" - Eravamo sempre otto o dieci: c'era un dottore, un farmacista, dei commercianti, un cameriere d'albergo e qualche artigiano. Tutti del nostro paese, ci si conosceva fin da bambini. La vita è triste, tra quei grattacieli, con tutte quelle straordinarie comodità, e gli ascensori, le porte girevoli, la metropolitana, e sempre case e palazzi e strade, e mai un po' di terra. Viene la malinconia. La domenica mattina si saliva in treno, ma bisognava fare dei chilometri, per trovare la campagna! Quando eravamo arrivati in qualche posto solitario, diventavamo tutti allegri come ci si fosse tolto un peso di dosso. E allora, sotto un albero, tutti insieme, ci si calava i pantaloni. Che delizia! Si sentiva l'aria fresca, la natura. Non come in quei gabinetti americani, lucidi e tutti eguali. Ci pareva di essere ragazzi, d'essere tornati a Grassano, si era felici, si rideva, si sentiva l'aria della Patria. E, quando avevamo finito, gridavamo tutti insieme: "Viva l'Italia!". Ci veniva proprio dal cuore"
Carlo Levi, "Cristo si è fermato a Eboli"
(Sto recuperando in questi giorni questo classico finora da me colpevolmente ignorato. E' la storia di un antifascista che viene spedito a fare un focus group lungo tre anni in un paesino della basilicata. O forse sono io che sovrainterpreto causa troppo lavoro negli ultimi giorni. Comunque: è molto, molto bello. E i contadini di Grassano, in questo passo, in questi giorni, mi rappresentano abbastanza)
(Ricordo sempre con affetto il babbo che su un Firenze-Pisa in tragico ritardo educò il figlio con la frase: "vedi? qui ci hanno scritto il libro: "CRISTO SI E' FERMATO A EMPOLI")
mercoledì 29 settembre 2010
martedì 28 settembre 2010
incubo del giorno / Minzolini Edition
Sognavo che Minzolini veniva rimosso dal suo incarico e al suo posto veniva reinstallato Gianni Riotta, che per pubblicizzare il suo ritorno faceva girare uno spot in cui altri possibili candidati alla direzione del TG1 (Mentana, Maurizio Costanzo, Alberto Castagna e altri) fingevano di condurre il TG vestiti con la parte superiore di un impeccabile doppiopetto, e sotto in mutande e calzini con le giarrettiere.
Il ritorno di Gianni Riotta mi rallegrava alquanto, soprattutto per le scomposte reazioni di Minzolini.
Poi mi prendeva il panico: "Come si può essere così contenti per il ritorno di Riotta????"
Il ritorno di Gianni Riotta mi rallegrava alquanto, soprattutto per le scomposte reazioni di Minzolini.
Poi mi prendeva il panico: "Come si può essere così contenti per il ritorno di Riotta????"
lunedì 27 settembre 2010
Neanche lo stand della Salsiccia Arrosto - Piccole cronache dalla Festa Della Libertà di Milano /1
Il posto scelto per la festa della libertà, ovvero il Castello Sforzesco di Milano, rappresenta una scelta che sarebbe demenziale per la festa annuale, nella città-roccaforte del proprio potere, per qualsiasi partito di massa occidentale. Gli spazi accolgono alcune centinaia di persone, al limite (di fronte al palco principale, nello spazio dedicato a "Concerti ed eventi") poche migliaia.
La scelta però non è demenziale per il Partito delle Libertà, unico partito di massa senza massa.
Meglio: la massa c'è, ma è altrove. Dove si possa trovare la massa non è difficile da immaginare. La prima cosa che ho pensato passeggiando per gli spazi semi-deserti della Festa, poco fa, tra l'una e mezza e le due, è stata che la ripresa di qualsiasi evento, anche il meno interessante, risulterà terribilmente affollata, anche solo per la presenza di staff, coscritti, militanti (facendo atto di fede ch'essi esistano), passanti, curiosi, infiltrati e soprattutto turisti.
Sarà una festa molto riuscita, per i militanti che la vivranno negli articoli del TG1.
Gli spazi sono, tra l'una e le due, ovviamente deserti: la tentazione di ironizzare sulla riuscita della festa è forte, ma devo sempre ricordarmi di star visitando non l'evento, per ora, ma il suo ectoplasma. In fondo, non sono mai stato ad una festa dell'Unità nel primo pomeriggio, anche se immagino comunque un po' più di casino.
In giro ci sono: molti poliziotti e carabinieri, turisti e pochissimi curiosi.
Lo spiazzo con il palco principale è fiancheggiato da un gazebo singolo, sulla sinistra: vuoto, abbandonato, contiene solo alcuni sacchi di plastica ripieni di t-shirt bianche con la cubitale scritta in blu "L'amore vince sempre sull'amore e sull'odio". Le maglie erano ripiegate e non ho potuto controllare l'eventuale uso di maiuscole, ma mi riprometto di verificare.
Non so come si faccia a ottenere uno di questi reperti, cercherò di scoprirlo nella prossima visita.
A destra del palco c'è un lungo tendone colonizzato dal "movimento", ovvero dai Promotori della Libertà, il sindacato cattolico, l'associazione Giovane Italia (sic).
Il tendone dedicato al movimento è preceduto da uno spazio espositivo del consorzio Grana Padano: per recuperare le energie, immagino.
Nel tendone dei Promotori della Libertà (o DELLE Libertà?) vendono anche libri. Sono coperti da un panno, tranne in un angolo.
I libri rimasti scoperti sono:
1) H. Arendt "La banalità del male"
2) G. Pisano "Gli ultimi cinque secondi di Mussolini"
3) B. Craveri "La civiltà della conversazione"
4) Autore non visibile "La cacciata dei musulmani dall'Europa"
Mi riservo di sapere di più sui libri in esposizione per avanzare un'interpretazione.
Più avanti c'è l'area "Dibattiti Mostra Bar TV", senza soluzione di continuità: il nome dell'area mi appare ominoso e rivelatore.
All'interno dell'area c'è un altro spazio conferenze, più ridotto e, nel corridoio a destra, una serie parallela di pannelli con foto ingrandite e sgranate che raccontano i successi internazionali del caro premier: i pannelli convergono sul pannello posto in fondo allo spazio espositivo, in cui avviene al fine l'ostensione et rivelazione del volto santo_ volto sereno, fondo azzurro photoshoppato, e frase sull'amore della libertà provato prima come imprenditore e poi come politico. Altra frase rivelatrice di una concezione della libertà piuttosto peculiare e profit -oriented, semmai ce ne fosse bisogno.
(Continua)
La scelta però non è demenziale per il Partito delle Libertà, unico partito di massa senza massa.
Meglio: la massa c'è, ma è altrove. Dove si possa trovare la massa non è difficile da immaginare. La prima cosa che ho pensato passeggiando per gli spazi semi-deserti della Festa, poco fa, tra l'una e mezza e le due, è stata che la ripresa di qualsiasi evento, anche il meno interessante, risulterà terribilmente affollata, anche solo per la presenza di staff, coscritti, militanti (facendo atto di fede ch'essi esistano), passanti, curiosi, infiltrati e soprattutto turisti.
Sarà una festa molto riuscita, per i militanti che la vivranno negli articoli del TG1.
Gli spazi sono, tra l'una e le due, ovviamente deserti: la tentazione di ironizzare sulla riuscita della festa è forte, ma devo sempre ricordarmi di star visitando non l'evento, per ora, ma il suo ectoplasma. In fondo, non sono mai stato ad una festa dell'Unità nel primo pomeriggio, anche se immagino comunque un po' più di casino.
In giro ci sono: molti poliziotti e carabinieri, turisti e pochissimi curiosi.
Lo spiazzo con il palco principale è fiancheggiato da un gazebo singolo, sulla sinistra: vuoto, abbandonato, contiene solo alcuni sacchi di plastica ripieni di t-shirt bianche con la cubitale scritta in blu "L'amore vince sempre sull'amore e sull'odio". Le maglie erano ripiegate e non ho potuto controllare l'eventuale uso di maiuscole, ma mi riprometto di verificare.
Non so come si faccia a ottenere uno di questi reperti, cercherò di scoprirlo nella prossima visita.
A destra del palco c'è un lungo tendone colonizzato dal "movimento", ovvero dai Promotori della Libertà, il sindacato cattolico, l'associazione Giovane Italia (sic).
Il tendone dedicato al movimento è preceduto da uno spazio espositivo del consorzio Grana Padano: per recuperare le energie, immagino.
Nel tendone dei Promotori della Libertà (o DELLE Libertà?) vendono anche libri. Sono coperti da un panno, tranne in un angolo.
I libri rimasti scoperti sono:
1) H. Arendt "La banalità del male"
2) G. Pisano "Gli ultimi cinque secondi di Mussolini"
3) B. Craveri "La civiltà della conversazione"
4) Autore non visibile "La cacciata dei musulmani dall'Europa"
Mi riservo di sapere di più sui libri in esposizione per avanzare un'interpretazione.
Più avanti c'è l'area "Dibattiti Mostra Bar TV", senza soluzione di continuità: il nome dell'area mi appare ominoso e rivelatore.
All'interno dell'area c'è un altro spazio conferenze, più ridotto e, nel corridoio a destra, una serie parallela di pannelli con foto ingrandite e sgranate che raccontano i successi internazionali del caro premier: i pannelli convergono sul pannello posto in fondo allo spazio espositivo, in cui avviene al fine l'ostensione et rivelazione del volto santo_ volto sereno, fondo azzurro photoshoppato, e frase sull'amore della libertà provato prima come imprenditore e poi come politico. Altra frase rivelatrice di una concezione della libertà piuttosto peculiare e profit -oriented, semmai ce ne fosse bisogno.
(Continua)
il decurionato e il patriziato alpino
Stavo cercando, perché si svolge praticamente a fianco del luogo in cui lavoro, e perché intendo andarci per svolgere una rilevazione antropologica dei tipi umani ivi presenti, un programma della Festa del PDL a Milano (dal 25 settembre al 03 ottobre, per chi fosse interessato).
L'unico sito che fornisce il programma della manifestazione (oltretutto scansito dopo essere stato sottolineato a segnalare eventi e partecipanti di dubbio interesse) è il blog di Destra per Milano (no, non metto il link, mi rifiuto), blog che ovviamente non avevo mai visitato.
E sbagliavo, a non farlo, perché è una fonte di irresistibili chicche, come quella che vi presento qui di seguito, postata appena cinque giorni fa ma fragrante di medioevo e di una divisione tra nobili e popolo ingiustamente caduta in disuso.
Lista delle cose che mi fanno ridere di più:
L'unico sito che fornisce il programma della manifestazione (oltretutto scansito dopo essere stato sottolineato a segnalare eventi e partecipanti di dubbio interesse) è il blog di Destra per Milano (no, non metto il link, mi rifiuto), blog che ovviamente non avevo mai visitato.
E sbagliavo, a non farlo, perché è una fonte di irresistibili chicche, come quella che vi presento qui di seguito, postata appena cinque giorni fa ma fragrante di medioevo e di una divisione tra nobili e popolo ingiustamente caduta in disuso.
Lista delle cose che mi fanno ridere di più:
- Il nome di Sua Eminenza il Marchese Dottor Marco Lupis Macedonio Palermo dei Principi di Santa Margherita
- L'importanza della piccola nobiltà Walser, impersonata dal nuovo Membro Corrispondente (e chi non vorrebbe un Membro Corrispondente che fosse anche nobile?)
- Il tema della corrispondenza, soprattutto nella sottoparte dedicata al patriziato alpino.
Ho deciso che di tanto in tanto terrò d'occhio questo blog, c'è da divertirsi.
domenica 26 settembre 2010
Recuperi: Howe Gelb - Confluence
Di solito chi fa rock fa uno, due, tre, magari quattro dischi buoni all'inizio e poi si perde, con occasionali riprese (sempre parziali, però)
Oppure (pochi casi) si reinventa ogni dieci anni e riparte con una nuova serie di capolavori (pochissimi: diciamo giusto Tom Waits e un paio d'altri)
Howe Gelb più che scrivere un unico capolavoro ci si è scontrato dopo vent'anni che suonava e incideva dischi con i Giant Sand. Il disco dei Giant Sand coevo a questo "Confluence" (2001) si chiama "Chore of Enchantement" ed è il più bello della discografia sterminata e caotica dei vermoni del deserto, segno che in quell'anno a Howe Gelb le cose venivano bene in modo naturale. Il vero capolavoro però non è il disco dei Giant Sand ma questo suo solista, in cui predomina un'estetica dell'errore: l'occasionale stonatura, le plettrate e gli accordi imprecisi, le canzoni che si perdono un po' sono tutte caratteristiche che migliorano blues sghembi e rock scarnificati ed essenziali (3 sisters, Saint Conformity, Pontiac slipstream, ovvero le prime tre canzoni del disco, meravigliose tutte e tre); il disco ha anche spazio per l'occasionale ballata surreale (Blue Marble Girl) e per ragazze fuori dal tour bus che canticchiano la canzone successiva in scaletta (Vex - Vex Tucson).
Da questo disco in poi a Howe Gelb fanno registrare qualsiasi cosa gli venga in mente, e lui ne sta perfino abusando: ma nessuna gli è venuta bella come questa.
Qui gli errori sono voluti, accolti e mai cancellati, assaporati e seguiti, gli si da lo spazio di approfondire, complicare e contraddire le linee melodiche delle canzoni e il loro ritmo; tutte le canzoni finiscono per avere difetti evidenti, e tutte insieme sono quasi perfette.
(Il video: non so come ciò sia possibile ma su internet non esiste un culto relativo a questo disco. Ciò mi sconvolge. Su Youtube c'è solo questa versione, completamente diversa da quella sul disco, di Saint Conformity: è bella comunque)
Oppure (pochi casi) si reinventa ogni dieci anni e riparte con una nuova serie di capolavori (pochissimi: diciamo giusto Tom Waits e un paio d'altri)
Howe Gelb più che scrivere un unico capolavoro ci si è scontrato dopo vent'anni che suonava e incideva dischi con i Giant Sand. Il disco dei Giant Sand coevo a questo "Confluence" (2001) si chiama "Chore of Enchantement" ed è il più bello della discografia sterminata e caotica dei vermoni del deserto, segno che in quell'anno a Howe Gelb le cose venivano bene in modo naturale. Il vero capolavoro però non è il disco dei Giant Sand ma questo suo solista, in cui predomina un'estetica dell'errore: l'occasionale stonatura, le plettrate e gli accordi imprecisi, le canzoni che si perdono un po' sono tutte caratteristiche che migliorano blues sghembi e rock scarnificati ed essenziali (3 sisters, Saint Conformity, Pontiac slipstream, ovvero le prime tre canzoni del disco, meravigliose tutte e tre); il disco ha anche spazio per l'occasionale ballata surreale (Blue Marble Girl) e per ragazze fuori dal tour bus che canticchiano la canzone successiva in scaletta (Vex - Vex Tucson).
Da questo disco in poi a Howe Gelb fanno registrare qualsiasi cosa gli venga in mente, e lui ne sta perfino abusando: ma nessuna gli è venuta bella come questa.
Qui gli errori sono voluti, accolti e mai cancellati, assaporati e seguiti, gli si da lo spazio di approfondire, complicare e contraddire le linee melodiche delle canzoni e il loro ritmo; tutte le canzoni finiscono per avere difetti evidenti, e tutte insieme sono quasi perfette.
(Il video: non so come ciò sia possibile ma su internet non esiste un culto relativo a questo disco. Ciò mi sconvolge. Su Youtube c'è solo questa versione, completamente diversa da quella sul disco, di Saint Conformity: è bella comunque)
venerdì 24 settembre 2010
The Horror! The Horror!
Ieri dovevo condurre un focus, a Milano.
All'entrata dello stabile in cui si sarebbe svolto il tutto, delle ragazze fermano me e la mia collega.
Loro: "Siete qui per l'intervista?"
Noi: "Sì"
Loro: "Siete infermieri?"
(primo momento di incertezza: il nostro focus group era su tutt'altro)
Noi: "Ehm, no"
Loro: "Però siete voi quelli della VESCICA MENTALE, vero?"
Noi abbiamo negato, ma è da allora che l'immagine mi perseguita.
All'entrata dello stabile in cui si sarebbe svolto il tutto, delle ragazze fermano me e la mia collega.
Loro: "Siete qui per l'intervista?"
Noi: "Sì"
Loro: "Siete infermieri?"
(primo momento di incertezza: il nostro focus group era su tutt'altro)
Noi: "Ehm, no"
Loro: "Però siete voi quelli della VESCICA MENTALE, vero?"
Noi abbiamo negato, ma è da allora che l'immagine mi perseguita.
martedì 21 settembre 2010
Hello4
(Oggi mi hanno hackerato l'account google: io intanto ho cambiato password e cazzi vari, ma intanto questa mail è stata mandata a tutto il mio indirizzario. Scusate. Però, già che nell'indirizzario c'era anche l'indirizzo del blog, l'ho anche pubblicata qui in automatico. Non mi va di cancellarla: mi fa abbastanza ridere)
Hello,
What have you been up to ?
Tell you a good news. At last few days,My friend Jack told me where
was called the factory of world.All the things is very cheap.
Register to be their members as soon as possible, during this time,
they have discount sales, many surprises are waiting for you.
what's more it is very convenient.
The price of products is great low from there. But very perfect. It's
incredible!
For example: laptops, cell phone, digital cameras, LCD TV, GPS and so on.
Remarkably,they have a very excellent after-sale service.
You can log on their website
wowdshop.com
I would like you to have a pleasant shopping!
Sincerely yours
Hello,
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