizioni di risultare sempre azzeccata. Saper dunque chiudere al momento giusto. È un disco di pianoforte solo, con aggiunta di pezzi elettronici e di suoni ambientali. Le tracce elettroniche sembrano intermezzi, somigliano a volte a delle macchine inceppate, a volte creano un’ambientazione scura. Un accostamento insolito con il pianoforte, che insieme ai suoni ambientali rende più completo il tutto. Sono dei particolari che impreziosiscono il disco come se fossero piccole storie raccontate in musica. Ci sono situazioni più fantastiche, che sembrano parlare di mondi lontani, di viaggi nello spazio; oppure più famigliari, come una partenza all’aeroporto. Il pianoforte è dolce, delicato, malinconia o cupezza sono sempre stemperate dall’incedere lento e aggraziato. Poche note, melodie accennate e ripetute che poi si fermano, si sospendono per lasciare risuonare piccoli accordi. È un disco notturno, di una notte che lascia spazio alle riflessioni, ai sogni ( forse anche ai rimpianti ), alle possibilità.
Lo si può ascoltare qua
martedì 16 luglio 2013
venerdì 12 luglio 2013
IL MONDO NUOVO

Questo film ( la scheda ) è stato trasmesso ieri, 11 Luglio, giorno del ricordo di ciò che avvenne nel 1995 ( per approfondimento ). Un film fatto di donne, le superstiti che raccontano le loro vicende impossibili da raccontare. L'aspetto principale è il dissidio interiore fra la possibilità di mettere una fine a ciò che è successo e la necessità di sperare che i propri cari scomparsi ritornino, dal momento che i resti ( le ossa ) dei figli e dei mariti o degli altri vicini sono stati occultati. Fondamentale dunque il lavoro che si svolge nei laboratori dove le ossa ritrovate vengono analizzate ( anche qua sono donne le analiste dei laboratori ). Non c'è molto da aggiungere, credo, se non come fa il regista alla fine, dire che il suo lavoro lo ha fatto anzitutto vivere con le persone intervistate, per compiere un'esperienza prima ancora che un'opera.
Non so se il film sia recuperabile sul sito di raitre, ce n'è una versione con i sottotitoli in inglese, stranamente a colori, dato che il film è in bianco e nero.
lunedì 10 giugno 2013
CORRISPONDENZE
Da Dialogo di Porfirio e di Plotino di Giacomo Leopardi
...Viviamo, Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Sì bene attendiamo a tenerci compagnia l'un l'altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita. La quale senza alcun fallo sarà breve. E quando la morte verrà, allora non ci dorremo: e anche in quell'ultimo tempo gli amici e i compagni ci conforteranno: e ci rallegrerà il pensiero che, poi che saremo spenti, essi molte volte ci ricorderanno, e ci ameranno ancora.
L'opera completa è qua
...Viviamo, Porfirio mio, e confortiamoci insieme: non ricusiamo di portare quella parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostra specie. Sì bene attendiamo a tenerci compagnia l'un l'altro; e andiamoci incoraggiando, e dando mano e soccorso scambievolmente; per compiere nel miglior modo questa fatica della vita. La quale senza alcun fallo sarà breve. E quando la morte verrà, allora non ci dorremo: e anche in quell'ultimo tempo gli amici e i compagni ci conforteranno: e ci rallegrerà il pensiero che, poi che saremo spenti, essi molte volte ci ricorderanno, e ci ameranno ancora.
L'opera completa è qua
domenica 9 giugno 2013
CORRISPONDENZE
Dalle lettere di Leopardi
A Carlo Leopardi
Bologna 30 Maggio 1826
…Sono entrato con una donna ( fiorentina di nascita, maritata in una delle principali famiglie di qui ) in una relazione, che forma ora una gran parte della mia vita. Non è giovane, ma è di una grazia e di uno spirito che ( credilo a me, che finora l’avevo creduto impossibile ) supplisce alla gioventù, e crea un’illusione meravigliosa. Nei primi giorni che la conobbi, vissi in una specie di delirio e di febbre. Non abbiamo mai parlato di amore, se non per ischerzo, ma viviamo insieme in un’amicizia tenera e sensibile, con un interesse scambievole, e un abbandono, che è come un amore senza inquietudine. Ha per me una stima altissima; se le leggo qualche mia cosa, spesso piange di cuore, senz’affettazione; le lodi degli altri non hanno per me nessuna sostanza, le sue mi si convertono tutte in sangue, e mi restano tutte nell’ani,a: ama ed intende molto le lettere e la filosofia; non ci manca mai materia di discorso, e quasi ogni sera io sono con lei dall’avemaria alla mezzanotte passata, e mi pare un momento. Ci confidiamo tutti i nostri secreti, ci riprendiamo, ci avvisiamo dei nostri difetti. In somma questa conoscenza forma e formerà un’epoca ben marcata della mia vita, perché mi ha disingannato del disinganno, mi ha convinto che ci sono veramente al mondo dei piaceri che io credeva impossibili, e che io sono ancora capace d’illusioni stabili, malgrado la cognizione e l’assuefazione contraria così radicata; ed ha risuscitato il mio cuore, dopo un sonno anzi una morte completa, durata per tanti anni…
A Teresa Carniani Malvezzi
Bologna 30 Ottobre 1826
Contessa mia, l’ultima volta che ebbi il piacere di vedervi, voi mi diceste così chiaramente che la mia conversazione da solo a sola vi annoiava, che non mi lasciaste luogo a nessun pretesto per ardire di continuarvi la frequenza delle mie visite. Non crediate ch’io mi chiami offeso; se volessi dolermi di qualche cosa, mi dorrei che i vostri atti, e le vostre parole, benché chiare abbastanza, non fossero anche più chiare ed aperte…
Recanati 18 Aprile 1827
…Né anche vi domanderò nuove di voi: perché spero che presto potrò dirvi a voce tutto quel che vorrete sapere, e domandarvi tutto quello che vorrò saper io. Intanto amatemi, come certamente fate, e credetemi your most faithful friend, or servant, or both, or what you like.
Ad Antonio Papadopoli
Bologna 21 Maggio 1827
…Come mai ti può capire in mente che io continui d’andare da quella puttana della Malvezzi? Voglio che mi caschi il naso, se da che ho saputo le ciarle che ella ha fatto di me, ci sono tornato, o sono per tornarci mai; e se non dico di lei tutto il male possibile. l’altro giorno, incontrandola, voltai la faccia al muro per non vederla…
A Carlo Leopardi
Bologna 30 Maggio 1826
…Sono entrato con una donna ( fiorentina di nascita, maritata in una delle principali famiglie di qui ) in una relazione, che forma ora una gran parte della mia vita. Non è giovane, ma è di una grazia e di uno spirito che ( credilo a me, che finora l’avevo creduto impossibile ) supplisce alla gioventù, e crea un’illusione meravigliosa. Nei primi giorni che la conobbi, vissi in una specie di delirio e di febbre. Non abbiamo mai parlato di amore, se non per ischerzo, ma viviamo insieme in un’amicizia tenera e sensibile, con un interesse scambievole, e un abbandono, che è come un amore senza inquietudine. Ha per me una stima altissima; se le leggo qualche mia cosa, spesso piange di cuore, senz’affettazione; le lodi degli altri non hanno per me nessuna sostanza, le sue mi si convertono tutte in sangue, e mi restano tutte nell’ani,a: ama ed intende molto le lettere e la filosofia; non ci manca mai materia di discorso, e quasi ogni sera io sono con lei dall’avemaria alla mezzanotte passata, e mi pare un momento. Ci confidiamo tutti i nostri secreti, ci riprendiamo, ci avvisiamo dei nostri difetti. In somma questa conoscenza forma e formerà un’epoca ben marcata della mia vita, perché mi ha disingannato del disinganno, mi ha convinto che ci sono veramente al mondo dei piaceri che io credeva impossibili, e che io sono ancora capace d’illusioni stabili, malgrado la cognizione e l’assuefazione contraria così radicata; ed ha risuscitato il mio cuore, dopo un sonno anzi una morte completa, durata per tanti anni…
A Teresa Carniani Malvezzi
Bologna 30 Ottobre 1826
Contessa mia, l’ultima volta che ebbi il piacere di vedervi, voi mi diceste così chiaramente che la mia conversazione da solo a sola vi annoiava, che non mi lasciaste luogo a nessun pretesto per ardire di continuarvi la frequenza delle mie visite. Non crediate ch’io mi chiami offeso; se volessi dolermi di qualche cosa, mi dorrei che i vostri atti, e le vostre parole, benché chiare abbastanza, non fossero anche più chiare ed aperte…
Recanati 18 Aprile 1827
…Né anche vi domanderò nuove di voi: perché spero che presto potrò dirvi a voce tutto quel che vorrete sapere, e domandarvi tutto quello che vorrò saper io. Intanto amatemi, come certamente fate, e credetemi your most faithful friend, or servant, or both, or what you like.
Ad Antonio Papadopoli
Bologna 21 Maggio 1827
…Come mai ti può capire in mente che io continui d’andare da quella puttana della Malvezzi? Voglio che mi caschi il naso, se da che ho saputo le ciarle che ella ha fatto di me, ci sono tornato, o sono per tornarci mai; e se non dico di lei tutto il male possibile. l’altro giorno, incontrandola, voltai la faccia al muro per non vederla…
sabato 8 giugno 2013
CORRISPONDENZE
Dalle lettere di Leopardi
A Carlo Leopardi
Roma 6 Dicembre 1822
…Al passeggio, in Chiesa, andando per le strade, non trovate
una befana che vi guardi. Io ho fatto e fo
molti giri per Roma in compagnia di giovani molte belli e ben vestiti. Sono passato
spesse volte, con loro, vicinissimo a donne giovani: le quali non hanno mai
alzato gli occhi; e si vedeva manifestamente che ciò non era per modestia, ma
per pienissima e abituale indifferenza e noncuranza: e tutte le donne che qui
s’incontrano sono così. Trattando, è così difficile il fermare una donna in
Roma come in Recanati, anzi molto di più, a cagione dell’eccessiva frivolezza e
dissipatezza di queste bestie femminine, che oltre di ciò non ispirano un
interesse al mondo, sono piene d’ipocrisia, non amano altro che il girare e
divertirsi non si sa come, non la danno
( credetemi ) se non con quelle infinite difficoltà che si provano negli altri
paesi. Il tutto si riduce alle donne pubbliche, le quali trovo ora che sono
molto più circospette d’una volta, e in ogni modo sono così pericolose come
sapete…
Roma 16 Dicembre 1822
…Cancellieri mi diverte qualche volta con alcuni racconti
spirituali, verbigrazia che il Card. Malvasia b.m. metteva le mani in petto
alle Dame della sua conversazione, ed era un débauché di prima sfera, e mandava all’inquisizione i mariti e i
figli di quelle che le resistevano ec. ec. Cose simili del Card. Brancadoro,
simili di tutti i Cardinali ( che sono le più schifose persone della terra ),
simili di tutti i Prelati, nessuno dei quali fa fortuna se non per mezzo delle
donne…
Roma 22 Marzo 1823
…Io vivo qui molto indifferentemente, non tratto donne; e
senza queste nessuna occupazione o circostanza della nostra vita ha diritto di
affezionarci o di compiacerci. Io me n’assicuro per esperienza, e posso
giurarti che la conversazione o spiritosa o senza spirito m’è venuta in un odio
mortale. Tutto è secco fuori del nostro cuore: e questo non si esercita mai:
vada al diavolo la società. Addio, Carluccio. Salutami tutti.
venerdì 7 giugno 2013
CORRISPONDENZE
Dalle lettere di Leopardi
A Charlotte Bonaparte
Florence 17 Mai 1833
Madame la Princesse,
...Quant
à moi, Vouz savez que l'état progressif de la societé ne me
regarde pas du tout. Le mien, s'il n'est pas retrograde, est
eminemment stationnaire. Toujours mes occupations consistent à
tâcher de perdre tout mon tems; je n'ecris pas, je ne lis pas, je
fais tous mes efforts pour penser le moin que je peux; une ophthalmie
fort obstinée, qui me rend absolument impossible toute espece
d'application, est venue me perfectionner dans la nullité de ma
maniere d'être...
A
Carlo Leopardi
Roma
25 Novembre 1822
...Ieri
fui da Cancellieri, il qual è un coglione, un fiume di ciarle, il
più noioso e disperante uomo della terra; parla di cose assurdamente
frivole col massimo interesse, di cose somme colla maggior freddezza
possibile; ti affoga di complimenti e di lodi altissime, e ti fa gli
uni e l'altre in modo così gelato e con tale indifferenza, che a
sentrirlo pare che l'essere uomo straordinario sia la cosa più
ordinaria del mondo...
Roma
6 Dicembre 1822
...Senti,
mio caro fratello; non mi dare del misantropo, nè del codardo, nè
del bigotto; ma piuttosto assicurati che quello ch'io sono per dirti
m'è dettato dall'esperienza, e dalla cognizione dell'animo tuo e
mio...da quando io misi piede in questa città, mai una goccia di
piacere non è caduta sull'animo mio...
A
Giulio Perticari
Recanati
30 Marzo 1821
...E
la mia vita esteriore ed interiore è tale, che sognandola solamente,
agghiaccerebbe gli uomini di paura...
A
Volumnia Roberti
Recanati
6 Gennaio 1810
...vi
mando certe bagattelle per cotesti figliuoli, acciocchè siano buoni
ma ditegli che se sentirò cattive relazioni di loro, quest'altro
Anno gli porterò un po' di Merda...Frattanto state allegri, e andate
tutti dove io vi mando, e restateci finché non torno ghiotti,
indiscreti, somari scrocconi dal primo fino all'ultimo.
La
Befana
domenica 28 aprile 2013
IL MONDO NUOVO
Bimba col pugno chiuso
Segnalo questo film documentario stupendo, allegro e commovente, con una protagonista che non si scorda. Non vale tanto per la sua storia di partigiana, per la resistenza al fascismo o per l'impegno attivo per l'emancipazione femminile, e colpisce la sua critica ai "compagni" che cercavano di approfittarsi delle ragazze che entravano nei collettivi, oppure a quelli che una volta raggiunti posti di potere poi diventavano corrotti; vale soprattutto per le sue parole, perché è una persona che ha avuto e ha a cuore le vite degli altri, le interessano davvero, non solo per senso del dovere.
Il sito del film col calendario delle promozioni
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